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Tornano I Venerdì dell'Arte a Lodi dal 30 gennaio al 6 marzo 2026: una serie di incontri con scrittori, critici, studiosi e intellettuali su temi che indagano l'arte contemporanea in ogni suo aspetto.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero


Gli incontri in programma:

Chiara Montani. Il Destino di Sofonisba (Neri Pozza)

30 gennaio, ore 17.30

Sala Granata della Biblioteca Laudense
Via Solferino 72

Dialoga con l'autrice Fabio Francione.

Cremona, 1546. È poco più di una bambina Sofonisba Anguissola quando riconosce l’unica cosa che possa renderla davvero felice: dipingere. La sua non è solo un’inclinazione, è una passione dirompente; lei non vuole riempirsi gli occhi con l’arte, vuole crearla. Sebbene la sua epoca non sia affatto generosa con le donne intraprendenti, il nobile Amilcare Anguissola decide di non frustrare le aspirazioni della figlia consentendole di prendere lezioni private, a patto che non vada a bottega, non venga a contatto con gli altri apprendisti, e che le vengano precluse geometria, prospettiva e anatomia. Sofonisba può dunque spingere l’ambizione oltre ciò che mai avrebbe creduto possibile. Nonostante le molte limitazioni, fin da subito dimostra di riuscire a fermare sulla tela le emozioni e i moti dell’anima più profondi di coloro che ritrae. È qualcosa che non si può insegnare, un talento naturale che si unisce al dominio quasi assoluto del mondo inafferrabile di pigmenti, oli, resine. Il suo dono straordinario la porta lontano dalla sua Cremona, a Milano e poi fino alla Spagna degli Asburgo, dove diventa, per quanto non ufficialmente, pittrice di corte. Ma ogni successo lascia un segno, come lo lascia ogni battaglia combattuta per vedere riconosciuto un ruolo appannaggio dei soli uomini. Una sorte avversa costringe Sofonisba a rinunciare al grande amore della vita e il monarca spagnolo Filippo II la obbliga a un matrimonio di convenienza. Nulla invece, nella sua lunga esistenza, la distoglierà mai dalla sua più grande opera d’arte: la costruzione del suo destino di artista libera, che lo scorrere dei secoli non ha scalfito.

 
Chiara Montani

Chiara Montani è nata a Milano. Dopo la laurea in Architettura ha lavorato nel mondo del design e della grafica. È specializzata in arteterapia e ama dedicarsi all’arte, soggetto principale anche delle sue opere letterarie. Con Garzanti ha pubblicato una trilogia (Il mistero della pittrice ribelle, La ritrattista, L’artista e il signore di Urbino) ed Enigma Tiziano. È autrice inoltre di Ciò che una donna può fare (UTET), storia dell’arte al femminile. I suoi libri sono tradotti in francese e in spagnolo.


Giacomo Poretti. La fregatura di avere un'anima (Baldini + Castoldi)

6 febbraio, ore 17.30

Sala dei Comuni della Provincia di Lodi
Via Fanfulla 14

Dialoga con l'autore Fabio Francione

Giannino è un uomo che da sempre si fa tante domande. Se le fa sul mondo attorno, se le fa su di sé e sul suo futuro. È convinto, Giannino, di non essere facilmente destinato a diventare un padre e un marito, perché è un uomo non tanto alto, ha problemi col sole e pure col mare, e la felicità per uno come lui non sembra una cosa affatto semplice. Eppure, quando Giannino incontra Rita, il futuro per loro si schiude come un fiore e si ritrovano di lì a qualche anno ad assistere alla nascita del loro bambino, Luca. Luca sembra un bambino bello e sano, dotato di tutto, ogni organo è al suo posto: gambe, manine, occhi, naso, bocca. Sembra, insomma, che i due genitori abbiano compiuto il loro dovere e che non manchi proprio nulla. Ma quando un sacerdote arriva a visitare il nuovo arrivato, complimentandosi con i genitori, dice loro: «Bene, ora che avete fatto un corpo, vi tocca fare un’anima.» I due si guardano sbigottiti, Giannino è confuso. «Non avevamo fatto già tutto? E soprattutto, cos’è e come si fa un’anima?» Da questa immensa domanda nasce il romanzo surreale, poetico e divertente di Giacomo Poretti, che si inoltra nel terreno spinoso della più misteriosa delle faccende. Ad assistere Giannino nella sua ricerca, le divagazioni ironiche e le riflessioni più strampalate sul reale, indagando millenni di civiltà e vita spirituale, di biologia e dimensione trascendentale, alla ricerca del più ineffabile tra gli organi che compongono l’essere umano.

