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Sabato 27 settembre riapre la prima parte dei Giardini del Passeggio

 
DOMANI LA RIAPERTURA AL PUBBLICO DELLA PRIMA PARTE DEI GIARDINI DEL PASSEGGIO DOPO L'INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE: IL SINDACO LORENZO GUERINI: "PER LA CITTA' UN MOMENTO SIGNIFICATIVO E UN GRANDE TRAGUARDO"

Riaprirà domani al pubblico, dopo poco più di 6 mesi, la prima porzione dei Giardini del Passeggio in cui sono stati ultimati i lavori di riqualificazione (realizzati da un'associazione temporanea di imprese costituita tra il Consorzio Cme di Bologna e la Umistop di Busseto). Si tratta del "quadrante" compreso tra piazzale Medaglie d'Oro e viale Dante Alighieri, che già lo scorso 3 agosto (in occasione dell'850° "compleanno" della città) era stato aperto per una giornata, con visite guidate e l'illustrazione dell'intervento da parte dei progettisti. Nella mattinata di domani sono previste le ultime operazioni di cantiere, relative in particolare alla rimozione delle trasennature, quindi intorno alle 14.00 l'apertura.
I giardini saranno accessibili tutti i giorni nell'intero arco delle 24 ore e le uniche limitazioni alla frequentazione saranno relative al divieto di ingresso per i cani e all'obbligo di condurre a mano le biciclette.
Conclusa questa parte dell'operazione (che comporta complessivamente un investimento di 2.700.000 euro), da lunedì prenderanno il via i lavori di riqualificazione di viale IV Novembre, il cui primo lotto riguarderà sempre il tratto fra piazzale Medaglie d'Oro e viale Dante Alighieri e dovrebbe concludersi entro il 30 ottobre, lasciando quindi spazio ai lavori del secondo lotto, sull'area tra piazzale Zaninelli e piazzale Medaglie d'Oro.
La riqualificazione di viale IV Novembre consisterà nel rifacimento della carreggiata, dei marciapiedi (che saranno pavimentati in "asfalto natura", così come la pista ciclabile sul lato giardini), dell'arredo urbano e dell'impianto di illuminazione pubblica.
"Il nostro obiettivo - spiega il sindaco, Lorenzo Guerini - era quello di un pieno recupero di un patrimonio ambientale e culturale caro a tutti i lodigiani, che necessitava di una radicale riqualificazione, che nel rispetto dell'identica storica di quest'area della città e dei suoi caratteri naturalistici ne sapesse rilanciare la funzione, ripristinando il verde, potenziando le dotazioni, migliorando l'accoglienza e il confort. I giardini devono tornare ad essere uno spazio ben curato, presidiato e fruibile dalla cittadinanza, come risorsa preziosa e insostituibile. La loro rinascita rappresentava uno dei punti più significativi e ambiziosi del programma con cui questa amministrazione si era proposta al giudizio degli elettori nel 2005 ed essere riusciti a rispettare questo impegno proprio nel 2008, in occasione delle celebrazioni dell'850° anniversario della fondazione di Lodi, è per noi motivo di soddisfazione".

