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Public Health Palliative Care International riconosce Lodi come Città Compassionevole

Il Comune di Lodi annuncia con grande soddisfazione che Lodi è ufficialmente riconosciuta tra le prime Città Compassionevoli italiane ed è stata inserita e riconosciuta dall’ente internazionale Public Health Palliative Care International (PHPCI), rete mondiale impegnata nella promozione della Public Health Palliative Care e delle Compassionate Communities.
Con questo riconoscimento, Lodi Caring Community si afferma come uno dei primi esempi italiani di applicazione concreta della Public Health Palliative Care a livello territoriale, integrando salute pubblica, cure palliative, cronicità e Health Humanities in un modello che coinvolge l’intera città.

Questo risultato è il frutto di tre anni di lavoro costante, di costruzione paziente di relazioni, di studio, ricerca, progettazione e presenza attiva sul territorio.
È il risultato di competenza, impegno, dedizione e visione, ma soprattutto di una rete cittadina che ha saputo credere in un modello di comunità capace di prendersi cura delle fragilità.
Il programma è stato sviluppato in collaborazione con Il Mosaico Servizi ed è diretto dalla Dott.ssa Danila Zuffetti, fondatrice del NaMPaC Model® e direttrice del programma Lodi Caring Community, che in questi anni ha coordinato il lavoro di rete tra istituzioni, servizi sanitari, scuole, associazioni e cittadini.

Il lavoro della rete cittadina
In questi anni il programma Lodi Caring Community ha lavorato per:

  • creare connessioni tra istituzioni, servizio sociale, scuole, servizi sanitari, associazioni e cittadini
  • promuovere una cultura delle cure palliative e della compassione
  • integrare la dimensione sociale, educativa e sanitaria in un’unica visione comunitaria
  • attivare percorsi formativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a tutte le fasce d’età

Fondamentale è stato il sostegno dell’Amministrazione comunale e il lavoro congiunto dell’Assessorato alle Politiche Sociali, dell’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato all’Istruzione, che hanno riconosciuto nel progetto un’opportunità concreta di innovazione sociale e culturale per la città.

Un modello innovativo a livello nazionale
Lodi è inoltre la prima città ad aver introdotto a livello territoriale un modello specifico di medicina narrativa applicato ai servizi sociali e rivolto ai cittadini, riconoscendo il valore della narrazione come strumento di ascolto, orientamento e presa in carico.
Questo approccio rappresenta un elemento distintivo del progetto: la cura non è solo risposta sanitaria, ma relazione, ascolto, educazione e corresponsabilità comunitaria.

Non si tratta soltanto di un progetto.
Si tratta di un cambiamento culturale che mette al centro la persona, le fragilità, le relazioni e la responsabilità condivisa della comunità.
«Siamo orgogliosi di questo riconoscimento internazionale – dichiara la Dott.ssa Danila Zuffetti – perché rappresenta il segno concreto che una città può scegliere di diventare spazio di cura, prossimità e responsabilità collettiva. Il percorso continua.»

Lodi Caring Community dimostra come una città possa diventare spazio di salute pubblica, prossimità e umanità, promuovendo un modello replicabile anche in altri territori italiani ed europei.
Il percorso continua, con l’obiettivo di rafforzare la rete, consolidare le azioni avviate e sviluppare nuove progettualità in dialogo con la rete internazionale delle Città Compassionevoli.

Le dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale
«Il percorso verso una Città Compassionevole rappresenta un’occasione per interrogarci sulla fragilità che attraversa ogni vita. I momenti di sofferenza, di lutto, di perdita dell’entusiasmo di vivere sono purtroppo tunnel che tutti, in momenti diversi e con differente intensità, si trovano a percorrere. Ma nella società dell’individualismo rischiano di essere dei tabù innominabili e relegati nella solitudine.
Al contrario la Città Compassionevole intende generare una mobilitazione culturale capace di generare condivisione e approdare a modelli anche pratici di cura, come ad esempio il metodo della medicina narrativa che ha trovato uno spazio dentro ai Servizi Sociali del Comune, rivolta a singole situazioni di fragilità così come al gruppo degli anziani del Centro Diurno.
È stato un apporto prezioso – racconta l’Assessora al Welfare Simonetta Pozzoli – per il quale ringraziare la Dott.ssa Zuffetti per il suo operato e Il Mosaico Servizi per la collaborazione.»

«Questo riconoscimento internazionale rappresenta anche un’importante opportunità educativa per la nostra comunità – dichiara l’Assessora all’Istruzione Laura Tagliaferri –. La scuola è uno dei luoghi in cui si costruisce la cultura della cura, dell’attenzione agli altri e della responsabilità condivisa. Coinvolgere studentesse e studenti nei percorsi della Lodi Caring Community significa aiutarli a crescere come cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore delle relazioni, della solidarietà e dell’ascolto e quindi di costruire una comunità più coesa e inclusiva.»

«Questo riconoscimento corona un percorso in cui la cultura è una parte importante. Non solo quindi un progetto di welfare, ma un laboratorio di innovazione dove l’arte e la narrazione diventano strumenti di cura. Lo dimostrano le numerose iniziative che hanno animato la nostra città: dai laboratori al Festival della Fotografia Etica, dove abbiamo esplorato il corpo come luogo di vulnerabilità e memoria attraverso la medicina narrativa, fino ai Death Café organizzati durante la rassegna Lodi al Sole, capaci di trasformare temi complessi come il lutto in momenti di condivisione comunitaria in spazi aperti a tutti.
Questa “cura che si fa racconto” ha coinvolto tantissime realtà cittadine, dimostrando che la cultura è lo spazio in cui una comunità impara a prendersi cura delle proprie fragilità.
Questo certificato non è un traguardo finale, ma la promessa di continuare a rendere Lodi uno spazio di prossimità e umanità» dichiara Francesco Milanesi, Assessore alla Cultura.


Ultima Modifica: 09/03/2026