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La Commissione Europea sull'inquinamento atmosferico

 
Senza un piano nazionale gli enti locali non possono fare nulla contri il PM10
 
"Dall'esame dei documenti presentati dalle competenti autorità italiane si ricava che senza misure nazionali, le sole misure regionali e locali non bastano".
E' questo il passaggio più significativo della decisione con cui lo scorso settembre la Commissione Europea ha negato all'Italia la possibilità di stabilire per alcune zone (tra cui quella di Lodi) una deroga all'obbligo di rispettare i limiti di inquinamento atmosferico stabiliti da una direttiva del 1999. Il documento, firmato dal commissario europeo all'ambiente Stavos Drimas, si pronuncia infatti sulla richiesta di deroga notificata dall'Italia nel gennaio del 2009, come risposta alla procedura di infrazione avviata dall'Unione Europea nei confronti del nostro Paese per il mancato rispetto, fin dal 2005, dei limiti di inquinamento atmosferico, ed in particolare del PM10 (le polveri sottili, di cui è consentito il superamento della soglia critica di 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all'anno ed una media annua di concentrazione di 40 microgrammi per metro cubo). Su un totale di 39 zone prese in considerazione, la Commissione Europea ha autorizzato la deroga (in pratica, la proroga al 2011 dei termini entro i quali rispettare i limiti di inquinamento) per 4 e l'ha invece negata per 18 (tra cui la zona di Lodi) relativamente al parametro del valore medio giornaliero e per 17 relativamente a entrambi i parametri (compreso quindi anche quello del valore limite annuale).
Per risolvere la situazione, e bloccare la procedura di infrazione (che altrimenti comporterebbe la condanna dell'Italia al pagamento di pesanti sanzioni in denaro), la Commissione Europea ritiene che sia indispensabile l'adozione di un piano nazionale di risanamento dell'aria, piano attualmente ancora in stesura, senza il quale "non è possibile, in base alle informazioni disponibili ed in assenza di un impegno formale a livello nazionale, stabilire con certezza se i valori limite saranno rispettati entro il 2011".
"E' la conferma di quanto sosteniamo da tempo - commenta l'assessore comunale all'ambiente, Simone Uggetti - E' impensabile che un problema grave e complesso come quello dell'inquinamento atmosferico venga affrontato solo a livello locale, dove è impossibile attuare misure strutturali che incidano concretamente e in modo duraturo. Anche il coordinamento da parte della Regione, che pure è indispensabile ma che negli ultimi tempi è sembrato venire meno, è insufficiente, perché l'area coinvolta dal fenomeno dello smog è ben più ampia della Lombardia e coinvolge con caratteristiche omogenee l'intero bacino della pianura padana".
"Gli enti locali, ed il Comune di Lodi in prima fila tra questi, continueranno a impegnarsi per contribuire con le proprie iniziative al processo di risanamento della qualità dell'aria - spiega il sindaco, Lorenzo Guerini - ma senza una forte regia nazionale, che imprima una reale svolta alle politiche dei trasporti, della riduzione dei consumi energetici e della diffusione delle fonti rinnovabili, le città ed i territori potranno ottenere solo risultati parziali. Restiamo quindi in attesa della definizione dell'annunciato piano nazionale per la qualità dell'aria, che non dovrà essere solo un escamotage per evitare le multe dell'Unione Europea, ma una efficace e convincente risposta ad un problema molto grave, che pregiudica la qualità della vita della popolazione di un'ampia parte del Paese, con devastanti conseguenze ambientali e sanitarie. Questi temi saranno al centro del confronto tra le città del Nord organizzato per iniziativa del sindaco di Torino e presidente nazionale dell'Anci, Sergio Chiamparino, in programma per il 19 febbraio a Milano, al quale Lodi ha già confermato la sua partecipazione".
(09.02.2010)