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L’Amministrazione di Lodi consolida il rilancio culturale del territorio valorizzando l’identità locale presso il Polo della Cosway. La mostra dedicata ai Loretz rappresenta il culmine di una strategia di promozione artistica ambiziosa, che ha visto nel 2024 e nel 2025 altre due importanti esposizioni nate dalla sinergia con la Fondazione Maria Cosway e Fondazione Comunitaria della provincia. Questo percorso triennale dimostra l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e realtà cittadine, trasformando il patrimonio storico in un’esperienza viva. L'obiettivo resta quello di una cultura inclusiva, capace di coinvolgere scuole e cittadini, rendendo la memoria locale una risorsa generativa per il futuro della comunità e un volano per far conoscere la città fuori dai confini territoriali.
Francesco Milanesi
Assessore alla cultura - Città di Lodi
5 marzo - 17 maggio 2026
Fondazione Maria Cosway, via Paolo Gorini 10, Lodi
Orari:
venerdì ore 16-19, sabato-domenica ore 10-13 e 16-19
Ingresso libero
Una mostra che vale doppio, perché è un progetto che unisce
ad arte e storia anche l’inclusione sociale. La propone la Fondazione Maria
Cosway in collaborazione con la Fondazione Stefano e Angela Danelli Onlus e il
Comune di Lodi. Si intitola “I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori
tra Lodi e Milano a fine Ottocento” e si svolge dal 5 marzo al 17 maggio
2026 presso il Polo Culturale Maria Cosway di via Paolo Gorini 10, che ha già
ospitato la mostra dedicata al Bergognone e quella sulle Donne di Casa Manzoni.
Un progetto reso possibile grazie al contributo della Fondazione Comunitaria
della Provincia di Lodi e della Fondazione Banca Popolare di Lodi, al sostegno
del Rotary Club di Lodi, alla collaborazione del Fai sezione di Lodi e della
Pro Loco di Lodi e al patrocinio della Provincia di Lodi. Il quotidiano locale
Il Cittadino è media partner.
Al centro della mostra c’è il percorso artistico ed imprenditoriale
dei componenti della famiglia Loretz, che hanno il merito di aver riscoperto la
ceramica graffita, che secondo loro era stata prodotta a Lodi prima del
Rinascimento e per questo definivano “medioevale”. Muovendo da questa
tradizione della ceramica lodigiana hanno saputo trasformarla e rinnovarla
secondo canoni estetici, che sono stati ampiamente apprezzati in Italia e
all'estero. I protagonisti dell’esposizione sono Carlo, Giano e Carlo jr. Il
capostipite nacque a Lodi nel 1841 e dopo essersi dedicato alla pittura nel
1872 ricevette da Antonio Dossena, sindaco di Lodi, che era anche proprietario
della maggiore fabbrica di ceramiche attiva in città, la proposta di
cimentarsi nella decorazione delle maioliche. A distanza di un decennio dal primo
incontro con Dossena, Carlo Loretz fondò insieme al figlio Giano una fabbrica a
Milano. Carlo Jr ha conservato e promosso la memoria della famiglia, essendo
stato comunque anche lui un interessante pittore che si è dedicato
saltuariamente alla ceramica.
Saranno quattro le sezioni principali dell’esposizione. Una
dedicata al capostipite Carlo con i suoi quadri e le maioliche decorate per la
fabbrica Dossena. La seconda che approfondisce le ceramiche graffite, sia di
imitazione che di moderna ideazione, realizzate nella fabbrica milanese. Ad
esse si aggiungono un approfondimento su Giano ceramista e scultore e una parte
in cui si dà conto dell’attività di pittore dell’ultimo dei Loretz, Carlo
junior, il figlio di Giano. Gli oltre
100 pezzi esposti arriveranno da musei pubblici e collezioni private, oltre che
dalla famiglia Loretz, le cui ultime eredi hanno voluto fortemente partecipare
alla mostra di Lodi.
A sottolineare il dialogo continuo tra le due città
lombarde, l’esposizione presenta sia le ceramiche realizzate da Carlo a Lodi,
in particolare nel decennio 1871-1881, sia le opere prodotte da Carlo e Giano
nella fabbrica di Milano tra il 1896 e il 1906
Il direttore della mostra è il vicepresidente della Fondazione Cosway Luca Marcarini, mentre a coordinare il progetto pensa Marina Arensi. Il curatore è Enrico Venturelli, maggiore esperto in assoluto sulle ceramiche dei Loretz, ai quali ha dedicato anni di studio e di pubblicazioni, insieme a un comitato scientifico in cui figurano anche il curatore Enrico Venturelli, Mario Marubbi e Sergio Nepoti. Oltre al valore culturale e storico, la mostra ha un'importante valenza sociale: grazie alla Fondazione Danelli, alcuni ragazzi con autismo verranno preparati per svolgere visite guidate, offrendo loro un’occasione unica di crescita e inclusione. In occasione dell’apertura della mostra, sarà anche inaugurato uno spazio di ristorazione all’interno della Fondazione Cosway, che vedrà coinvolti come operatori alcuni dei giovani seguiti dalla Fondazione Danelli, insieme agli allievi del Cfp Fondazione Clerici di Lodi. La Fondazione Danelli e la Fondazione Cosway promuovono insieme progetti che hanno ricevuto l’approvazione del Ministero della disabilità, tanto da essere stati inseriti come realtà di Innovazione e sperimentazione all’interno del progetto Bilt (Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti), la rete nata con l’obiettivo di rendere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità un elemento centrale di tutti i progetti di valorizzazione dei luoghi della cultura in Italia.
