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Lodi al Sole: giochi di fuoco e funambolo in Piazza

Non c'è invenzione umana più potente e versatile del fuoco. Un'invenzione/dono che ha rivoluzionato l'esistenza dell'uomo, come recita Eschilo all'inizio del secondo episodio del "Prometeo incatenato". La rivoluzione del fuoco ha acceso le notti, scaldato gli ambienti di vita, cotto, fuso, modellato. Ha generato mondi, da cui si sono generati altri universi caratterizzati dalla virtualità e dall'artificio, come insegnano le opere della distillazione e dell'alchimia. Ma, soprattutto, tra i benefici/dono del fuoco ve ne è uno, a dire il vero immateriale, ancor più prezioso: il fuoco ha infatti contribuito a creare la dimensione stessa dell'interiorità umana, con tutte le variabili note alla storia delle filosofie e delle religioni. Fuoco è anima, spirito, coscienza, mente. Così, quando il fuoco si converte in metafora d'interiorità il suo calore e la sua lucentezza generano inquietudine, nostalgia, desiderio, ricerca. Il volto dell'uomo si trasforma allora in sguardi che s'allargano, scrutano, si volgono al cielo, dove altre luci, altri fuochi, ne intensificano l'acutezza e l'ardore. Sulla linea tracciata dagli occhi, "solari come il sole" diceva Goethe, si crea allora tra terra e cielo, tra alto e basso, un camminamento immaginato e battuto nei millenni in molti modi. Dal verticalismo del fuoco che all'apice della fiamma si prolunga in volute di fumo, tanto care agli dei quanto più cariche di aromi sacrificali, breve è stato il passo all'immagine dell'axis mundi, dell'asse del mondo, reinterpretato nei diversi angoli del pianeta ora come liana discesa dal cielo, ora come scala paradisiaca o ancora come albero lungo le cui radici, il tronco e le ramificazioni si dispongono i mondi verso cui ascendere o diversamente discendere. Ispirata in particolare ad alcuni testi della grande tradizione dello sciamanesimo euro-asiatico e delle Upanisad induiste, nonché ad un immaginario ben noto nell'orfismo greco e nello gnosticismo tardo-antico, l'azione drammaturgica "Camminare nel cielo" (che verrà rappresentata sabato 23 luglio in piazza della Vittoria, dalle ore 21.30, nell'ambito della rassegna di eventi estivi "Lodi al Sole") ruota attorno al valore non solo spettacolare ma profondamente simbolico della camminata nel cielo, affrontata tra il selciato della piazza e la cella campanaria della Cattedrale dal filosofofunambolo Andrea Loreni, che il 5 giugno scorso ha raggiunto il record italiano di traversata sulla fune ad un'altezza di 90 metri, percorrendo la distanza che separa gli antichi castelli di Penna e Billi nel Riminese. L'azione teatrale è stata ideata da Giacomo Camuri e Giannetta Musitelli, del Laboratorio degli Archetipi, con la collaborazione di Andrea Butera per la coreografia, Federica Forleo, Sabrina Inzaghi, Luca Maccagni per gli oggetti di scena. A Marcello Chiarenza si deve la realizzazione di una lunga scala terminante con la figura di un orante. Insieme a Ines Ambrosini, Angela Belmondo, Lisa Vanetta per la danza, partecipano Silvia Gallani, Christopher Onwendimma, Veronica Vignati per l'animazione, sette bambini (Rawan Abushata, Naira Eldemiri, Alessandra Hory, Flogert Ibrahimi, Catalin Malec, Sorina Mihali, Silvia Prodan) e sei giovani (Zullermi Borges Delgado, Veronica Cervi, Irene Da Costa, Giorgio Ghizzoni, Mikail Peviani, Silvia Piantanida). Le musiche originali sono di Carlo Cialdo Capelli, voce narrante Marco Pepe.
 
(21-07-2011)