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Presentato il progetto di cooperazione tra Lodi e la comunità di Sambaina in Madagascar

 
PRESENTATO ALLA IX INFOPOVERTY WORLD CONFERENCE IN VIDEOCONFERENZA CON IL PALAZZO DI VETRO DELL'ONU A NEW YORK IL PROGETTO DI COOPERAZIONE TRA LODI E LA COMUNITA' DI SAMBAINA IN MADAGASCAR BASATO SULL'UTILIZZO DELLE PIU' INNOVATIVE TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE

Dopo la presentazione l'anno scorso in una videoconferenza tra il Politecnico di Milano e il Palazzo di Vetro dell'Onu a New York, il progetto di cooperazione internazionale tra la città di Lodi e la comunità di Sambaina in Madagascar (promosso dall'Occam, l'Osservatorio dell'Unesco per la comunicazione culturale e audiovisiva) è pronto a decollare.
I progressi organizzativi di questo importante programma sperimentale (primo esempio a livello mondiale di un progetto di co-sviluppo basato sulle nuove tecnologie della comunicazione tra una città delll'area più evoluta del pianeta e un villaggio di un Paese povero) sono stati illustrati oggi nel corso della IXª edizione della Infopoverty World Conference, svoltasi in videoconferenza tra la Sala Pirelli del Palazzo delle Stelline di Milano e il Palazzo di Vetro a New York, in collegamento con la sede Unesco a Parigi e la Commissione Europea a Bruxelles, e dedicata al tema Tecnologie della comunicazione e dell'informazione: usi, abusi e rifiuti in prospettiva del 2015. A presentare le attività che si svolgeranno nell'ambito del rapporto di collaborazione tra Lodi e Sambaina (sancito da un accordo firmato lo scorso dicembre dal sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, e dall'ambasciatore del Madagascar in Italia, Rafazy-Andriamihaingo) sono stati l'assessore comunale alla cultura e alla cooperazione internazionale Andrea Ferrari, il professor Costantino Bolis in rappresentanza dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, il direttore dell'Ufficio Scolastico Provinciale Giuseppe Bonelli e i presidi della Facoltà di Medicina Veterinaria e di Agraria dell'Università degli Studi di Milano, Eugenio Scanziani e Claudia Sorlini. "Si tratta di un progetto che può fornire un contributo importante allo sviluppo delle comunità svantaggiate del mondo - spiega Ferrari - sperimentando modalità di cooperazione basate sull'impiego delle più moderne tecnologie digitali che potranno in seguite essere replicate con successo in molti altri contesti. La comunità di Sambaina in Madagascar è stata infatti indicata dall'Occam come "Ict Millenium Village" e il fatto che Lodi sia stata scelta come partner di questo innovativo progetto è per noi motivo di grande soddisfazione. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di creare un gemellaggio operativo tra una comunità disagiata con una sviluppata, per condividere l'analisi dei problemi e lo studio di soluzioni efficaci, valorizzando pratiche di eccellenza già consolidate, come nel nostro caso la ricerca scientifica in campo agro-alimentare, la formazione di figure professionali nel settore medico ed infermieristico e la diagnosi clinica a distanza, mettendo in rete scuole, ospedali e centri di ricerca".
Estendere ad una comunità come quella di Sambaina in Madagascar le sempre più numerose innovazioni tecnologiche di cui dispone la nostra società evoluta permetterà, per esempio, di garantire livelli di diagnosi medica adeguati anche a remoti dispensari, sopperire alla carenza di personale medico (0,02 ogni 1.000 abitanti la media nei Paesi in via di sviluppo) con personale paramedico assistito a distanza, provvedere alla formazione a distanza di figure professionali specialistiche in un settore cruciale come quello agricolo e zootecnico, favorendo il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni e quindi degli approvvigionamenti alimentari. "Pc da 10 dollari; wifi a cellule solari; devices in grado di trasmettere in diretta a centri clinici distanti migliaia di chilometri elettrocardiogrammi, ecografie e altri dati vitali per diagnosi e prognosi; portatili capaci di captare immagini di vegetali colpiti da infestazioni e farle analizzare da centri specialistici; hub satelittari per portare la connettività a banda larga in ogni angolo del mondo; wimax capaci di estendere il segnale a oltre 180 chilometri di raggio; cellulari capaci di trasferire anche pochi spiccioli in villaggi dispersi e rendere così davvero universale il microcredito: l'esplosione delle nuove tecnologie digitali applicate allo sviluppo sta cambiando la vita a milioni di africani e centinaia di migliaia di comunità disagiate nel mondo - sottolinea Pierpaolo Saporito, presidente di Occam e fondatore di Infopoverty - E' proprio in queste realtà che la rivoluzione digitale sta più prendendo corpo, non negli opulenti territori del benessere, ormai in crisi per saturazione e dilapidazione, perché guarda ai bisogni reali, alle capacità di trasformare immense risorse umane e materiali ancora latenti in beni produttivi, in servizi sanitari ed educativi, superando di slancio gap storici, con un balzo simile a quello della prima rivoluzione industriale che permise all'Europa, afflitta dall'80 per cento di povertà, di guadagnare un benessere generalizzato".
(18-03-2009)