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Dal 6 febbraio all'8 marzo
Claustro della Provincia di Lodi
Via Fanfulla 14
Inaugurazione giovedì 5 febbraio, ore 17.30
Orari di apertura:
dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.30
Ogni opera d’arte è figlia del
proprio tempo,
e spesso è madre della nostra
sensibilità.
Vasilij Kandinskij. Dello spirituale
nell’arte, 1912
La doppia corsia di ritratti famigliari allestita per Mattia Montemezzani sembra accettare il virtuoso cortocircuito tra arte e vita, creatività e tran tran quotidiano, ozio e negozio. Le due monumentali “figure nel bosco”, apparentemente non allineate al tema tantomeno nel display adottato, poiché appartenenti alla collezione d’arte contemporanea della Provincia di Lodi e perciò soggette a differenti collocazioni - nel caso specifico delle due opere nella duplice condizione mobile/immobile - rappresentano la più congeniale e possibile idea di apertura e chiusura, prologo ed epilogo, pur fuori contesto e forse per fortuna senza soluzione di continuità, di una narrazione che coinvolge in prima persona l’artista d'origine lodigiana. Ed è il suo un “io” rifratto nella famiglia, riverberato nelle componenti che la sostanziano (il titolo medesimo, “20 ritratti famigliari di Mattia Montemezzani”, vuole recuperare un sentimento pascoliano, indagato in un celebre saggio): dunque, Rosa, Verdiana, Romeo, ne sono la spia. Dell’artista rispettivamente: nonna (e bisnonna), moglie (e madre), figlio (e bisnipote). Ancora una volta, il doppio, l’altro non da sé, ma di sé, rivestito nel proprio ruolo e posto nella società famigliare e genitoriale si manifesta nelle reciproche relazioni, anche un doppio salto generazionale, chiamato a rinsaldare legami affettivi. Con un di più a far da perno nell’intero percorso della mostra: l’amore coniugale, alimentato anche dall’arte. Verdiana, lei stessa è figlia d’arte e allo stesso tempo è compagna di vita e artista lei stessa. Tale lettura è smaccatamente raccontata nelle opere che la ritraggono e nel passaggio, nell’arco di una decina d’anni, da una colorazione variopinta a una più chiaroscurale. Ciò indipendentemente dalla fattura dell’opera e dei materiali usati. Non vi è prova, ma soltanto certezza nell’evoluzione di un rapporto: è il segno, passo dopo passo, di una maturazione all’interno della coppia, avvenuta anche per l’arrivo di un figlio: nel frattempo è arrivata anche Bella, di appena un anno e non ancora ritratta). Ed è estremamente interessante il realismo, la cui declinazione addenta alcune suggestioni magiche, con cui, al tempo, il lieto evento è stato sottoposto all’indagine artistica e riprodotto nel suo dispiegamento vitale.
Fabio Francione
Responsabile organizzazione eventi
Ideazione e coordinamento della mostra
Dopo aver conseguito il Diploma Accademico di primo
livello con 110 e lode e premio di laurea, all’Accademia di Belle Arti di Brera
a Milano nel 2013, vince due borse di studio ed inizia il Diploma Accademico di
secondo livello all’Accademia di Belle Arti di Varsavia in Polonia, per poi
concludere nuovamente a Brera nel 2015 con il massimo dei voti, 110 e
lode.
Durante il periodo di studi ottiene diversi
riconoscimenti per le abilità nella pittura in concorsi quali Premio Artemisia,
Premio Aletti, Premio Morlotti, Premio Sulmona, Premio Biennale di Pittura
Luigi Brambati, Premio Bergamo, Premio Maccagno, Premio Bice Bugatti Segantini,
Premio di Pittura Carlo Della Zorza e Premio Antonio Canova.
Nel 2009 realizza la sua prima personale di pittura
“Mattia Montemezzani Opere 2005-2009”, nella Sala delle Colonne dell’ ex
Convento di San Domenico a Lodi seguirà “Mattia Montemezzani Incisioni”, curata
dal suo insegnante di Grafica d’ Arte Prof. Bernardino Luino alla libreria
Cardano di Pavia.
Viene invitato nel 2012 alla 54 Esposizione
Internazionale d’ Arte della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi,
dove presenta una scultura “Verdiana”, un ritratto della moglie.
Dal 2015 crea insieme a sua moglie Verdiana un progetto
indipendente chiamato Loop che si sviluppa in Europa. Il progetto inizia a
Berlino, prosegue a Varsavia per poi essere presentato a Roma al Museo
Nazionale di Arte Contemporanea M.A.C.R.O., avrà poi un’ulteriore
certificazione alla Reale Accademia di Belle Arti di Stoccolma, per procede poi
in Slovenia con la realizzazione di un film, segue poi Vienna, Praga, Madrid,
Zagabria e Vilnius. Infine anche a Budapest con la partecipazione di Zsolt
Asztalos. Loop è tuttora in via di sviluppo.
Nel 2018 si sposta in Italia a Milano, dal 2020 inizia
una serie di lavori tra cui dipinti, disegni ed incisioni intitolati “I
Vulcani”, che sono esposti come mail art a Vienna al MAAV, a S.C.R.C. di
Philadelphia, in Portogallo al Museo Quinta Da Cruz di Viseu, in Portorico al
MAAC di San Antonio, in Idaho alla Boise State University, alla mostra
“Artspace at Untitled” in Oklaoma, ancora in Portogallo al Museo Berardo
Estremoz ed in Grecia al Centro di Fotografia di Thessaloniki.
Dal 2025 inizia a presentare al pubblico il suo Archivio
di venti anni di lavoro in due esposizioni “Mattia Montemezzani Ritratti” al
Centro Culturale Verdi di Segrate, Milano e “Romeo con riflessi di luce” alla
Biblioteca Sormani di Milano.
