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Cosa conserviamo

Oltre alla documentazione prodotta dall'Amministrazione comunale dal XIV secolo al 1980, nell'edificio di via Fissiraga sono custoditi numerosi altri archivi, tanto da configurare un embrione di archivio consortile per il territorio.

Si elencano qui i principali.

  1. Archivio storico comunale
  2. Archivio del Giudice conciliatore di Lodi (1875-1997)
  3. Archivio notarile sussidiario di Lodi e Crema ( XIV - XIX secolo)
  4. Fondo Atti giudiziari di Crema e del suo territorio (1518-1656)
  5. Archivio della Sottoprefettura di Lodi e Crema ( XVIII - XIX secolo)
  6. Archivi delle Congregazioni di Muzza e del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana (XI-XX secolo)
  7. Archivio Ospedale Maggiore di Lodi (XII secolo-1964 ca.)
  8. Archivio dell'Ospedale Fissiraga (XVI-XIX secolo)
  9. Archivio della Scuola dell'Incoronata e del Monte di Pietà (XV-XIX secolo)
  10. Archivio del cessato Ente Comunale di Assistenza e Beneficenza
  11. Fondo agrimensori (1602-1839)
  12. Fondi di famiglie e persone
  13. Fondi minori

Archivio storico comunale

L'Archivio storico comunale conserva gli atti prodotti dall'amministrazione cittadina dal XVI secolo al 1951, nonché il carteggio amministrativo dell'ente dal 1952 al 1980. Il fondo documentario è suddiviso in tre sezioni, legate a momenti successivi di riordino:

 - Sezione archivio storico municipale XVI-XIX sec., 581 buste

Tra questa documentazione si trova anche quella relativa ai Chiosi, i comuni rurali del circondario, annessi alla città nel 1877. Rientrano formalmente in questa sezione anche alcune raccolte documentarie, costituite, con ogni probabilità estraendo le carte dagli originari fascicoli dell'archivio comunale. Si tratta (Ci si riferisce agli) degli "Editti del periodo napoleonico (1796-1799)", rilegati in 6 volumi; della collezione di "Avvisi del Governo provvisorio di Milano (1848)", comprendente proclami e manifesti emanati dal Governo provvisorio di Milano e dal successivo Governo provvisorio di Lombardia e dei documenti legati all'attività del "Comitato lodigiano per i soccorsi alla Sicilia (1860-1862)", che testimoniano l'impegno per la raccolta di fondi e l'attività di sostegno alle famiglie dei militari impegnati nelle campagne garibaldine nell'Italia meridionale. Oltre a questi si segnala la raccolta dei "Documenti del Risorgimento italiano presentati alla mostra di Torino del 1884 dal Comune di Lodi".

 - Sezione archivio storico comunale 1859-1900, 76 buste
 - Sezione archivio storico comunale 1901-1951, 252 buste

I documenti conservati, essenzialmente di carattere amministrativo, permettono di ricostruire il quadro istituzionale e di indagare le linee di intervento delle diverse amministrazioni succedutesi nel governo della città.
Accanto al carteggio sono conservate le serie dei registri comunali che comprendono:

 - Libri delle provvisioni, 1490-1778, 333 registri: riportano minute e deliberazioni del Consiglio maggiore e del Consiglio minore della citt√†.
 - Libri diversorum, 1500-1755, 134 registri: redatti dai segretari della comunit√†, raccolgono le trascrizioni dei documenti pi√Ļ importanti per l'amministrazione cittadina.
 - Registri dei Conservatori del patrimonio, 1626-1731, 11 registri: compilati dal cancelliere comunale, riportano le lettere patenti contenenti le decisioni prese dagli organismi amministrativi superiori in materia di patrimonio.
 - Registri della Congregazione del patrimonio, 30 registri che a partire dal 1755 sostitu√¨ i conservatori del patrimonio.
 - Registri delle Congregazioni del Contado, 1596-1759, 102 registri: riportano minute e deliberazioni delle due congregazioni, maggiore e minore, del Contado, cui era affidata la gestione politica e amministrativa del territorio extra-cittadino.
 - Registri di protocollo, 1806-1951, 487 registri.
 - Repertori degli atti comunali, 1795-1969, 193 registri.
 - Registri contabili, XIX-XX secolo, 403 registri. 
 - Registri delle deliberazioni della Giunta municipale, 1900-1961, 35 registri.
 - Registri delle deliberazioni del Consiglio comunale, 1901-1961, 24 registri.
 - Registri delle deliberazioni del Podest√†, 1927-1945, 18 registri.

