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Società Operaia di mutuo soccorso


In Italia, le Società di mutuo soccorso, sorgono in gran parte verso l'inizio del XVIII secolo.

Se attraverso il risparmio il benestante poteva accumulare nei periodi favorevoli quel tanto con cui "fronteggiare le proprie spese durante i momenti di crisi e di malattia, non così era per il povero operaio il quale molto avrebbe dovuto sudare per accumulare la più misera somma necessaria".

Ecco quindi la necessità di costituire queste associazioni di mutuo soccorso il cui compito principale fosse quello di costituire un patrimonio comune da porre al servizio dei soci affinché nei momenti di maggior bisogno, potessero chiedere quanto spettasse loro di diritto senza ricorrere alla carità pubblica.

Le società di mutuo soccorso non si preoccuparono mai di aumentare il loro patrimonio; al contrario sostennero grandi sacrifici economici e concorsero, in ogni tempo ed in ogni luogo, alla elevazione morale e materiale della classe operaia, istituendo biblioteche popolari, scuole di disegno, professionali, di lingua e di musica; inviarono loro soci alle varie esposizioni per accertare con la presenza i progressi conseguiti in ogni campo; acquistarono macchine da consegnare gratuitamente ai propri associati per lavorare i campi fornendo a prestito semi e concimi.

Durante gli anni del Risorgimento le società di mutuo soccorso attuarono alcune provvidenze a favore dei combattenti perché molti dei loro soci accorsero spontaneamente nelle fila dei volontari o nelle truppe piemontesi.
Anche il generale dei bersaglieri Saverio Griffini, prima medaglia d'oro del Risorgimento italiano, dichiarò di esser fiero di  appartenere al sodalizio lodigiano di mutuo soccorso e donò la sua effige con una dedica alla Società generale operaia così scrivendo di suo pugno: "In segno di stima, affezione e gratitudine".

L'Archivio storico dell'associazione (definito ASGOMSLodi) è custodito presso la sede di via C. Piazza, nn. 7-9 in Lodi (tel. 0371.424682).

Dal 2007 è stato riconosciuto, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, come archivio di notevole interesse  storico con la seguente motivazione: "la documentazione è testimonianza significativa della vita e dell'attività della Società generale operaia di Lodi dal 1861, anno della fondazione, a tutto il XX secolo. La Società operaia lodigiana si inserisce in un più ampio contesto storico italiano relativo al passaggio dal paternalismo assistenziale allo stato sociale, inteso come l'insieme degli interventi pubblici in materia economica e sociale rivolti alla garanzia e tutela dei cittadini. Anche a Lodi questa esperienza sociale segnò il passaggio dalla beneficenza (gestita a vario modo dall'associazionismo cattolico) alla previdenza, dalla carità al mutualismo, dal ruolo passivo al ruolo attivo di molte persone che, cercando in modo organizzato un miglioramento concreto delle proprie condizioni, dettero vita ad un fenomeno che incise profondamente sul dibattito politico locale che vedeva la nascita di altre istituzioni laiche dedite all'assistenza, l'implementazione delle banche popolari e le riforme sociali che incisero nel territorio lodigiano".
Nell'archivio, oltre all'apparato epistolare e documentario (ricco di appunti, lettere e relazioni di Tiziano Zalli) si conservano tutti i verbali delle assemblee generali dei soci, del Consiglio e dei vari comitati, i rendiconti di spesa, i registri dei sussidi ai soci ed i libri matricola degli associati  lungo l'arco di 150 anni.