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"Lignum" di Giorgio Rastelli


Da giovedì 11 a domenica 28 giugno 

Orari
giovedì e venerdì 16-19
 sabato e domenica 10-13 e 16-19
Ingresso libero

Inaugurazione
giovedì 11 giugno, ore 17.30


Nella sala espositiva Bipielle Arte di Lodi, “Lignum”, una mostra dalle vibranti sculture lignee create da Giorgio Rastelli, artista internazionale nato a Milano nel 1940, apre le porte all’Estate.

Un puma osserva in agguato, una donna è adagiata su un’amaca, un’altra si tuffa in mare, un gruppo di ballerine danzano e dei pappagalli colorati volano leggeri invitando a riconnetterci con la primordiale essenza del legno.

Il legno, dal latino lignum, materiale organico e rinnovabile, è una risorsa naturale fondamentale che ha accompagnato l’umanità fin dalle sue origini. Questa materia ancestrale, strettamente connessa alla storia della Terra e dell’evoluzione umana, nelle mani di un giovane ma già noto Giorgio Rastelli, nasce come un impasto di colla e segatura segnando le prime linee di costellazioni, nel periodo detto “Cosmocromico”, passando per l’“Arcaismo Geometrico” dove si delineano, in forme ai limiti dell’astrattismo, le prime figure di donne e animali. In una lineare metamorfosi, dalla polvere al solido, la materia prende corpo e diventa pelle, il legno puro diviene contenitore di racconti di vita, gli anelli di una vita circondata dal femmineo.

Padre di due figlie, Paola e Silvia, e marito di Elena, che fin dai primi anni di matrimonio collabora con lui, le opere di Giorgio Restelli parlano delle donne che hanno abitato la sua casa e insieme respirato la polvere del legno che, furtivamente, usciva indisturbata dalla fessura sotto la grande porta in vetro e ferro del laboratorio al piano terra. In quella casa circondata da piante nella quale ha scelto di vivere, trasferitosi da Milano nella campagna piacentina, attratto dalla bellezza dell’essere, le figure scolpite da Giorgio ed Elena sono tutte poste sullo stesso piano, in una lettura di paritetica importanza.

Che siano donne o uomini o animali o ciuffi d’erba o nuvole, l’artista ne fissa il movimento “nel mentre” e qualcosa accade: in una stasi di pace, accolgono lo spettatore nel loro spazio, come alberi in una foresta che continuano indomiti a respirare per la gloria del loro essere.

[Silvia Rastelli, “Lignum”, 2026]