1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Contenuto della pagina

Cavo Roggione, approvato il progetto del terzo lotto

In attesa del nuovo argine che l'Aipo (Agenzia Interregionale per il Fiume Po) realizzerà sulla sponda destra dell'Adda (nel tratto a monte del ponte sino all'incrocio con la strada provinciale per Montanaso Lombardo), il Comune prosegue nell'opera di sistemazione del Cavo Roggione, per risolvere il problema dei frequenti rigurgiti, che anche in caso di piogge non particolarmente abbondanti causano sensibili disagi.
Dopo due interventi realizzati nel 2009 (sul tratto del cavo nei pressi di via Vecchio Bersaglio e via dei Cavaloro, per una spesa di 100.000 euro) e nel 2010 (risalendo lungo via del Capanno, per un ulteriore costo di 250.000 euro) i lavori finalizzati a migliorare il deflusso delle acque e a potenziare la stabilit√† delle sponde interesseranno prossimamente il tratto pi√Ļ a monte del corso d'acqua, con terzo lotto da 150.000 euro (finanziato, come i precedenti, con un contributo della Regione Lombardia) di cui la giunta ha recentemente approvato il progetto preliminare.

Caratteristiche del Cavo Roggione

Il Cavo Roggione nasce in Comune di Montanaso Lombardo e termina in Comune di Lodi, dove sfocia nel fiume Adda. E' localizzato nella parte centro-settentrionale del territorio Lodigiano, ha andamento nord-est e un percorso che si estende in modo quasi parallelo al corso dell'Adda. Tramite una serie di diramazioni, irriga un esiguo comprensorio e contemporaneamente riceve e smaltisce le acque di colo e meteoriche di una parte del territorio industriale, residenziale ed in minor parte anche agricolo dei Comuni di Montanaso Lombardo e Lodi, oltre all'immissione delle rogge Gaetana e Gelata.
Presenta un alveo naturale in terra a sezione irregolare ed è ricoperto da fitta vegetazione arborea ed arbustiva, con presenza di depositi limosi e vegetativi (tronchi, alghe, rami), con giacitura sempre in trincea.

Il progetto

Il progetto del terzo lotto dei lavori di sistemazione (elaborato dall'ufficio tecnico del Comune di Lodi a seguito di uno studio di fattibilità effettuato dalla sede territoriale della Regione) prevede la demolizione delle superfettazioni presenti in fascia di rispetto, l'eliminazione dei depositi limosi e della vegetazione in alveo che ostacolano il libero deflusso per un tratto di circa 200 metri, il taglio delle piante instabili sulle rive, la costituzione delle piste di servizio per accedere al cavo per la realizzazione delle opere (che verranno mantenute per consentire le future operazioni di manutenzione), la stabilizzazione delle sponde mediante posa di scogliera su geostuoia e palificate per un tratto di circa 200 metri, la sistemazione ambientale con piantumazione di essenze arboree ed arbustive. Nel progetto sono state calcolate le portate di piena generate da una precipitazione intensa con tempo di ritorno 100 anni sul bacino del cavo Roggione, in corrispondenza della sezione di chiusura del corso d'acqua. Successivamente è stata effettuata la verifica idraulica, prevedendo di ricalibrare leggermente la sezione, che oggi presenta una base minore di 3,85 metri e una base maggiore di 7,40 metri, con una sezione con base minore di 4 metri e base maggiore di 8 metri, lasciando invariata l'altezza di 1,98 metri. La portata ottenuta è quella che il colatore può smaltire a sezione piena, ossia con il livello del pelo libero a piano campagna. Si è quindi provveduto a rieseguire la verifica idraulica, imponendo un franco di mezzo metro: per cui le dimensioni della sezione sono le medesime di quella reale, tranne l'altezza che è inferiore di 50 centimetri. Al termine dei lavori, il tratto del cavo su cui si interverrà sarà così in grado di smaltire una portata di 8,77 metri cubi al secondo, rispetto ad una portata massima in caso di precipitazioni di forte intensità stimata in 8,57 metri cubi al secondo, garantendo un franco di 50 centimetri fra il pelo libero e la quota di piano campagna.
Per determinare le dimensioni dei massi che verranno posizionati a protezione delle sponde (il diametro dei quali deve essere tale da garantire un coefficiente di sicurezza sufficientemente alto) è stata effettuata una approfondita verifica di stabilità della scogliera. A differenza del primo tratto del cavo interessato dai lavori eseguiti nel 2009, nel quale la ristrettezza degli spazi a disposizione aveva imposto una pendenza della scarpata da stabilizzare con il pietrame di 1,5 su 1, nel tratto in considerazione sarà possibile adottare una pendenza minore, ossia 1 su 1, il che consentirà di utilizzare pietrame di diametro inferiore, pari a 0,70 metri, con una pendenza della scogliera di 45 gradi. I lavori potranno eventualmente essere suddivisi in due fasi indipendenti, una da 100.000 euro a totale carico della Regione ed una da 50.000 euro a carico del Comune, per la formazione di due ponti alle estremità dell'asta del cavo Roggione ed il posizionamento di staccionate lungo la pista ciclopedonale realizzata in fregio al cavo stesso.

Aspetti geologici

Nella zona oggetto dell'intervento sono in genere presenti litotipi sabbioso-limosi, ghiaiososabbiosi ed argillosi, caratterizzati da una tessitura non costante e da estrema variabilità sia in senso verticale che orizzontale. L'esperienza conseguita in precedenti progettazioni di interventi su corsi d'acqua in terreni con caratteristiche meccaniche (coesione e angolo di attrito interno) assai simili, ha mostrato che in tali terreni le sponde dei cavi e dei colatori riprofilate con pendenze di 1 su 1, per la successiva posa in opera del pietrame, hanno raggiunto un sufficiente grado di stabilità. Pertanto per le scogliera è stata assunta tale pendenza con diametro dei massi di circa 0,7 metri.

Aspetti ambientali

Il Cavo Roggione è sottoposto a vincolo di legge, pertanto le opere da eseguire sul corso d'acqua sono soggette ad autorizzazione paesistica, che in questo caso sarà rilasciata dal Parco Adda Sud. Nel progetto è previsto che l'inserimento ambientale dell'intervento venga garantito dall'utilizzo di specifiche tecniche di ingegneria naturalistica, contribuendo alla risoluzione di situazioni di degrado ambientale esistenti, mediante, ad esempio, la rimozione della pseudo difesa spondale realizzata con traversine in calcestruzzo (tipo quelle utilizzate nelle linee ferroviarie) e sostituzione con difese realizzate secondo criteri maggiormente compatibili con il contesto ambientale. Inoltre verranno realizzate piantumazioni arboree ed arbustive nella maggior quantità possibile.
(19-08-2011)