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Servizi socio-educativi

Nell’anno della pandemia Comune e Asp Basso Lodigiano hanno garantito la continuità dei servizi e l’efficientamento della gestione

“Un anno di collaborazione fattiva che, nonostante la complessità del momento storico, ha dato come esito una gestione coordinata e continuativa di servizi e interventi rivolti a minori, anziani e persone con disabilità”, così il Sindaco Sara Casanova sintetizza gli esiti del convenzionamento tra il Comune di Lodi e l’Azienda Servizi alla Persona del Basso Lodigiano, per la riorganizzazione delle prestazioni socio-educative e assistenziali, deliberato dal Consiglio comunale e divenuto effettivo a decorrere dal 1° gennaio 2020.

“Tutte le attività sociali - prosegue il Sindaco - sono state garantite, con l’attenzione a rimodularle in funzione delle nuove normative in materia di gestione dell’emergenza sanitaria e delle accresciute o mutate esigenze degli utenti fragili, certamente tra i più colpiti dagli effetti di questa crisi. Un impegno non semplice che abbiamo cercato di sostenere attraverso la sinergia tra i nostri Servizi sociali, gli interlocutori di Asp e i soggetti accreditati per l'erogazione dei servizi, promuovendo un percorso condiviso per l'approfondimento delle situazioni di fragilità e, laddove necessario, per la riprogettazione delle forme di assistenza. L'orizzonte entro il quale si è mosso il rapporto di cooperazione con Asp è quello del mantenimento del livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni, mai disgiunto da un obiettivo di efficientamento nell'impiego delle risorse. Un risultato riconducibile anche alla professionalità e all'esperienza maturata da Asp sul campo, che crediamo avvalori la scelta di convenzionamento biennale con questa realtà operata dall'Amministrazione comunale”.

La spesa complessiva a carico del Comune nel 2020 ammonta a 2.341.661 euro, a fronte di 2.654.905 euro del precedente anno di gestione.

L'emergenza pandemica ha inciso in modo evidente sull’andamento dei servizi. Aumenta infatti la richiesta di assistenza domiciliare per anziani e disabili (Sad), che nella fase più acuta di emergenza non hanno più potuto avvalersi dell’assistenza dei familiari o lasciare i propri domicili per svolgere in autonomia le attività quotidiane, perché troppo esposti al contagio ed ai rischi correlati. Si passa quindi da 122 casi presi in carico nel 2019 a 149 nel 2020, con una crescita della spesa da 274.966 euro a 341.806 euro. 

Le sospensioni delle attività dei centri diurni di accoglienza per i disabili sono all’origine della flessione delle somme destinate a questa categoria di utenti vulnerabili che ammontano a 535.646 euro per 80 casi nel 2020 a fronte di 744.126 euro per 86 casi nel 2019. 

Le prestazioni garantite per i minori (tutela minori, penale minorile, inserimenti in comunità, spazio neutro, assistenza domiciliare, servizi educativi domiciliari e affidi) nel biennio 2019-2020 si mantengono sostanzialmente in linea, con un investimento pari a 1.336.862 nel 2020 e 1.395.000 nel 2019. Tra i dati di interesse, l’incremento dei bisogni legati all’assistenza educativa domiciliare (Sed) in supporto delle famiglie in condizioni di difficoltà, con 39 utenti assistiti nel 2020 a fronte dei 25 del 2019. Sugli affidi si registra invece una lieve calo delle pratiche, da 19 (2019) a 16 (2020).

Lievita infine il budget assegnato per la custodia dei minori stranieri non accompagnati in strutture di accoglienza, stante la necessità di garantire la presa in carico non solo dei costi di collocamento, ma anche sanitari. Il dato si attesta nel 2020 a 278.813 euro per 25 casi, mentre nel 2019 la spesa corrispondeva a 96.472 euro per 28 casi. 

Lodi, 16 aprile 2021