Il progetto

Gli elementi principali del progetto (elaborato da un'associazione temporanea di professionisti costituita da Lunardini Partners di Lucca, Pozzana di Firenze, Calcagno Maniglio di Genova e G2BA Architetti associati di Lucca; rilievi sullo stato di fatto a cura di Italian Topographic Survey Sas di Lucca; disegno impianto di illuminazione a cura di Electrotechnical Engineering di Lodi) sono stati la rimodellazione del verde (rispettando il disegno storico di "giardino all'italiana"), con la sostituzione di alcune piante ammalorate (in particolare alcuni dei "tassi"), l'inserimento di nuove essenze maggiormente in linea con la vegetazione tipica autoctona, la creazione di aree boscate ombreggiate, la risagomatura delle siepi laterali (che si sviluppano complessivamente per 2.300 metri e sono state abbassate e ridisegnate, in linea con i moderni criteri di architettura del paesaggio e di sicurezza, dato che la siepe alta favorisce i comportamenti irregolari e gli atti vandalici, fornendo un'impropria protezione), la creazione di numerose aiuole fiorite multicolore. Anche l'impianto di illuminazione è stato completamente rifatto, sia sul perimetro che all'interno. Uno dei concetti centrali del progetto è stata la diversificazione delle funzioni delle varie zone dei giardini: si tratta delle cosiddette "stanze", caratterizzate da elementi specifici, per esempio la "stanza dell'acqua" (con particolari fontane e zampilli), la "stanza dei giochi" (con i giochi per i bambini), le aree di permanenza (con panchine nei punti ombreggiati), allo scopo di trasformare i giardini da mero spazio di attraversamento (come ormai si erano ridotti) a luogo di frequentazione e intrattenimento. I lavori sono stati autorizzati dalla Soprintendenza ai sensi del decreto legislativo 42/2004 (cosiddetto Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), in quanto l'area dei Giardini del Passeggio è protetta come bellezza naturale ed è sottoposta a vincolo, in considerazione <> (citazione dal decreto ministeriale del 15 dicembre 1959).

Cenni storici sui Giardini del Passeggio

L'area attualmente occupata dai giardini (per una superficie complessiva di 9.300 metri quadrati, suddivisa in due blocchi separati da piazzale Medaglie d'Oro, e un perimetro delimitato da siepi lungo 2.800 metri) costituisce lo spianamento del fossato in cui sino agli anni '30 scorreva a cielo aperto la roggia Molina. La decisione di canalizzare e ricoprire la roggia fu presa dopo l'eliminazione del tram e del ponte di ferro che si trovava nell'attuale piazzale Medaglie d'Oro. I lavori iniziarono nel 1931 e nel 1932 era già stato ricoperto il tratto fra il castello e via XX Settembre. Nel 1933 fu completato il passaggio carrozzabile sotto la linea ferroviaria e il riempimento dell'antico fossato proseguì sino al 1937, quando il nuovo assetto dell'area era ormai definito, mancando solo un centinaio di metri per la copertura totale, ultimata nel dopoguerra. Quello che ora si chiama viale IV Novembre costituiva fin dal XII secolo lo spalto difensivo sul lato sud di Lodi, considerato il più vulnerabile perché posto a quota più bassa rispetto agli altri tre lati della città, protetti dalle scarpate naturali che dal Monte Guzzone (il Colle Eghezzone) davano sul fiume e sulle paludi. Dopo la fondazione della città nuova il 3 agosto del 1158, uno dei primi provvedimenti fu quello di scavare un fossato al cui fondo venne fatto scorrere un canale (la roggia Molina): già due anni più tardi, lungo lo spalto sovrastante il fossato (in corrispondenza dell'attuale viale IV Novembre) al posto degli steccati di legno pre esistenti iniziò la costruzione di nuove mura (la prima pietra fu posata il 3 agosto del 1160, nell'anniversario della fondazione). Il fossato sovrastato da mura e collegato al vecchio castello di Porta Regale (poi rifatto completamente dai Visconti nel XIV secolo) rimase parte della cerchia fortificata della città per secoli.
Durante la dominazione spagnola, furono aggiunti terrapieni e baluardi per resistere al fuoco delle artiglierie. Alla fine del XVIII secolo gli austriaci decisero di togliere a Lodi l'assetto di piazzaforte e modificarono il sistema degli accessi alla città, creando una circonvallazione che collegava le porte della città e il cui tratto meridionale (tra Porta Regale e Porta Cremona) fu concepito come passeggio pubblico, abbellito da filari di alberi e giardini: nasce così, tra il 1789 e il 1791, sulle ceneri delle fortificazioni spagnole, il "passeggio esterno", sul tracciato degli attuali viali Vignati e Agnelli (che durante il ventennio vennero chiamati "viale 28 Ottobre"). Il "passeggio interno" risale invece alla prima metà del XIX secolo: progettato nel 1819, fu realizzato tra il 1836 e il 1842 e fu inaugurato dall'imperatore d'Austria Francesco I: ciò che rimane di quel viale alberato lungo oltre mezzo chilometro è l'attuale viale IV Novembre.
(26-09-2008)