√ą presente anche un Fondo Diplomatico (1159-XX secolo), costituito da 418 unit√† archivistiche, con atti di diversa natura, sia pubblica sia privata.La documentazione fino al 1951 √® ordinata e inventariata; quanto al carteggio dal 1952 al 1980 √® ordinato, ma non inventariato: tuttavia √® consultabile.

Gli strumenti per la ricerca

La documentazione è consultabile grazie a 4 diversi inventari, risultato di successivi interventi di riordino e descrizione del materiale.

Per la Sezione archivio storico municipale XVI-XIX sec. sono disponibili due inventari: il primo, pi√Ļ datato, √® il Catalogo dell'Archivio storico municipale, realizzato da Giuseppe Agnelli nel 1936. Agnelli suddivise la documentazione in 13 sezioni, individuando all'interno di ogni sezione diverse categorie tematiche. Il Catalogo dell'Agnelli, pur avendo il difetto di presentare una descrizione del contenuto delle buste piuttosto sommaria e lacunosa resta, ad oggi, l'unico strumento per la consultazione della documentazione del periodo napoleonico e risorgimentale. Per quanto riguarda il materiale relativo al periodo di anci√©n regime √® disponibile, invece, un successivo inventario, realizzato negli anni Novanta del Novecento (Progetto Archidata) che presenta una schedatura analitica e scientifica delle unit√† archivistiche.

Si riportano di seguito i link a cui è possibile visionare copia degli inventari.

Catalogo Archivio storico municipale:


Inventario della documentazione di ancièn regime (Progetto Archidata). Sono riportate le descrizioni introduttive alle singole serie archivistiche:
 

Per le Sezioni del carteggio dal 1859 al 1900 e dal 1900 al 1951 sono disponibili due inventari, entrambi risultato di un riordino effettuato negli anni Cinquanta del Novecento da Antonio Devizzi:
 

Il carteggio amministrativo del periodo 1952- 1980 non è inventariato, ma organizzato sulla base del titolario comunale.

Archivio del Giudice conciliatore di Lodi (1875-1997)

L'Ufficio del giudice conciliatore fu istituito a Lodi a partire dal 20 gennaio 1867, con sede in via Pompeia 59, attuale via XX settembre. Come primo conciliatore venne nominato il notaio Bassano Silvetti. L'attivit√† dell'ufficio termin√≤ nel maggio 1995 quando entr√≤ in vigore la riforma dell'ordinamento giudiziario italiano. L'Archivio del giudice conciliatore di Lodi √® stato versato all'Archivio storico comunale in due momenti distinti, il primo alla fine degli anni Ottanta del XX secolo, il secondo nel dicembre del 2008. Il fondo si presenta alquanto lacunoso, manca infatti, con l'eccezione degli anni 1985-1997, il carteggio relativo all'attivit√† del conciliatore e ai procedimenti portati poi a sentenza; sono invece conservati la maggior parte dei volumi con la raccolta dei pronunciamenti del giudice. Il fondo √® riordinato e inventariato. 

Gli strumenti per la ricerca

L'archivio √® riordinato e inventariato: l'inventario √® consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA00C97F/)

Archivio notarile sussidiario di Lodi e Crema ( XIV - XIX secolo)

L'Archivio notarile rappresenta uno dei principali complessi documentari dell'Archivio storico comunale. Il fondo, cos√¨ com'√® strutturato, √® eredit√† napoleonica. Fu Napoleone, infatti, ad ordinare che in ogni dipartimento del Regno d'Italia fosse istituito un archivio notarile generale, obbligando i notai e gli enti, laici e religiosi, a concentrare i propri atti in un'unica struttura. Le disposizioni napoleoniche assegnavano all'archivio notarile di Lodi un ruolo sussidiario rispetto a quello di Cremona e la giurisdizione su un territorio che comprendeva buona parte del territorio cremasco. L'archivio rest√≤ aperto al pubblico, nel Salone dei notai della Biblioteca Laudense, dal 1881 al 1964, anno in cui cess√≤ l'attivit√†. Fu previsto il trasferimento delle carte a Milano, ma le autorit√† cittadine si opposero allo spostamento e la documentazione rest√≤ a Lodi. Sono qui conservati atti pubblici e privati, doti, testamenti, contratti di vendita e d'affitto di pi√Ļ di 600 notai, dal XIV al XIX secolo. Nel fondo sono comprese anche le carte del Collegio notarile di Lodi (XVIII-XIX secolo) e del Collegio notarile di Crema (1450-1758).

