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Approvato il progetto per il nuovo argine dell'Adda

Il nuovo argine lungo la strada provinciale per Boffalora sarà lungo 1.800 metri, dalla rotatoria di viale Piave sino a circa 300 metri dopo la svolta per la Colonia Caccialanza, e si alzerà mediamente di 3,5 metri rispetto al livello dei campi circostanti, ospitando sulla sommità una pista ciclabile, che si ricongiungerà con quella già realizzata sull'area ex Sicc. Il progetto definitivo dell'opera, elaborato dal Consorzio Muzza Bassa Lodigiana, è stato approvato dalla giunta comunale, consentendo di avviare le procedure per l'assegnazione dell'appalto dei lavori, che sarà bandito entro la prima settimana di marzo.
L'intervento prevede un investimento di 3.200.000 euro, finanziato per 1.400.000 euro dalla Regione Lombardia, 700.000 euro dal Comune, 100.000 euro dalla Provincia (di cui 30.000 già utilizzati per liquidare al Consorzio Muzza le spese di progettazione) e 1.000.000 di euro a valere sui fondi provinciali della convenzione Endesa.
"Lo scopo delle opere - spiega il sindaco, Lorenzo Guerini - è quello di proteggere dalle piene dell'Adda gli insediamenti residenziali (quartieri Revellino e Campo Marte) e quelli agricoli (cascine Pesalupo, Colombarola, Colombarolina, Mozzanica, Leccama e Negrina) che si trovano sulla sponda sinistra del fiume a monte del ponte urbano, all'esterno del tracciato della strada provinciale 25 per Boffalora, integrandosi con il nuovo argine dell'area ex Sicc, che ha invece messo al sicuro gli insediamenti all'interno della strada. L'intervento consentirà anche di riqualificare la strada stessa, in particolare rettificando il tracciato della pericolosa curva in località Curletto, in passato teatro di ripetuti incidenti. Inoltre, la pista ciclabile che verrà realizzata sulla sommità dell'argine valorizzerà la funzione ricreativa di questa zona, con opere di inserimento ambientale di particolare pregio, accompagnate da misure di tutela della lanca dell'Adda Morta e dall'allestimento di una postazione di "birdwatching" per l'osservazione della fauna volatile".
A realizzare le opere sarà il Comune, che nel 2008, in base ad un protocollo d'intesa, ha rilevato la competenza dell'intervento dalla Provincia, che nel 2003 aveva avviato lo studio preliminare del progetto. Dall'assegnazione dell'appalto, si prevedono due anni di tempo per la conclusione dei lavori.
"Le caratteristiche dell'argine - sottolinea il vice sindaco e assessore alle opere pubbliche, Mario Cremonesi - sono state studiate per rispondere a scenari di piena dell'Adda di portata storica, con tempo di ritorno pari a 200 anni, per far fronte a eventi come quello del novembre 2002, quando si verificò una diffusa tracimazione delle acque dalla strada provinciale per Boffalora, con conseguente allagamento delle zone retrostanti. Le nuove opere impediranno l'esondazione in tutta la zona in sponda sinistra a monte di Lodi, contenendo i deflussi nell'alveo e nelle zone golenali. Da questo punto di vista, il progetto migliorerà le condizioni di espansione fluviale, arretrando i limiti delle fasce di esondazione stabiliti dal Piano di Assetto Idrogeologico. Il tracciato del nuovo argine seguirà l'andamento della strada provinciale, tranne che in corrispondenza della zona Curletto, dove oltre alla rettifica della carreggiata è previsto uno scostamento del rilevato arginale dalla sede stradale per un tratto di 260 metri, che proteggerà gli insediamenti all'interno della curva".
"Il nuovo argine lungo la strada per Boffalora - ricorda il sindaco - è l'ultimo tassello del piano di messa in sicurezza del tratto urbano dell'Adda dal rischio di esondazioni, piano che complessivamente comporta una spesa di ben 14 milioni di euro, oltre 6 dei quali investiti direttamente dal Comune. Dal 2005 ad oggi sono stati realizzati il nuovo sistema automatizzato di chiuse delle rogge Gaetana e Gelata (per proteggere dal rischio di riflusso i quartieri Martinetta e Pratello), il nuovo argine in sponda destra a valle del ponte (a protezione del Borgo), il nuovo argine in sponda sinistra a monte del ponte (area ex Sicc), il consolidamento del ponte stesso, l'abbassamento della briglia fluviale e il corazzamento
dell'Isolotto Achilli, mentre l'Aipo (Agenzia Interregionale per il Po) sta ultimando la progettazione esecutiva dell'argine in sponda destra a monte del ponte".
 
