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Giorgio Albertazzi e Lucia Savignano aprono la stagione teatrale del Teatro alle Vigne

LA FORMA DELL'INCOMPIUTO: GIORGIO ALBERTAZZI E LUCIA SAVIGNANO APRONO LA STAGIONE 2008/2009 DEL TEATRO ALLE VIGNE

Giorgio Albertazzi e Lucia Savignano saranno i due grandi protagonisti dell'evento di apertura della stagione di prosa 200872009 del Teatro alle Vigne, interpreti di un lavoro diretto da André Ruth Shammah, in programma presso la sala di via Cavour martedì 21 ottobre. Uno spettacolo intitolato La forma dell'incompiuto, in cui vengono utilizzate le diverse discipline della comunicazione scenica per rappresentare le tensioni dell'arte contemporanea. Partendo dal tentativo di contagiare due linguaggi apparentemente distanti come il pensiero e la danza, quattro artisti hanno costruito per frammenti un terreno comune, dove l'esito offerto al pubblico è "finito senza essere compiuto", così come "la bellezza si rivela essere - secondo le parole di Giorgio Albertazzi - armonia delle imperfezioni". Lo spettacolo si articola in quattro movimenti.
Nel primo movimento, come le pagine di un quaderno di appunti portate via dal vento, sei danzatori, supportati dal sound director Nicola Tripaldi, vivono un'architettura interiore, spaziale e sonora, indefinita e imperfetta: un corpo in pezzi colto nel suo trasformarsi in movimento. Non una fine compiuta, ma solo la traccia incompleta del pensiero che si fa azione, accompagnata dalla Sinfonia n¬į8 Incompiuta di Schubert.
Nel secondo movimento gli spettatori incontrano Giorgio Albertazzi, che cerca di definire, attraverso una conferenza affascinante ed ispirata, la forma dell'incompiuto, accompagnato da sei solisti che danzano i suoi pensieri. Al concetto giapponese di ukiyoe, che tradotto suona come "mondo fluttuante", è legato il terzo movimento, dedicato a Luciana Savignano. Attraverso l'emersione di brani musicali di autori quali Murcof e Jacques Brel, la grande étoile introduce il senso inafferrabile dell'eleganza rituale, della corporeità teatrale ma legata ai sensi, il leggero fruscio di una vita al femminile, la sensibilità del vivere ogni istante sottratto al destino. A questo movimento Albertazzi contribuirà con dei frammenti che raccontano della sua infanzia e delle sue memorie teatrali.
(15-10-2008)