Gli strumenti per la ricerca

Per la consultazione della documentazione dell'Archivio notarile sussidiario sono disponibili tre indici: alfabetico per nominativo, alfabetico per luogo di residenza e cronologico.


L'inventario delle carte del Collegio notarile di Crema √® invece consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA00C989/)

Fondo Atti giudiziari di Crema e del suo territorio (1518-1656)

Pervenuto contestualmente all'archivio notarile comprende 39 registri membranacei che riportano le sentenze penali del podestà di Crema nonché atti giudiziari relativi a procedimenti civili di Crema e del suo territorio.

Altre carte di provenienza cremasca sono state raccolte nel piccolo fondo denominato Crema che comprende avvisi, proclami e libelli del governo provvisorio di Crema, costituitosi in seguito ai moti risorgimentali del 1848, documentazione di carattere ecclesiastico e poche carte del vescovo Tommaso Ronna.

Gli strumenti per la ricerca

√ą disponibile l'inventario analitico del Fondo Atti giudiziari di Crema:


Per quanto riguarda il Fondo Crema l'inventario √® consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA00E126/)

Archivio della Sottoprefettura di Lodi e Crema ( XVIII - XIX secolo)

Il fondo conserva le carte della Provincia di Lodi e Crema dal 1816 al 1859 e quelle della successiva Sottoprefettura, istituita in seguito alla soppressione della provincia e all'annessione del Lombardo Veneto al Regno di Sardegna. Sono conservati documenti di varia natura: statistiche, delibere, ordinanze, contratti, carteggio amministrativo. Costituiscono una fonte privilegiata per la conoscenza delle istituzioni, laiche e religiose, presenti sul territorio lodigiano e cremasco. Il fondo, di circa 275 buste, non è riordinato, ma la consultazione è comunque possibile grazie a un elenco di consistenza.

Gli strumenti per la ricerca

√ą disponibile un elenco di consistenza del fondo:
 

Archivi delle Congregazioni di Muzza e del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana (XI-XX secolo)

Diversi sono i nuclei di documentazione che costituiscono il fondo: i principali riguardano le due Congregazioni del canale Muzza, quella milanese e quella lodigiana, che confluirono nel 1884 nell'unica Congregazione di Muzza, convertita successivamente nell'attuale Consorzio di Bonifica Muzza Bassa Lodigiana (1989). Scopo delle congregazioni era di tutelare i diritti degli utenti del canale quanto a regolazione e distribuzione dell'acqua utilizzata per l'irrigazione. Sono conservati atti amministrativi e contabili, ma anche documentazione tecnica relativa alla gestione e manutenzione delle rogge e delle singole bocche, alla regolazione e ripartizione delle acque e alle richieste per ottenerne la derivazione. Il fondo è riordinato e inventariato.

Gli strumenti per la ricerca

L'inventario è disponibile presso la sala studio dell'archivio.

Archivio Ospedale Maggiore di Lodi (XII secolo-1964 ca.)

Il fondo raccoglie la documentazione amministrativa e sanitaria dell'Ospedale Maggiore, unitamente alle carte provenienti dagli archivi degli hospitali soppressi e aggregati all'atto della sua fondazione (1457). L'archivio √® suddiviso in due sezioni: un parte antica, comprendente la documentazione medievale e di antico regime e una parte moderna, che raccoglie materiale dal XIX al XX secolo. Oltre ai documenti legati all'attivit√† ospedaliera si conserva la documentazione relativa alla gestione del patrimonio fondiario dell'ente, proprietario di alcune delle pi√Ļ importanti cascine del territorio. √ą presente anche una Collezione di disegni e mappe dell'Ospedale Maggiore di Lodi legata a lavori eseguiti in alcune cascine e a territori dove l'ente aveva dei possedimenti. Accanto ai documenti amministrativi e contabili √® conservata anche la documentazione sanitaria. A riguardo si segnala in particolare la serie completa, dal 1800 al 1950, dei registri nosologici, di accettazione e di sala.Complessivamente l'archivio, riordinato e inventariato, conta 273 buste e oltre 740 registri nella sezione antica, 373 buste e 1.300 registri in quella moderna. 