 
Giacomo Poretti

Giacomo Poretti (Busto Garolfo, 1956) è attore, sceneggiatore e tifoso dell’Inter. Nel 1991 avviene l’incontro con Aldo e Giovanni. Le celebri partecipazioni in vari programmi televisivi rendono noto il trio al grande pubblico. Si dedicano poi con straordinario successo al teatro e al cinema. È autore di Alto come un vaso di gerani (2012), Al paradiso è meglio credere (2015), Turno di notte (2021), Un allegro sconcerto (2023). Insieme ad Aldo e Giovanni scrive Tre uomini e una vita. La nostra (vera) storia raccontata per la prima volta (2016). Ha scritto e interpretato il monologo Fare un’anima, Chiedimi se sono di turno, e, con Daniela Cristofori, gli spettacoli Litigar danzando, Funeral Home e Condominio Mon amour. Con Luca Doninelli e Gabriele Allevi dirige il Teatro Oscar e il Teatro degli Angeli di Milano. Nel 2022 inaugura il PoretCast di Giacomo Poretti, un podcast girato sempre al Teatro Oscar di Milano.


Philippe Daverio. Come San Francesco inventò l'arte moderna (Solferino)

13 febbraio, ore 17.30

Sala Granata della Biblioteca Laudense
Via Solferino 72

Valentina Tosoni dialoga con Elena Gregori Daverio

«Il vero inventore dell’arte moderna è san Francesco.» È lui che con le sue prediche, all’inizio del XIII secolo, innesca un nuovo modello iconografico che esalta per la prima volta l’umanità e la corporeità di Cristo. Una rivoluzione teologica destinata a incarnarsi nella pittura e a trovare in Giotto il suo grande interprete ma anche a cambiare l’arte occidentale. Ed è solo una delle svolte storiche che Philippe Daverio propone in questo libro nato dai testi scritti per Passepartout. Con il suo inconfondibile tocco narrativo e la sua curiosa irriverenza, il grande critico ci accompagna in un coinvolgente percorso che spazia lungo i secoli alla scoperta delle figure eminenti che con le loro opere hanno lasciato tracce indelebili nella storia dell’arte italiana ed europea. Dallo studio delle proporzioni di Piero della Francesca alle follie prospettiche di Andrea Mantegna, dalla genialità poliedrica di Leonardo alla ricerca del bello di Raffaello. Un itinerario fra capolavori assoluti e gustosi dettagli: i maestosi ritratti di Tiziano, la sublime armonia delle ville palladiane, la magica luce di Vermeer, la brillantezza dei colori di Rubens, l’atmosfera delle corti europee, il fermento dell’ingegno artistico e tanto altro ancora. Una trama sapiente fra arte e letteratura, per trovare il vero attraverso il bello.

 
Philippe Daverio

Nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, nella regione francese dell'Alsazia, da padre italiano e madre alsaziana, ha vissuto stabilmente in Italia, a Milano. Nel tempo ha dato vita a diverse gallerie d'arte a Milano e a New York. Specializzato in arte italiana del XX secolo (futurismo, metafisica, novecento, scuola romana), ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.


