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Giornata Mondiale di Lotta contro l'Aids

Sono stati 40 i nuovi casi di sieropositività al virus Hiv sin qui registrati nel corso del 2011 nel territorio dell'Azienda Sanitaria Locale, portando a 440 il totale dei pazienti seguiti (peraltro con una quota di non residenti nel Lodigiano) ed a circa 2.900.000 euro la spesa sostenuta dal servizio sanitario per le terapie con farmaci antiretrovirali (per una media di circa 7.000 euro a paziente). I dati sono stati illustrati oggi, nel corso della presentazione alla stampa delle iniziative promosse dall'Associazione Pierre-Lotta all'esclusione sociale (in collaborazione con il Comune di Lodi, l'Azienda Sanitaria Locale e le comunità terapeutiche del Lodigiano) in occasione della Giornata Mondiale di Lotta contro l'Aids, che verrà celebrata domani, giovedì 1 dicembre. A Lodi, come è ormai consuetudine, la circostanza vedrà lo svolgimento di uno spettacolo gratuito presso il Teatro alle Vigne (protagonista il cabarettista Luca Klobas, inizio ore 21.00), che sarà preceduto da un momento di sensibilizzazione su questa delicata tematica. A fronte di un notevole aumento delle aspettative di vita di quanti soffrono della sindrome da immunodeficienza acquisita e dei considerevoli progressi di protocolli terapeutici che richiedono sempre meno l'ospedalizzazione dei pazienti (passata da una media dell'80 per cento negli anni '90 all'attuale 10 per cento), l'analisi del fenomeno su base territoriale fa emergere una significativa variazione dell'età media dei nuovi casi, passata dai 35-40 anni a 50 anni, mentre fortunatamente nell'ultimo decennio nel Lodigiano nono stati registrati casi pediatrici. Anche nel contesto locale come a livello nazionale, tra i fattori di rischio di contagio la tossicodipendenza è ormai diventata marginale (5 per cento dei casi, negli anni '80 la quota era del 75 per cento) mentre assume sempre maggior rilevanza il contagio per via sessuale (79 per cento), con un sensibile incremento tra i soggetti eterosessuali senza altri fattori di rischio associati. Peraltro, anche nel territorio dell'Asl di Lodi l'incremento dei flussi migratori da Paesi ad alta endemia sta progressivamente aumentando la quota di soggetti stranieri affetti dalla malattia. In questo quadro, resta forte l'esigenza di promuovere iniziative di sensibilizzazione al rischio, che in passato hanno riguardato soprattutto nicchie di popolazione considerate maggiormente esposte (tossicodipendenti ed omosessuali), tra le quali si è opportunamente affermata la consuetudine di sottoporsi al test di sieropositività per giungere ad una diagnosi il più possibile precoce, sottoporsi tempestivamente a terapie che possono garantire tempi di sopravvivenza come detto sempre più lunghi ed evitare la diffusione del contagio; di contro, si rileva ancora un deficit di sensibilizzazione nei confronti in particolare dei soggetti eterosessuali a elevata promiscuità, alcuni dei quali si trovano affetti da Aids conclamata senza aver mai effettuato il test, talora in uno stato avanzato della malattia, quindi con sopravvivenze meno lunghe. Per questo motivo l'Asl e l'Azienda Ospedaliera stanno lavorando congiuntamente per l'implementazione di campagne di sensibilizzazione allo screening per Hiv, tramite il potenziamento dell'informazione alla popolazione sui rischi correlati alla patologia e le modalità di accesso ai test e al counseling, nonché con attivitò specifiche di formazione per medici di base e ospedalieri.
(30-11-2011)
 

 
luca koblas