Gli strumenti per la ricerca

L'archivio √® riordinato e inventariato: l'inventario √® consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali  (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA019E6B/)

Archivio dell'Ospedale Fissiraga (XVI-XIX secolo)

L'Ospedale Fissiraga, fondato per iniziativa della famiglia Fissiraga tra il 1768 e il 1774, cessò l'attività nel 1978, in seguito alla riforma del Sistema sanitario nazionale. L'archivio conserva documentazione relativa all'attività dell'ospedale unitamente a carte relative alla gestione del patrimonio della famiglia fondatrice. Scarsa la documentazione di carattere sanitario.

Gli strumenti per la ricerca

L'archivio √® riordinato e inventariato: l'inventario √® consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA00E171/)

Archivio della Scuola dell'Incoronata e del Monte di Pietà (XV-XIX secolo)

Il fondo conserva la documentazione relativa alla fabbriceria del tempio civico dedicato alla Vergine Incoronata, fondato a Lodi nel 1487 e quella successiva legata all'attivit√† della Veneranda schola dell'Incoronata (dal 1497) e dell'annesso Monte di Piet√† (dal 1512). L'archivio rispetta la storia di queste istituzioni e delle loro trasformazioni, fino alla cessazione dell'amministrazione autonoma degli enti che, nel 1808, passarono sotto il controllo amministrativo della Congregazione di Carit√†. Successivamente l'archivio ha seguito le vicende storico istituzionali del Monte di Piet√†, mescolandosi con le carte di altri istituti di assistenza e beneficenza. Il materiale √® riordinato e inventariato solo per la parte documentaria relativa al periodo fino al 1808; la documentazione successiva, infatti, √® conservata all'interno dell'archivio del cessato Ente Comunale di Assistenza (Eca), non ancora riordinato. 

Gli strumenti per la ricerca

L'archivio √® riordinato e inventariato: l'inventario √® consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA0089FF/)

Archivio del cessato Ente Comunale di Assistenza e Beneficenza

Soppresso nel 1977 l'Eca rappresentò l'ultimo istituto di concentramento amministrativo degli enti di assistenza e beneficenza cittadini, sia laici sia religiosi. L'archivio raccoglie la documentazione della precedente Congregazione di Carità, istituita nel 1808 e comprendente fondi documentari di istituti sanitari (gli ospedali Maggiore e Fissiraga), di enti assistenziali, quali la Casa d'industria e di ricovero, l'Istituto elemosiniero, la Scuola dell'Incoronata e il Monte di Pietà, gli orfanotrofi maschile e femminile e l'Opera pia asili d'infanzia. La consistente documentazione comprende circa 1.100 buste di carteggio, 1.500 registri e oltre un migliaio di pacchi di materiale vario afferente a particolari serie (contabilità, libretti di assistenza e altro). Questo complesso documentario racconta, nei suoi vari aspetti, la storia degli enti assistenziali presenti sul territorio e degli enti governativi preposti alla loro amministrazione negli ultimi due secoli. Nel fondo si trova pure documentazione relativa all'Eredità Corrado e Astorri (XVI-XVIII secolo) consistente in una raccolta miscellanea (41 filze) di carte legate all'amministrazione dell'eredità Corrado e Astorri e del beneficio della Chiesa di San Giuliano in Lodi.

L'archivio è riordinato solo in minima parte e parzialmente consultabile grazie ad un elenco topografico del materiale.

Altri fondi conservati presso l'Archivio storico comunale e legati all'ambito socio-assistenziale sono:

 - Archivio del Consiglio degli Orfanotrofi maschile e femminile, XVI-XX secolo, 600 buste ca., 1.000 registri, opuscoli a stampa
Comprende le carte dei due orfanotrofi, unificati nel 1863 in seguito alle leggi per la riorganizzazione delle opere pie, e la documentazione post-unitaria legata all'attività del Consiglio degli orfanotrofi di Lodi.
 - Archivio dell'Opera pia sordomuti e sordomute di San Gualtiero, 76 buste e 60 registri del XIX e XX secolo
Comprende le carte relative all'attivit√† della scuola per sordomuti di San Gualtiero, sorta nel 1856 dalla fusione di due precedenti istituzioni: l'Istituto per sordomuti di Villanova del Sillaro e l'Opera pia Locatelli.
 - Archivio Istituto Fanciullezza (ex Istituto per l'infanzia abbandonata), 114 buste, XX secolo.  

