Fotografia di un'Italia che non c'è più
Attraverso l’arte toscana del XX sec.
dal 7 al 31 maggio 2026
inaugurazione giovedì 7 maggio alle 17.00
Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo – Spazio Tiziano Zalli, Lodi
Orari di apertura della sala:
giovedì e venerdì 16.00-19.00;
sabato e domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00
INGRESSO LIBERO
La mostra organizzata per sezioni, presenta circa un centinaio di opere, di vari autori rappresentativi delle diverse realtà artistiche locali del vasto panorama regionale toscano.
Si tratta di dipinti, sculture e altre opere d’arte di una collezione privata (ma con qualche innesto dovuto a prestiti di altre collezioni affini agli intenti del Centro Studi Le Macchiaiole) in massima parte dedicata ai Post-Macchiaioli, quindi di opere che sono datate dall'inizio del XX sec. ai primi anni 2000, con un pregresso di un piccolo nucleo di Macchiaioli da cui discende la scuola livornese e qualche maestro fiorentino e senese.
L'esposizione sarà inoltre occasione per ammirare alcune delle opere del patrimonio di Banco BPM, tra cui i dipinti di Ottone Rosai, Plinio Nomellini, Galileo Chini, Giorgina Di Vecchio Bortolucci, Francesco Pagliazzi, Giuseppe Bartolini, che normalmente si trovano nelle sedi del gruppo bancario diffuse in tutta Italia.
Il progetto si pone l’obiettivo di consentire al visitatore di provare un’inedita, personale e diretta esperienza del vivere quotidiano del XX sec., mediante rappresentazioni artistiche ereditate dalla millenaria cultura toscana che si fa sintesi attraverso la pittura post-macchiaiola, la scultura e alcune forme di industrializzazione del prodotto artigianale.
Durante tutto il periodo della mostra è previsto un ciclo di eventi correlati.
Gli eventi
Sabato 9 maggio, ore 17.00
LA MACCHIA PROTAGONISTA, il sociale nell’Arte attraverso il racconto della nascita del movimento macchiaiolo.
a cura di WALTER PAZZAIA storico dell’Arte, interviene ROBERT RIBAUDO curatore della mostra per Centro Studi Le Macchiaiole.
L’Arte moderna in Europa nasce con gli Impressionisti in Francia e con i Macchiaioli in Italia ma entrambi i movimenti sono debitori del Realismo, il primo vero e rivoluzionario movimento che a metà Ottocento vede l’affermarsi di artisti che rompono drasticamente con la tradizione del Romanticismo e ci accompagnano verso il racconto della modernità. Gli “artisti della Macchia” fanno proprio il linguaggio di questi precursori e, pur nell’evolversi di un linguaggio che percorrerà strade nuove e innovative, narrano il progresso di una società che sta rapidamente cambiando e di una Nazione che sta faticosamente nascendo. Le affascinanti e intense opere di Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Silvestro Lega e molti altri apriranno una strada che tanti artisti percorreranno e porteranno avanti per buona parte del Novecento attraverso una narrazione che scandirà il ritmo di una società in straordinaria evoluzione.
Allievi di Fattori prima e gli epigoni delle scuole “macchiaiole” toscane poi, raccontano con pragmatica efficace un secolo di avvenimenti, riavvolgendo il nastro dei nostri ricordi: Scuola Labronica e Post-Macchiaioli perpetuano un secolo di movimento in nome de “la macchia”.
Domenica 17 maggio, ore 17.00
LA GRADAZIONE DELLA LUCE, Plinio Nomellini e gli altri.
a cura di FABIOLA GIANCOTTI scrittrice
La luce, come restituirla, nella pittura, nel suo ritmo e nella sua variazione. Come si produce l'azzurro, si chiedeva Leonardo, e perché ciascuna città ha, per il suo cielo, il suo azzurro. Dall’ombra procede la luce, e trova nel colore la sua condizione e nella fotografia la sua scrittura. Una traversata nella pittura a partire dalla rivoluzione dei macchiaioli e da quanto, da essi, l'intero Novecento ha ereditato.
Sabato 23 maggio, ore 17.00
FOTOGRAFIA DELL’ITALIA DEL XX SECOLO
a cura di FRANCESCO CANCELLATO giornalista, direttore di Fanpage, interviene ROBERT RIBAUDO curatore della mostra per Centro Studi Le Macchiaiole.
Un incontro per parole e “immagini” a documentare il “secolo lungo” visto dagli italiani. Una lunga carrellata che partendo dalle distruzioni belliche delle due Grandi Guerre, vissute nello spirito degli italiani come continuum in chiave risorgimentale, mostra un popolo resiliente e pieno di risorse nelle Ricostruzioni. Raggiunge, grazie al riscatto del dopoguerra e al boom economico degli anni ’50 e ‘60 un relativo e “comodo” benessere, con gli anni ’70 e ’80, ma non senza contraddizioni fuori e dentro il sistema socio-culturale di una nazione giovane e incompleta. Assiste dopo le indignazioni di Tangentopoli al passaggio dalla I alla II Repubblica.
Sabato 30 maggio, ore 17.00
L’AZIENDA PIAGGIO Pontedera.
a cura di ROBERTO DONATI direttore Sviluppo Culturale e storico Vespa Club d'Italia.
Genesi e decollo di un esempio industriale in Toscana unico, di rinascita post-bellica attraverso le difficili scelte imprenditoriali.

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