Maurizio Ganz. El Segna semper lù (Baldini + Castoldi)

27 febbraio, ore 17.30

Sala Granata della Biblioteca Laudense
Via Solferino 72

Dialoga con l'autore Francesco Milanesi

Dalla Carnia friulana ai grandi palcoscenici della Serie A. Gli esordi con la Sampdoria di Vialli e Mancini, le tante promozioni, sempre da protagonista. Le polemiche legate ai suoi trasferimenti: dal Brescia all’Atalanta, dall’Inter al Milan. Traditore per alcuni, idolo per altri. I gol e i derby che hanno infiammato San Siro, il titolo di capocannoniere in Coppa Uefa, lo Scudetto rossonero, ma anche il dolore per un grave infortunio e l’amarezza per non aver mai esordito in Nazionale, il sogno azzurro sfiorato di una vita. El segna semper lü (segna sempre lui): lo chiamavano così, in dialetto milanese, perché quando in campo c’era lui, la palla entrava. Una carriera vissuta con grinta e umiltà e la stessa fame di chi, per ventun anni, ha corso verso la porta con un solo pensiero in testa: fare gol. Un racconto sincero, carico di emozioni, che svela l’uomo dietro al bomber. Una storia vera, intensa, italiana. Come il calcio di una volta, quando il nostro era davvero il campionato più bello al mondo, e Maurizio Ganz una delle sue stelle.

 
Maurizio Ganz

Maurizio Ganz (Tolmezzo, 1968) è stato uno degli attaccanti più prolifici e combattivi del calcio italiano, soprattutto degli anni Novanta. Cresciuto nella Carnia friulana, lanciato dalla Sampdoria, ha indossato le maglie di Monza, Parma, Brescia, Atalanta, Inter, Milan, Venezia, Fiorentina, Ancona, Modena, Lugano e Pro Vercelli. Ha conquistato lo Scudetto 1998/99, il titolo di capocannoniere della Coppa Uefa 1996/97 e della Serie B 1991/92, la Coppa Italia 1987/88 e diverse promozioni in Serie A. Soprannominato El segna semper lü, nella sua carriera ultraventennale (1986-2007) ha realizzato oltre 200 gol. Appesi gli scarpini al chiodo, oggi allena.


Carla Lonzi. Vai pure. Dialogo con Pietro Consagra, a cura di Annarosa Buttarelli (La Tartaruga)

6 marzo, ore 17.30

Sala Granata della Biblioteca Laudense
Via Solferino 72

Dialoga con la curatrice Danila Baldo

Nel 1980, per quattro giorni tra il 25 aprile e il 9 maggio, un uomo e una donna si siedono davanti a un registratore per parlare della relazione che li ha uniti per molti anni e che ha attraversato dei cambiamenti ineluttabili. È un colloquio intimo, impegnativo e a tratti struggente, che non nasce per diventare pubblico, ma si rivela da pubblicare alla luce della forza della conversazione. Sono Carla Lonzi e Pietro Consagra, due figure che hanno dedicato tutto il loro talento e la loro originalità all’arte e al femminismo, qui a confronto innanzitutto come uomo e come donna intenti a spezzare “l’omertà del rapporto a due”. Già nei diari raccolti nell’opera monumentale "Taci, anzi parla" Lonzi aveva manifestato l’esigenza di tornare sul rapporto con Consagra per capire l’inconciliabilità delle loro esigenze, dei loro “sogni diversi”. Lonzi scrive un “libro di conflitti” come ha sempre fatto, anche rispetto all’amore, e "Vai pure" non fa eccezione: la donna non vuole essere trattata da creatura simbolica, e vuole far riconoscere la verità della sua realtà. Può l’uomo dall’altra parte accogliere questa esigenza di riconoscimento, mettendo da parte il piano del potere? Scavando nell’esperienza della loro relazione, riportando alla luce i retaggi di un’educazione patriarcale e la rivelazione del femminismo, Lonzi e Consagra ci consegnano uno straordinario passo a due, in cui l’autocoscienza può infondere una nuova ispirazione a dei sentimenti che fanno già parte del passato.

 
Carla Lonzi

Carla Lonzi è stata un'attivista, saggista, critica d'arte ed editrice italiana. Laureata in lettere all'Università di Firenze, iniziò come critica d’arte negli anni ’50 per poi abbandonare la carriera artistica e dedicarsi completamente al gruppo di Rivolta Femminile e alla casa editrice nata dal gruppo, Scritti di Rivolta Femminile.