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Colleg'Adda: ripartono i lavori per la realizzazione del progetto di sviluppo della rete ciclabile cittadina

Gli interventi per la realizzazione del progetto di sviluppo della rete ciclabile cittadina “Colleg’Adda” ripartiranno lunedì prossimo, dopo il periodo di sospensione invernale e dovuto all’emergenza sanitaria.
L’opera, che ha ottenuto un finanziamento regionale pari a circa 992 mila euro, su una spesa complessiva di 1.417.000 euro, prevede l’adeguamento e la messa in sicurezza 12 dei 39 chilometri di percorsi ciclabili già esistenti e la creazione 6 chilometri di nuove piste.
 
“Nel 2019 sono state avviate la manutenzione e l'implementazione degli itinerari ciclabili cittadini per mettere a sistema la rete esistente e dare così impulso alla mobilità sostenibile - dichiara l’assessore alla Mobilità Alberto Tarchini -. Nel corso dei primi mesi, gli interventi si sono concentrati prevalentemente sulla posa di elementi di segnaletica e infrastrutture per la moderazione del traffico lungo i percorsi così indicati dal piano: n.1 “Lodi universitaria”; n.2 “In viaggio verso il fiume Lambro”, n.4 “Verso l’Adda e i suoi argini” e n.5 “Il Colatore Muzza”. Quest’anno completeremo le opere già iniziate e procederemo anche a realizzare quelle definite nell’ambito del percorso n.3 “Regionale Adda”.

I lavori, aggiudicati alla Valbasento Lavori S.r.l. (MT), entreranno nel vivo già dalla prossima settimana e termineranno nel mese di dicembre. Di seguito vengono descritti i principali scenari di intervento.

Passerelle ciclopedonali di via Sforza e via dell’Industria
Si partirà dalla realizzazione della pavimentazione della passerella ciclopedonale di via Sforza (percorso n.1), un monoblocco in acciaio lungo 32 metri e largo 4, posato nel dicembre scorso per potenziare la rete di collegamenti del quartiere San Fereolo. Verranno inoltre ultimate le connessioni tra la passerella, dove sarà anche installato un nuovo impianto di illuminazione, e le vie Tortini e Manzoni.
Le stesse tipologie di intervento interesseranno anche il manufatto di sovrappasso della roggia Bertonica (percorso n.5), in via dell’Industria (nei pressi della sede della Società Acqua Lodigiana), anch’essa strutturata come un monoblocco in acciaio della lunghezza di 12 metri e della larghezza di 2,5 metri. 

Pista ciclabile di via Cavezzali 
Nella seconda metà di maggio la ditta Valbasento opererà anche in via Cavezzali (percorso n.3) realizzando una nuova pista ciclabile bidirezionale in sede propria. Per compensare la perdita di spazi destinati alla sosta lungo la parte di asse stradale che verrà convertita in sede ciclabile, in via del Pratello sarà istituito un senso unico di marcia (in direzione via Agostino da Lodi per chi proviene da via Cavezzali), così da ricavare spazio in carreggiata da convertire nello stesso numero di posti auto, oltre a definire una nuova corsia per consentire ai cicli di percorrere la via nel senso di marcia opposto rispetto a quello veicolare.

Pista ciclabile viale Rimembranze
Ad agosto si aprirà il cantiere per la creazione di una pista ciclabile bidirezionale in sede propria lungo il lato dei numeri civici dispari di viale Rimembranze (percorso n.3) la cui percorrenza è resa notevolmente pericolosa dall’attuale commistione della sede stradale. Al nuovo assetto della carreggiata conseguirà una revisione generale della viabilità del comparto. Viale Rimembranze diverrà infatti una strada a senso unico che sarà percorribile dall’intersezione con via Milite Ignoto (sia che si provenga da corso Mazzini sia che si provenga da via Battisti) esclusivamente in direzione di via Villani o in direzione di viale Italia. 

“Il completamento delle opere legate al progetto Colleg’Adda – prosegue Tarchini – consentirà di dare un impulso decisivo alle politiche di mobilità sostenibile in città, risolvendo diverse criticità legate agli attuali percorsi ciclabili e pedonali e arricchendo l’offerta di itinerari di nuova realizzazione che permetteranno di stabilire inedite relazioni tra diversi poli e quartieri della città. Promuovere fattivamente la mobilità ciclopedonale in questo momento significa dare concretezza ad un’idea di città più attenta e rispettosa verso gli utenti “deboli” della strada e verso chi sceglie di muoversi in modo sostenibile,  ma anche perseguire una strategia di adattamento alle nuove misure sanitarie di prevenzione che ci invitano ad adottare pratiche di distanziamento interpersonale, evitando al contempo che il maggiore ricorso alla vettura si traduca in aumenti significativi dei livelli di congestionamento dei centri urbani”.

Lodi, 13 maggio 2020