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Vidi acquam, ho visto l'acqua

Ogni giorno milioni di individui percorrono lunghi tragitti per attingere acqua: tragitti spesso impervi e faticosi, compiuti a piedi, per raccogliere acque che scarseggiano per avverse condizioni climatiche o che vengono un po' alla volta sottratte agli interessi di imponenti società multinazionali. Un bene prezioso, tanto da scatenare conflitti bellici e contese tra Stati: l'acqua, infatti, non è solo condizione di vita, ma anche matrice di cultura. Attorno a questo imprescindibile nesso di ecologia, biologia e storia umana si sviluppa l'azione drammaturgica dello spettacolo "Vidi acquam", che sin dal titolo, evocatore di un intenso canto gregoriano, vuole ripercorrere immagini e simboli tratti da un ricchissimo repertorio di tradizioni sorte tra i flussi, le correnti, i ristagni e i riflessi delle acque "di sopra" e "di sotto". Voluto dal Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo (MLFM) di Lodi, come iniziativa pubblica rivolta alla città nell'ambito del progetto "Mi chiamo Oro Blu", rivolto al mondo della scuola, lo spettacolo è stato ideato da Giacomo Camuri e Giannetta Musitelli del Laboratorio degli Archetipi (con la collaborazione di Andrea Butera per la coreografia, Federica Forleo, Sabrina Inzaghi e Luca Maccagni per gli oggetti di scena) e verrà rappresentato sabato 25 giugno (ore 21.00) in piazza della Vittoria, nell'ambito della rassegna Lodi al Sole.

Con il ritmo rituale di un viaggio che avanza tra memoria e utopia - l'acqua d'altra parte scorre da "un già" e si muove verso "un non ancora" - l'azione drammaturgica si dipana tra desertificazione e giardino, tra acque sorgive e acque di cielo, tra veleggiamenti lunari e ponti di luce. Con i giardini di ninfee dipinti da Monet e gli esili ponticelli che si inarcano nei paesaggi simbolici del Giappone, rivivono nella drammaturgia frammenti tratti dalle laminette orfiche, dai Salmi biblici, dai racconti evangelici del battesimo di Gesù e del suo incontro con la Samaritana, dai testi del taoismo, dalla Metafisica di Aristotele.
Con le parole forti di Davide Maria Turoldo che accompagnano l'inizio dello spettacolo, altre parole hanno concorso a nutrire l'ideazione dell'evento: D'Annunzio, Garcia Lorca, Dickinson, Piumini, Yang -ti, Bennis Mohammed. Tre uomini alla ricerca dell'acqua, come ogni giorno avviene per migliaia di persone sulla faccia della terra, in una landa riarsa dal sole e dal vento infuocato. Sete e allucinazioni si rincorrono sino all'estremo margine di un improvviso zampillo. Da una polla d'acqua fluiscono memorie e visioni. Memoria, la greca Mnemosyne, la madre delle Muse, è figura d'acqua. Una memoria danzante, allora, accompagna gli assetati tra frammenti di testimonianza. Musica e voce narrante ritmano giochi e coreografie di fiume, di pioggia, di giardini, di cieli riflessi, di ponti e di socialità rinnovata nel bene fondamentale, l'acqua di tutti.
Insieme a Chrstopher Onwendimma e Flavien Mensah Kouassi, partecipano Ines Ambrosini, Angela Delmonte, Michela Gemma, Lisa Vanetta, (danza), Yacobu Iozzo (acrobatica), Silvia Gallani, Andrea Prevosti, Veronica Vignati (animazione), otto bambini (Alessandra Hory, Catalin Malec, Ersi Qamili, Flogert Ibrahimi, Jacopo Ferrari, Naira Eldemiri, Silvia Prodan, Sorina Mihali) e otto giovani (Alessandro Serena, Edoardo Vignati, Francesco Gnasso, Giorgio Ghizzoni, Mikail Peviani, Sara Menardo, Veronica Cervi).
Le musiche originali di Carlo Cialdo Capelli, il canto di Carla Babelegoto e la voce narrante di Marco Pepe fanno da contrappunto alla coralità di un'azione in cui Albania, Egitto, India, Italia, Nigeria, Romania, Russia e Togo si incontrano.
Il MLFM da quarantacinque anni è impegnato nel distribuire acqua potabile ai più poveri tra i poveri. Dal 1983 è una ONG. Fa parte della Federazioni degli Organismi Cristiani per il Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV). Uno stand MLFM sarà presente in piazza per raccogliere fondi a favore dei propri progetti idrici in corso tra Africa ed Haiti.
(24-06-2011)
 

un uomo che schizza dell'acqua verso una ragazza