1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Contenuto della pagina

Teatro alle Vigne

Via Cavour, 66

Teatro cittadino il Teatro alle Vigne sorge nel luogo della cappella di S. Giovanni e Ognissanti alle Vigne, che apparteneva all’ordine religioso degli Umiliati, costruita insieme al convento alla fine del XIII secolo. Dal 1631 al 1809 l’edificio fu sede delle scuole pubbliche superiori gestite dai padri Barnabiti. 

La chiesa, progettata da Giovanni Ambrogio Mazenta e consacrata nel 1627, nel periodo napoleonico cessò di essere luogo di culto e venne utilizzata come deposito di granaglie; dal 1874 come palestra comunale.

Nel 1976 il Comune avvia il recupero del complesso, che rinasce come Teatro Comunale nel 1985, riutilizzando cosĂŹ un edificio del centro storico destinato altrimenti alla rovina.
Inaugurato nell'aprile di quell'anno con un concerto dei Cameristi della Scala diretti da Gianandrea Gavazzeni, sulle note del Quartetto K80 di Mozart (che scrisse a Lodi).

 
 

 
 

La mostra

Anche le opere esposte nelle nicchie della facciata del Teatro alle Vigne sono pensate per entrare in dialogo con la cittĂ .
Si tratta di due sculture dorate, parte della serie Radicarsi, sculture filiformi che raffigurano la capacitĂ  della natura di rigenerarsi.

"Il titolo fa riferimento alle radici, simbolo di continuitĂ , memoria e rinascita. Nonostante la natura sia stata compromessa nel secolo scorso, indignata dal consumismo imperante, dallo sfruttamento ingiusto e dall'assenza di regole etiche, non si arrende mai, si fa avanti e continua a lottare per riguadagnare ciò che le è stato ingiustamente sottratto. Un forte richiamo a Gilles Clèment che descrive l'importanza dei paesaggi deturpati nel suo “ Manifesto del terzo passaggio”.

Attraverso questa serie di opere di Francesco Diluca possiamo intuire un legame con l'attuale pandemia, anche se la loro concezione è nata prima di essa. Una testimonianza di quanto spesso la sensibilità degli artisti possa essere in anticipo rispetto allo stato attuale delle cose." Angela Madesani