Ambiente, Ecologia e cambiamenti climatici
Servizi demografici e al cittadino
Cultura, Sport e Turismo
Istruzione
Nidi e politiche familiari
Sicurezza
Edilizia, Lavori pubblici, Urbanistica, Patrimonio
Sportello Unico Attività Produttive
Tributi e Tariffe
Sociale e Politiche abitative
Mobilità
Dal 25 marzo al 17 maggio 2026
In Fondazione Bipielle
Da lunedì a giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 16.30
Venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 16.00
Sabato, domenica e festivi chiuso
Inaugurazione, mercoledì 25 marzo, ore 17.30
INGRESSO LIBERO
“Arte in Atrio” è il titolo della rassegna artistica proposta dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi nella sua sede operativa situata nello Spazio Tiziano Zalli, la piazza interna del Centro Direzionale Bipielle progettato da Renzo Piano. L’atrio della sede si propone come una vetrina espositiva dedicata agli artisti, aperta al pubblico.
Romeo Brioschi, nato a Lodi nel 1949, è cresciuto in un ambiente ricco di matite, colori e strumenti da disegno. Da giovanissimo ha iniziato a frequentare lo studio del pittore lodigiano Bassano Bassi, vivendo un’esperienza formativa tipica di chi voleva intraprendere la carriera artistica: l’apprendistato in bottega. Lavorando nel campo del- la grafica pubblicitaria, ha potuto sviluppare il suo talento naturale per il disegno e una particolare sensibilità nell’uso del colore. Nel corso degli anni ha esposto le sue opere in diversi spazi culturali della città, tra cui il Centro Civico Culturale di Lodi, il Circolo Culturale “E. Vanoni” e la Ex Chiesa dell’Angelo, dove ha presentato le mostre Watercolor (2022) e Gli Acquarelli (2023).
L’arte di Brioschi è una celebrazione vivace e ironica della realtà. Per l’artista, dipingere rappresenta una vera “palestra per la mente”, un esercizio vitale affrontato con una sensibilità intrisa di umorismo: «Io non ricordo più il mio nome, ma dipingo comunque». Al centro della sua ricerca vi è uno sguardo partecipe sulle cose semplici: persone, oggetti e scorci urbani perdono la loro banalità per trasformarsi in occasioni di meraviglia. Le raffigurazioni sono immediate e fluide; con pochi tratti rapidi, Brioschi cattura forme familiari animandole di un ottimismo contagioso.
Il suo stile si fonda su un equilibrio calibrato tra un caos solo apparente e un rigoroso controllo grafico. L’uso ricorrente di linee oblique e composizioni inclinate conferisce alle opere un ritmo dinamico e distintivo, generando una tensione visiva che guida lo sguardo dell’osservatore. Le immagini si collocano in una dimensione sospesa tra l’astrazione pittorica e la sintesi dell’illustrazione, mantenendo sempre una forte riconoscibilità formale. Attraverso l’impiego di tecniche miste e la trasparenza dell’acquerello, l’autore non nasconde il pro- cesso creativo, ma anzi lo rende parte integrante dell’opera, invitando chi osserva a percepirne l’energia pulsante e la stratificazione del gesto. Soggetti comuni come case, arredi e dettagli architettonici diventano così protagonisti di una narrazione visiva che predilige il colore e il segno alla costruzione accademica dello spazio prospettico. Il colore, spesso vibrante e luminoso, contribuisce a costruire atmosfere leggere ma mai superficiali, capaci di evocare emozioni immediate. Nel complesso, la produzione trasmette freschezza e spontaneità, rivelando la volontà di interpretare il mondo attraverso un linguaggio personale, coerente e già sorprendentemente maturo.
Mario Quadraroli e Mario Diegoli