Misure di inserimento ambientale
L'intervento è stato studiato in modo da integrarsi efficacemente nello scenario paesaggistico della zona, che offre pregevoli spunti ambientali, privilegiando il più possibile l'utilizzo di materiali naturali associati a rinverdimenti e piantumazioni con essenze arboree e arbustive locali. Il nuovo argine, interamente costituito in materiale terroso naturale, verrà inerbito per l'intero sviluppo, senza l'impiego di alcun rivestimento o copertura che possa alterarne le caratteristiche a verde. L'effetto visivo sarà quello di una tipica ripa a verde, non insolita nel paesaggio lodigiano (specie nelle zone circostanti gli ambiti fluviali) con declivio a bassa pendenza che raccorda le campagne limitrofe, per la maggior parte coltivate. Il percorso ciclo-pedonale verrà realizzato con materiali naturali (quindi senza impiego di asfalto) al fine di ottenere una "strada bianca" che ricalca la tipologia tipica della via rurale di campagna. Le barriere di protezione, necessarie in base alla normativa, saranno realizzate in legno pretrattato. Per quanto riguarda i manufatti di intersezione e distribuzione irrigua, saranno ricostruiti con le medesime caratteristiche di quelli esistenti, quindi senza arrecare modificazioni allo stato attuale dei luoghi. Sarà anzi posta attenzione a ridurne il, seppur modesto, effetto visivo, mediante piantumazioni con essenze arbustive. L'impianto di sollevamento del canale Mozzanica, indispensabile per consentire lo smaltimento delle acque drenate in occasione di eventi di piena che rendano impossibile lo scarico a gravità, verrà realizzato con tecniche edilizie che riproducono gli stili propri degli edifici rurali lombardi, con particolare attenzione ai materiali da impiegare per la
copertura ed il rivestimento delle pareti esterne; è inoltre prevista la piantumazione di essenze pregiate autoctone nelle aree prospicienti l'impianto, con siepature alla delimitazione delle aree di pertinenza. Interventi specifici, concordati con il Parco Adda Sud, sono previsti per la salvaguardia e la preservazione della lanca fluviale "Adda morta", nella zona del Curletto, che si vuole mantenere indisturbata dalla fruizione ciclabile del rilevato arginale: formazione di schermatura con essenze arbustive; formazione di postazione per attività di birdwatching con paramento in legno in adiacenza al rilevato circa 30 metri a monte dell'impianto di sollevamento; piantumazioni boschive in fascia limitrofa alla lanca lungo il semiperimetro lato fiume; piantumazioni integrative in adiacenza al rilevato stradale esistente nel punto di stacco; cure colturali con conversione ad alto fusto dei salici esistenti; manutenzione del fondo della lanca per la riattivazione dello scambio idrico tra la prima falda e la lanca stessa. La pista ciclabile sarà poi separata dalla sede stradale della provinciale 25 anche visivamente, con una siepatura lungo tutto il
percorso, che schermerà dal traffico veicolare le finalità fruitive del percorso ciclabile, che lambisce interamente il perimetro esterno della zona golenale in sponda sinistra del fiume a monte del ponte vecchio, offrendo l'opportunità di pregevoli viste paesaggistiche su ampie zone di pertinenza fluviale all'interno dell'area del Parco Adda Sud.
(12-02-2010)

 
Accesso alla colonia CaccialanzaCurva del Curletto che verrà rettificata
 
Punto di inizio nuovo arginepunto di riaccostamento tra nuovo argine e strada provinciale a monte del Curletto