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Nuove tariffe del trasporto pubblico urbano

 

 
1,20 euro per la corsa singola; 10,85 per il carnet 10 viaggi; 7 per l'abbonamento 6 giorni; 8,10 per quello 7 giorni; 28,5 per l'abbonamento mensile (20 per studenti e 21 per ultrasessantacinquenni); 274 per quello annuale.

Sono queste le nuove tariffe per il servizio di trasporto pubblico urbano che entreranno in vigore a Lodi dall'1 febbraio, mentre dall'1 maggio potrebbe decorrere un ulteriore aumento del 10 per cento, vincolato al raggiungimento di alcuni standard di qualità che saranno determinati dalla Regione. La decisione è stata presa dalla giunta municipale in occasione dell'ultima seduta, svoltasi martedì 18 gennaio, in attuazione di una delibera di giunta regionale dello scorso 29 dicembre.
 
"Si tratta di variazioni certamente sensibili - commenta l'assessore comunale alla mobilità, Simone Uggetti - perché abbiamo dovuto calcolare gli aumenti sulla tariffa base indicata dalla Regione, che per la corsa singola era pari a 1,05 centesimi, e non sulla tariffa applicata dal Comune, che a Lodi era di 0,90 centesimi, dato che l'amministrazione ha cercato sin qui di non gravare di rincari l'utenza. Non è una scelta che facciamo a cuor leggero e soprattutto non è una scelta autonoma, ma è figlia dei vistosi tagli praticati dal governo alle Regioni con la manovra estiva sui conti pubblici. Per la Lombardia, i minori trasferimenti dallo Stato equivalgono ad una riduzione delle risorse destinate al trasporto pubblico pari a qualcosa come 58 milioni di euro; senz'altro meglio dei 199 milioni di euro inizialmente previsti, ma sufficienti a mettere in ginocchio il servizio, se non compensati. Le misure che la Regione ha disposto per coprire questi ammanchi sono essenzialmente due: una riduzione dei costi di produzione del servizio pari al 3 per cento (che nella delibera del Pirellone viene definito "recupero di efficienza", anche se non si capisce bene in cosa consista) ed un aumento delle tariffe del 20 per cento, articolato in due fasi, la prima appunto da febbraio, e la seconda da maggio".
 
Per poter praticare gli aumenti ("come se si trattasse di una opportunità da cogliere, anziché una mossa sgradita ed obbligata..." sottolinea Uggetti), la delibera regionale vincola le variazioni tariffarie all'attivazione di nuove tipologie di biglietto (denominate "Io viaggio in famiglia", "Io viaggio ovunque in Lombardia" e "Io viaggio Trenocittà"), che istituiscono alcune agevolazioni per gli spostamenti famigliari (minori di 14 anni a bordo gratis se accompagnati da parenti adulti) e l'integrazione tariffaria tra tutti i mezzi di trasporto pubblico regionali e tra servizio bus e servizio ferroviario, nonché al rispetto di alcuni standard qualitativi del servizio che saranno definiti con un successivo provvedimento.
 
"Nella delibera approvata dalla giunta martedì - precisa a questo proposito l'assessore - sono quindi state adottate tali misure; in caso contrario, gli enti locali inadempienti sarebbero esclusi "dai successivi piani di riparto di eventuali risorse aggiuntive destinate al trasporto pubblico locale". In pratica, è l'annuncio di altri tagli ai contributi, a meno che non si proceda ad aumentare le tariffe. In questi anni il Comune di Lodi è riuscito a conciliare i due obiettivi di congelare le tariffe e migliorare il servizio, con un significativo chilometraggio aggiuntivo rispetto a quello contribuito dalla Regione, perché lo sviluppo della città ha comportato l'evidente necessità di introdurre nuovi collegamenti e potenziare alcuni di quelli esistenti (per esempio la navetta gratuita parcheggio Massena/Centro Storico, l'istituzione della linea per il polo universitario, l'intensificazione del programma di corse per la zona degli insediamenti industriali, il nuovo servizio di bus a chiamata), ma a questo punto venendo sempre meno le risorse di fonte regionale la strada degli aumenti diventa dolorosamente obbligata".
 
Attualmente, il servizio di trasporto pubblico a Lodi sviluppa percorrenze annue per 513.000 chilometri, di cui 447.000 ammessi a contributo regionale. Rispetto ad un costo del servizio di 1.180.000 euro, la Regione trasferisce risorse annue per 672.000 euro, mentre ammontano a 465.000 euro i proventi dalla vendita di biglietti e abbonamenti; i restanti 43.000 euro di costi vengono coperti dal Comune, che inoltre si fa carico di spese per ulteriori 250.000 euro per finanziare i 66.000 chilometri di percorrenza annua non contribuiti dalla Regione. Rispetto a questo quadro, il taglio dell'8 per cento dei contributi regionali per il 2011 (7 per cento la riduzione prevista a danno delle Province per il trasporto extraurbano) provocherà un ammanco di 54.000 euro.
(20-01-2011)