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AVVISO

LA MOSTRA PROROGA LA SUA APERTURA SINO A SABATO 29 APRILE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LE NOBEL PER LA PACE

per  LODI DI PACE - DAL 1454

TOPONOMASTICA FEMMINILE - MOSTRA "LE NOBEL PER LA PACE"
11 - 21 APRILE  2023 

Biblioteca Laudense 
Via Solferino, 72 
ORARI APERTURA DAL MARTEDÌ AL SABATO DALLE 9.30 ALLE 18.00 


Se si dà uno sguardo all’elenco dei premi Nobel che dal 1901 vengono assegnati nei vari campi del sapere, sembra che questo prestigioso premio sia stato un fatto riservato per lo più agli uomini. Per comprenderne realmente la portata, si pensi che solo il 4% del totale dei premi è giunto alle donne.
Nonostante la vocazione al sapere sia una condizione universale, constatiamo che il divario tra generi in questi anni non ha riguardato soltanto il lavoro o la condizione sociale, ma anche la cultura e la conoscenza, senza risparmiare l’ambito premio.

Il numero di donne che ha ricevuto il Nobel, inoltre, scende se si considerano le discipline scientifiche: Donna Strickland, Nobel per la Fisica nel 2018, ha interrotto una serie esclusivamente maschile che durava da cinquantaquattro anni.

Quali sono le cause di tanta disparità? “Discriminazione sociale e professionale”, per rispondere con le parole della biofisica Rosalyn Yalow, Nobel per la Medicina nel 1977. Toponomastica femminile vuole far conoscere queste donne eccezionali che hanno superato, non senza difficoltà e discriminazioni, le barriere degli stereotipi e dei pregiudizi. Si tratta di donne che si sono distinte in letteratura, che hanno contribuito alla salvaguardia dell’ambiente, proposto un’economia sostenibile, agito per la pace e cambiato il mondo.

Raccogliendo il messaggio di Malala Yousafzai, la più giovane delle Nobel, insignita a diciassette anni per la pace e per il diritto all’istruzione – Se una ragazza può cambiare il mondo, cosa possono fare 130 milioni di ragazze? – Toponomastica femminile vuole incoraggiare le giovani ad alimentare le loro ambizioni e a credere nelle proprie capacità. 

TOPONOMASTICA FEMMINILE

Il gruppo è nato nel 2012 e si occupa di promuovere la toponomastica femminile e la visibilità delle donne nello spazio e nel linguaggio. Nel 2014 si è costituito in associazione, ha un suo sito www.toponomasticafemminile.com e dal 2019 una testata giornalistica settimanale www.vitaminevaganti.com

Il progetto Toponomastica femminile (Tf) nasce con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società. Il gruppo di ricerca, formato da oltre trecento associate/i e diecimila simpatizzanti fb, pubblica articoli e dati su ogni singolo territorio e sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne.

Dal censimento toponomastico nazionale condotto dal gruppo, risulta infatti che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%.

Dalla constatazione di questo gap sono partite le tante iniziative rivolte sia alla scuola, sia all’intera cittadinanza, attraverso concorsi e corsi di formazione, mostre fotografiche e documentarie, convegni e conferenze, performance e salotti letterari, itinerari turistici in ottica di genere e pubblicazioni.

L’associazione 
Tf fa parte della Rete per la Parità e dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio e la promozione delle iniziative educative e formative del MIUR sui temi della parità tra i sessi e della prevenzione alla violenza; collabora e stipula convenzioni con atenei, centri studi, istituzioni, associazioni, gruppi di ricerca, testate giornalistiche; è presente nelle commissioni toponomastiche di alcune grandi città italiane e ha esteso la sua azione in ambiti internazionali, ricevendo attenzione dai media europei ed extraeuropei e riconoscimenti dalle istituzioni comunitarie.
L’associazione cura pubblicazioni cartacee e online: dagli Atti dei convegni (Sulle vie della parità, 2013; Strade maestre, 2015; Lavoratrici in piazza, 2017: On the road, 2019), alle Guide di genere (Albano Laziale, 2015; Pistoia, 2017; Valdinievole, 2018), dalle opere di consultazione (Le Mille. I primati delle donne, 2016) ai libri per l’infanzia (Una strada per Rita, 2017). Ultimi nati (2020) sono il volumetto illustrato L’abbecedario degli stereotipi di genere e l’e-book Le madri fondatrici dell’Europa.

IN COLLABORAZIONE CON