Per questi fondi sono disponibili elenchi sommari della documentazione consultabili in sede.

Fondo agrimensori (1602-1839)

Vi si trovano gli atti di alcuni agrimensori lodigiani. Si tratta di materiali di notevole importanza per la storia della proprietà fondiaria e del paesaggio agrario nel basso lodigiano. Il fondo composto da 59 buste, non è riordinato e si presenta nella sua fisionomia originaria. La documentazione è consultabile grazie a un indice manoscritto per luoghi ed enti e un indice analitico per cartella.

Fondi di famiglie e persone

L'archivio storico comunale conserva anche alcuni archivi di famiglia e persone. Tra questi:

- Fondo Famiglia Ghisilieri, XV-XX secolo, 11 buste: di piccole dimensioni, raccoglie parte delle carte della famiglia bolognese Ghisilieri, una delle pi√Ļ prestigiose e facoltose della citt√†, pervenute all'archivio per donazione della contessa Ippolita Barni di Roncadello. Il fondo non √® ordinato e non ha strumenti di consultazione.

- Archivio Clodoaldo Fugazza (1747-1823), 8 fascicoli: medico e letterato, fu direttore della Biblioteca comunale laudense dal 1805 al 1823. Il fondo comprende documentazione relativa alla sua attività di medico e professore e la corrispondenza con diverse persone e istituzioni. Sono pure conservati 50 disegni anatomici relativi alle osservazioni medico-scientifiche effettuate durante la sua attività di direttore della scuola di ostetricia dell'Ospedale Maggiore di Lodi. Il fondo non è ordinato e non ha strumenti di consultazione.

- Carte Cesare Vignati (1814-1900) e Carte Giovanni Agnelli (1848-1926) Si tratta, in entrambi i casi, di raccolte miscellanee formate dai due studiosi lodigiani nel corso delle loro ricerche. Le raccolte comprendono documenti di varia tipologia (editti, circolari, statuti, manoscritti) e di diversa natura, sia pubblica sia privata. L'arco cronologico coperto dalla documentazione spazia dal XIV al XIX secolo. I fondi, ad oggi, non sono inventariati.  

- Archivio Alessandro Riccardi (1860-1890), XIV-XIX secolo, 12 buste: comprende il materiale raccolto dallo studioso, archivista e paleografo, nel corso delle sue ricerche dedicate alla storia del territorio attraversato dal Po, nelle zone tra Pavia e Cremona, ed effettuate attingendo notizie (e spesso anche materiale documentario originale) dagli archivi del principe Emiliano Barbiano di Belgioioso, dall'archivio della Roggia Colombana e da quello della fabbrica di San Nazzaro (conservati a Milano). L'archivio non è riordinato né inventariato.

- Archivio Giovanni Baroni (1860-1949), 17 buste: avvocato specializzato in campo agrario fu, dal 1926 al 1949, direttore della Biblioteca comunale laudense alla quale lasciò la sua raccolta di libri e il suo archivio privato, conservato oggi presso l'Archivio comunale. Si tratta di documenti vari relativi alla gestione della biblioteca e del museo civico, non solo dal punto di vista amministrativo ma anche da quello culturale, che consentono di ricostruire la storia e l'attività di questi istituti e documentare la vivace presenza di Baroni nella vita politica e sociale della città, le sue relazioni con altre istituzioni culturali e il suo notevole lavoro di storico locale. Il fondo non è ordinato e non ha strumenti di consultazione.

- Fondo Migliorini - Famiglia Crociolani, XVIII- inizi XX secolo, 2 scatoloni: piccola raccolta documentaria pervenuta all'Archivio comunale in seguito a deposito da parte di Livio Migliorini, comprende materiale proveniente dalla famiglia Crociolani, appartenente all'alta borghesia cittadina. Si segnalano i diari manoscritti di Genebardo Crociolani,  giovane rampollo della famiglia, che nel 1848, abbandonati gli studi giuridici all'Universit√† di Pavia, si arruol√≤ volontario nel Battaglione degli studenti lombardi, per partecipare alla Prima guerra d'indipendenza. Il fondo √® in corso di riordino e inventariazione.  

