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"Malanova" al Teatro alle Vigne

Per la stagione di Prosa - Fuori abbonamento 2018/2019 del Teatro alle Vigne, il Comune di Lodi propone Malanova, che si tiene mercoledì 21 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro alle Vigne, in via Cavour 66.

Biglietto unico € 10
Per gruppi di almeno 5 persone € 5.00 a persona

Teatro alle Vigne
Tel. 0371 409.855
e-mail: teatroallevigne.biglietteria@comune.lodi.it
 

 
 

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità – Comune di Lodi 

Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi le piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste e ai riti di sempre e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull’onore. Salvatore ci farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. Quasi impossibile.
Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori teatrali, un uomo e una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in un'indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.
Malanova, storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie, è stata resa pubblica nei suoi particolari di cronaca nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò, edito da Sperling & Kupfer.

Ture Magro, già Nastro d'Argento 2009 e 2011 come sceneggiatore, dopo numerose interpretazioni con registi come Jurij Ferrini, Alberto Giusta, Pietro Carriglio, ha fondato nel 2009 la compagnia teatrale  Sciara Progetti Teatro, insieme ad un gruppo di giovani professionisti provenienti da diverse esperienze artistiche e professionali in ambito teatrale, cinematografico e della psicologia. Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi premi ed ha portato il proprio lavoro e i propri spettacoli in tutta Italia, in Germania e Sud America. Nata in Sicilia, dopo numerose esperienze all’ estero, la compagnia si è stabilita in Emilia Romagna, dal 2015 ha sede operativa nel Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda, e dal 2016 è riconosciuta e sostenuta dalla Regione Emilia Romagna.

Nel 2010 Anna Maria Scarfò con Cristina Zagarìa pubblicano per Sperling & Kupfer il testo alla base di questo spettacolo. È una storia forte quella di questa ragazza calabrese, diventata la “Malanova”, la cattiva notizia del suo paese quando, dopo tre anni di abusi e minacce, decide di parlare denunciando i suoi aggressori.  
Zagarìa è giornalista di Repubblica; tra i suoi libri, di Miserere: vita e morte di Armida Miserere, L'osso di Dio, Veleno.           

La vittima – A.M. Scarfò -  parla, abbattendo il muro dell’omertà e svelando una storia di abusi ripetuti, minacce e violenze. Ma a parlare è anche “il paese”, quegli abitanti di San Martino di Taurianova che non hanno creduto ad Anna Maria, ma si sono schierati con i “padri di famiglia, lavoratori, muli da lavoro” che per tre anni hanno abusato di lei, nonostante le condanne inflitte dai giudici agli aggressori della ragazza. Voci e parole gonfie di accuse quelle dei concittadini, che “si infilano nelle fessure dei muri, sotto la porta” della sua piccola casa.     

La colpa di Annamaria è aver deciso di rompere il silenzio quando il branco ha minacciato di “prendere” anche sua sorella più piccola. Comincia così la sua lunga lotta nelle aule dei tribunali, dove la ragazza troverà giustizia. Ma il riscatto non arriverà perché il paese ha per Anna un’altra sentenza. La ragazza sarà costretta a vivere sempre più isolata, denigrata, minacciata assieme alla sua famiglia. Accusata di aver attirato le telecamere dei giornalisti trasformando un piccolo comune in un “paese di stupratori” e infine, dopo continue minacce di morte, costretta ad abbandonare San Martino di Taurianova per trasferirsi altrove.    

Oggi Anna Maria ha 32 anni, dopo un lungo periodo nel programma di protezione testimoni. E riflette: “Ora che tutti sanno la verità è peggio. E’ come se fossi io ad aver sbagliato. E allora, anche solo per un attimo, mi chiedo: Cos’era meglio? La risposta è sempre la stessa e immediata: Meglio questo, meglio ora. Sto male, sta male tutta la mia famiglia, ma meglio ora”.    

Quella di Malanova è una storia vera raccontata con forza, una storia triste ma che dà coraggio quando sprona a ribellarsi agli abusi, alle violenze, all’ignoranza. Un vero e proprio manifesto di liberazione quello di Anna Maria, “la Malanova per chi ha paura di denunciare, di rompere il silenzio, di cambiare”.

Miglior Spettacolo al Festival Inventaria 2017 – Roma
Premio del Pubblico Festival Avvistamenti Teatrali - Ricadi

produzione SciaraProgetti Teatro Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda

(19/10/2018)




 
immagine di Ture Magro in scena