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Orti Selvagreca, le analisi confermano l'assenza di rischi

L'area degli orti di Selvagreca non è contaminata da amianto. E' questo il risultato degli accertamenti effettuati tramite prelievo di campioni e analisi di laboratorio, disposti di concerto tra Comune, Azienda Sanitaria Locale e Dipartimento di Lodi dell'Agenzia Regionale per la protezione dell'Ambiente, a seguito del ritrovamento a fine giugno presso alcuni dei 64 lotti di frammenti di cemento-amianto. Gli esiti delle analisi (illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Simone Uggetti, l'assessore all'ambiente Andrea Ferrari, il direttore generale dell'Asl, Fabi Russo, la direttrice sanitaria Maria Grazia Silvestri ed il responsabile del Servizio di Prevenzione Medica, Eugenio Ariano) attestano infatti una concentrazione di amianto nel terreno inferiore ad un millesimo della soglia stabilita dalla legge per sancire una condizione di contaminazione. Nel dettaglio, su un totale di 8 punti di campionamento (sette dei quali sottoposti a quattro differenti prelievi ed uno a due prelievi), in 6 casi è stata rilevata una concentrazione inferiore a 1 milligrammo per chilogrammo ed in due casi una concentrazione di un milligrammo per chilogrammo, rispetto ad una soglia di un grammo per chilogrammo. Contestualmente al prelievo di campioni da analizzare, presso 24 dei 64 lotti degli orti di Selvagreca sono inoltre stati effettuati scavi sino alla profondità di 50-60 centimetri per verificare l'eventuale presenza di ulteriori frammenti di cemento-amianto, ritrovandone un quantitativo in misura di circa l'1,5% di quello complessivamente rimosso tra il 2006 ed il 2007, quando l'area (dopo decenni di abbandono e degrado) era stata sottoposta a pulizia.
 
"Ragionevolmente - ha spiegato il dottor Ariano - si tratta di residui di quegli interventi, che avevano riguardato in particolare la rimozione delle coperture in eternit delle decine di baracche abusive realizzate nel corso degli anni. E' opportuno ribadire che la presenza, peraltro non cospicua, di frammenti di cemento-amianto nel terreno non comporta alcun rischio sotto il profilo della sicurezza alimentare e della salubrità degli ortaggi prodotti in loco. D'altra parte, pur essendoci mossi con particolare tempestività e adottando misure di intervento anche più scrupolose di quanto fosse strettamente necessario, non avevano soverchie preoccupazioni, tenuto conto della "storia" di quest'area, che non ha mai ospitato attività produttive o di deposito di materiali. E' per questo motivo che, a norma di legge, quando nel 2006 il Comune ne ha avviato la riqualificazione si è proceduto con una pulizia tramite rimozione di strutture abusive e rifiuti vari accumulati, e non con una bonifica propriamente detta, prevista solo in caso di precedente utilizzo come area produttiva, presumendo che ciò avesse potuto comportare qualche forma di contaminazione".
 
"Il nostro compito - ha sottolineato il direttore generale dell'Asl - è quello di tutelare la salute pubblica ed in questa circostanza, d'intesa con il Comune, l'esigenza era quella di accertare le reali condizioni dell'area ed informare la cittadinanza, a partire dagli assegnatari degli orti, sulla presenza di eventuali rischi. I dati acquisiti ci portano a negare questa eventualità ed a divulgare alla cittadinanza un messaggio motivatamente rassicurante. Cautela e senso di responsabilità avrebbero dovuto suggerire a quanti hanno pensato di strumentalizzare politicamente questa situazione di attendere gli esiti degli accertamenti, riconoscendone l'attendibilità di quanto affermato dalle autorità competenti: qualcuno ha invece scelto di sbilanciarsi anticipatamente, rasentando il procurato allarme. Tutte le operazioni effettuate sull'area si sono svolte in base a procedure rigorose e pienamente rispettose delle disposizioni di legge, da parte di imprese specializzate, con addetti di elevata professionalità".
 
"Per l'amministrazione comunale era importante andare a fondo nella questione - ha osservato il sindaco - innanzitutto per doveroso senso di responsabilità, quindi per non vanificare con sensazioni non suffragate da dati concreti un'opera di riqualificazione di un'area di 50.000 metri quadrati strappata al degrado che ha comportato in questi anni un considerevole impegno, economico ed organizzativo".
 
"Un segnale positivo di come la trasparenza e la puntualità delle informazioni fornite dal Comune abbiano contribuito a creare una corretta percezione di quanto stava accadendo - ha sottolineato l'assessore Ferrari - è costituito dal fatto che gli assegnatari degli orti non hanno rinunciato, nonché dall'elevato numero di richieste per gli orti ancora da assegnare (21 domande per i 12 lotti disponibili), presentate dopo la diffusione della notizia del ritrovamento dei frammenti di cemento-amianto".
 
(24-07-2013)
 

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Ultima Modifica: 25/05/2022