- Miscellanea famiglie nobili, XVI-XVIII secolo, 5 buste: fondo miscellaneo, di provenienza incerta, costituito da unità archivistiche contenenti carte relative alla gestione patrimoniale di alcune famiglie nobili cremasche e lodigiane: Albergoni, Gambazzocchi, Vimercati, Modegnani, Legnani. La documentazione non è attualmente inventariata. Tra queste carte le uniche sottoposte a riordino sono quelle appartenenti alla famiglia Vimercati il cui inventario è consultabile on-line sul portale regionale Lombardia Beni Culturali (vai all'inventario:http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA00E12C/)

- Archivio Luigi Gedda (1902-2000). Di recente acquisizione, il fondo comprende oltre 400 buste di documentazione che testimoniano l'attività di Gedda, medico e genetista, dirigente dell'Azione Cattolica nel primo dopoguerra e fondatore dei "Comitati Civici" nel cruciale biennio 1946-1948. La documentazione versata all'archivio storico dalla Fondazione Vittorino Colombo (http://www.fondazionecolombo.org), che ne mantiene la proprietà, non è completamente riordinata, ma è comunque consultabile grazie a un elenco di consistenza. Consulta l'elenco di consistenza.

Fondi minori

Oltre a questi complessi documentari pi√Ļ consistenti e strutturati, l'Archivio comunale conserva alcune raccolte di carte, formatesi dallo spoglio di fondi pi√Ļ grandi e risultato del gusto per le collezioni documentarie particolarmente in voga tra gli studiosi del XIX secolo. Tra queste, di sicuro interesse, sono la raccolta di Avvisi e manifesti teatrali (1818-1865 ca.) e il Fondo manifesti: la prima raccoglie circa 381 manifesti e locandine di spettacoli e intrattenimenti rappresentati nei teatri cittadini dal 1818 al 1865; il secondo comprende manifesti e proclami che coprono l'intero periodo risorgimentale e postunitario. Notevoli sono pure la Collezione di mappe del territorio lodigiano, costituita da pi√Ļ di 300 carte di grandi e piccole dimensioni e la Collezione dei disegni manoscritti e a stampa, delle fotoriproduzioni e delle fotografie che comprende circa 200 tra disegni, fotografie e acquerelli di varia tematica risalenti ai secoli XVIII-XX.

Altra raccolta particolarmente significativa è quella degli Atti di governo: 178 fascicoli che conservano avvisi, bollettini, circolari, decreti, notificazioni e proclami delle autorità che si sono succedute nell'amministrazione del Ducato di Milano, del Regno Lombardo Veneto e infine del Regno d'Italia, coprendo un arco cronologico che va dal 1422 al 1884. Accanto a questa vi è pure la raccolta di Avvisi, atti, notificazioni amministrative, circolari e proclami a stampa prodotti dai governi e amministrazioni della città di Lodi, che raccoglie, in 50 fascicoli, documentazione che va dal 1603 al 1854.

Recente acquisto è la collezione donata, nel 2010, dal giornalista e scrittore Mino Rossi. Appassionato studioso della figura della principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso, Rossi ha voluto cedere all'Archivio comunale copia della documentazione raccolta nel corso dei propri studi, oltre a diversi volumi dedicati alla figura della nobildonna. Nel complesso, la documentazione non dà vita ad un vero e proprio fondo archivistico: la maggior parte del materiale è in fotocopia, ma costituisce un buona fonte bibliografica per chi desideri approfondire la conoscenza del personaggio Belgioioso e del contesto storico in cui è vissuta.

Sono poi conservati alcuni piccoli fondi miscellanei, di varia consistenza e provenienza, tra questi: una busta contenente documentazione relativa al vescovo Giovanni Antonio Della Beretta (vescovo di Lodi dal 1785 al 1816); carteggio e altri documenti relativi a Gemello Villa e la raccolta di alcune poesie autografe di Filiberto Villani (deceduto nel 1709) e di Francesco de Lemene (1634 - 1704).