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Conversazioni d'Autore: ospite Loriano Macchiavelli

La fortunata rassegna di "Conversazioni d'autore" propone venerdì 8 febbraio alle ore 21.00 presso la Sala Rivolta l'incontro con uno dei giallisti più amati della letteratura contemporanea, Loriano Macchiavelli. Artista versatile e prolifico sotto molti ambiti, lo scrittore bolognese è autore anche di pièces teatrali (da cui ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti in ambito nazionale) e di racconti per ragazzi.
Le gesta e le imprese del detective Antonio Sarti, vero e proprio protagonista delle varie vicende, sono giunte fin oltreconfine, dato che i romanzi sono stati fin da subito tradotti in svariati Paesi europei e addirittura in Giappone e in molti Stati ex URSS. Sarti è un personaggio brillante che non fa fatica a penetrare nella mente dei lettori grazie alla sua vivace dialettica sociale e politica che instaura sempre con il suo assistente Rosas. Come avvenne per una delle pietre miliari della letteratura gialla, ossia Sherlock Holmes, Macchiavelli "sopprime" all'improvviso il suo investigatore di carta, salvo dover ritornare indietro a furor di popolo sui suoi passi.
Oltre al detective, un altro grande protagonista dei romanzi dell'autore settantottenne è la città di Bologna, che costantemente l'autore indaga e analizza minuziosamente e sapientemente addentrandosi nel suo tessuto sociale, in continua evoluzione e con molte luci e ombre, la più grande delle quali è rappresentata dall'attentato stragistico del 1980 alla stazione del capoluogo emiliano.
Ma come dice lo stesso autore in un'intervista del novembre scorso rilasciata al quotidiano Repubblica, "non voglio più indagare questa città, l'ho raccontata per una trentina di anni, e se insisto finisco per odiarla. Per me molte cose ora sono incomprensibili".
Detto, fatto. Nel suo nuovo romanzo che l'autore presenterà al pubblico lodigiano, L'ironia della scimmia, la protagonista sarà infatti L'Aquila, città paziente cui questo libro è dedicato, che nonostante il devastante terremoto conserva sempre il suo vigore e la sua tenacia.

Il romanzo si apre però ancora a Bologna: Marcella Carlotti, per gli amici Rasputin, è una scaltra e imprendibile ladra che mette a segno i suoi colpi a Bologna rubando vetture di lusso che poi usa per spostarsi da una parte all'altra dell'Italia. A indagare sul caso è l'instancabile Sarti, il quale sospetta di Rasputin da anni senza essere mai riuscito a incastrarla. Dopo continui colpi di scena e cambi di prospettiva, che catturano il lettore tenendolo fisso sulla pagina in un emozionante atto di lettura, Sarti è inevitabilmente coinvolto in una catena di misteri che si infittiscono sempre di più: perché i ladri hanno preferito rubare un quadro di un artista minore del Settecento, Francesco Malagoli, intitolato La scimmia che ride piuttosto che un ben più celebre dipinto di Guido Reni? Sarti sarà poi costretto a un doppio inseguimento mozzafiato tra le vie tortuose del parco del Gran Sasso e fra le macerie dell'Aquila.
Da sempre la penna di Loriano Macchiavelli tocca questioni scomode e scottanti della nostra storia: attentati, scandali politici, stragi di stato. Anche in questo suo romanzo, l'autore non risparmia le sue stoccate, criticando i devastanti effetti della malapolitica e la gestione dell'emergenza del terremoto dell'Aquila. La luce in fondo al tunnel c'è e deve essere la speranza per tutti, e Macchiavelli ne è ben consapevole: dopo il terremoto in Emilia del maggio scorso, commentò infatti: "Le due Torri hanno tremato tante volte nel corso dei secoli. Sono ancora là". E comunque laddove Giustizia e Verità non possono arrivare, ci arriva il Romanzo.

(01/02/2012)
 

 
immagine di copertina del libroimmagine dell'autore