Nel 381, al concilio di Aquileia, Bassiano partecipò alla condanna del vescovo ariano Palladio di Ratiaria (l'odierna Archar, lungo il Danubio, oggi in Bulgaria).
Nel 387 inaugurò fuori dalle mura la prima basilica di Lodi, dedicata ai dodici apostoli: essa venne consacrata da Ambrogio, vescovo di Milano, e dal suo coadiutore Felice, dal 386 primo vescovo di Como. L'edificio sopravvisse alla distruzione dei milanesi nel 1158 al tempo delle guerre contro il Barbarossa.
Nel 390 partecipò al sinodo milanese indetto da Ambrogio per controbattere alla predicazione dell’eretico Gioviniano (già confutato da Sofronio Eusebio Girolamo). Firmò, insieme ad Ambrogio, la lettera sinodale (conservata) al papa Siricio (sul seggio papale dal 384 al 399).
Nel 397 (come riferisce Paolino di Milano, biografo di Ambrogio), assistette ai funerali del grande vescovo nel momento della sua morte.
Fu sepolto nella basilica da lui fondata.
Nel 1158, quando i milanesi distrussero Lodi, le sue reliquie furono traslate a Milano, dove rimasero fino al 1163 quando il Barbarossa, dopo che il 10 marzo 1162 aveva costretto Milano alla resa e l'aveva distrutta a sua volta, le riportò in Lodi della quale aveva nel frattempo autorizzato la ricostruzione. La processione solenne era guidata dall'antipapa Vittore IV, dallo stesso Imperatore, alla presenza del patriarca di Aquileia e dell'abate di Cluny. Le reliquie sono custodite ancora oggi nella cripta della cattedrale di Lodi.
In occasione del XVI centenario della morte del santo, il 19 gennaio 2009, il cardinale Angelo Bagnasco ha presieduto una celebrazione eucaristica in Cattedrale a Lodi, concelebrata dal vescovo lodigiano Giuseppe Merisi, da Rino Fisichella e da Bassano Staffieri. Nella stessa occasione è stata indetta la peregrinatio delle reliquie di san Bassiano in tutte le parrocchie della diocesi di Lodi.
Ogni anno, in occasione della festività a lui dedicata, si svolge la celebrazione della messa solenne pontificale nella cattedrale, durante la quale vengono simbolicamente offerti da parte di figuranti in costume d'epoca i ceri e “i doni della terra e del fiume”, cioè alcuni prodotti tipici del territorio lodigiano.
Al termine della cerimonia sotto i portici del Palazzo Broletto (sede del Comune) viene distribuita a cura della Pro Loco la tradizionale trippa, detta buseca de San Basàn, mentre nel pomeriggio, ad opera dell'Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Lodi, ha luogo la distribuzione gratuita di vin brulè (vino caldo speziato), thè caldo, cioccolata, raspadura (grana servito a scaglie finissime "raschiate" da una forma di Granone Lodigiano) e tortionata (torta tipica di Lodi fatta con burro, farina, mandorle, zucchero e uova).
Nel pomeriggio si svolge la consegna delle Benemerenze civiche da parte dell'Amministrazione comunale: i nominativi delle persone e delle associazioni che vengono insignite delle benemerenze sono ufficializzati dalla Giunta municipale con una apposita delibera, tenendo conto anche delle segnalazioni trasmesse direttamente dalla cittadinanza, sia da parte di singoli che di gruppi di sostegno alle varie candidature.
La Familia Ludesana, una associazione che affonda le sue radici nella storia di Lodi e che da sempre opera per la difesa delle caratteristiche della lodigianità , consegna infine il “Fanfullino d'Oro della riconoscenza”, riservato ai lodigiani che hanno reso onore al nome della città in Italia e nel mondo.
Nei giorni della festività patronale si tiene inoltre un'antica fiera nel quadrilatero di Piazza della Vittoria