1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Contenuto della pagina

Bilancio 2017, intervista de "Il Cittadino" al Commissario

Riportiamo di seguito il testo dell'intervista al Commissario Straordinario del Comune di Lodi, Mariano Savastano, pubblicata sull'edizione di sabato 8 aprile 2017 de "Il Cittadino", che ringraziamo per la gentile concessione.

Cresce il prelievo dai contribuenti, mentre la spesa va in “cura dimagrante”: i conti di Palazzo Broletto hanno problemi? È la prima domanda che abbiamo rivolto al commissario prefettizio del comune di Lodi, Mariano Savastano.

«Sotto il profilo strutturale non ci sono problemi per i conti, i fondamentali di bilancio del comune sono solidi: bassa incidenza del personale sulla spesa corrente, indebitamento sotto controllo, costi di funzionamento contenuti».

Le scelte annunciate sembrano però dimostrare che ci sia bisogno di aggiustamenti.

«Quando lo scorso novembre, dopo l’assestamento definitivo del bilancio 2016, abbiamo iniziato a impostare quello del 2017, il quadro non presentava particolari criticità».

Poi cosa è successo?

«Sviluppando le verifiche abbiamo rilevato una forte riduzione delle entrate, in particolare circa 2 milioni in meno di accertamenti tributari, che rappresentano poste straordinarie, per loro natura non ripetibili ogni anno in identica misura. Peraltro, ciò non significa che il contrasto all’evasione fiscale non proseguirà, tanto è vero che per il 2017 abbiamo previsto il recupero a questo titolo di circa un milione di euro».

Ci sono altri fattori problematici?

«L’aumento di oneri legati a meccanismi di finanza degli enti locali imposti dalla legge: la copertura dei crediti di dubbia esigibilità deve salire dal 55% al 70%, con maggiori accantonamenti per circa 600.000 euro, a cui si aggiungono 90.000 euro di incremento del fondo svalutazione della tassa rifiuti, che però è compensato, così come per altri costi interni legati al servizio, da un pari aumento della Tari».

Nessuna nuova spesa?

«A parte i costi per le elezioni (a totale carico del Comune), abbiamo ritenuto indispensabile investire risorse nel personale, perché a seguito di numerosi pensionamenti ci sono settori in forte sofferenza (in particolare Polizia Locale, anagrafe, servizi finanziari e tributi), in un Comune già pesantemente sottodotato: gli addetti in servizio sono 250 rispetto ad una pianta organica di 330, già ridotta dai 350 dell’anno scorso. Nei limiti consentiti (ad oggi una assunzione ogni quattro uscite), abbiamo quindi previsto degli inserimenti, con un piano di assunzioni necessario per garantire servizi efficienti e alleviare l’affanno con cui gli uffici riescono ad assolvere i numerosi adempimenti e rispettare le scadenze».

Tra minori entrate e maggiori spese, qual era dunque la situazione di partenza?

«Si trattava di compensare una differenza di circa 6 milioni di euro tra le previsioni iniziali degli stanziamenti fatte dai vari settori sulla base delle spese del 2016 e l’obbiettivo fissato per il 2017. Alla fine, questa differenza è stata ridotta a circa 4 milioni di euro: la spesa corrente del Comune a preventivo 2017 sarà di circa 42 milioni rispetto ai circa 46 milioni del definitivo 2016, raggiungendo l’obbiettivo del pareggio».

Come ci siete riusciti?

«Intervenendo sia sulle entrate per individuare nuove o maggiori risorse (per esempio i dividendi Astem e gli introiti da tariffe dei servizi), che sulle uscite, ridimensionando alcuni capitoli».

Con la logica dei tagli lineari?

«No, al contrario, applicando un criterio in parte proporzionale al “peso” economico di ogni settore ed in parte al significato “sociale” delle varie funzioni, che sono tutte importanti ma non tutte uguali».

A proposito di sociale, è stato paventato lo smantellamento del welfare locale.

«Ho sempre sostenuto, e lo confermo, che Lodi ha un sistema di welfare davvero efficace e che si distingue per qualità e quantità delle prestazioni: questo impianto non viene toccato. Perciò, eviterei drammatizzazioni. Era necessario un parziale riequilibrio della copertura dei costi e la ridefinizione del budget del settore è stata elaborata in stretta sinergia ed in pieno accordo con il dirigente, la dottoressa Sabrina Massazza».

Sta facendo molto discutere l’aumento della tassa rifiuti, anche perché è diffusa la sensazione di un servizio non all'altezza.

«La raccolta differenziata è cresciuta molto e in prospettiva ciò dovrebbe favorire una riduzione dei costi. C’è un problema di abbandoni che va contrastato in modo sempre più rigoroso ma riguarda l’inciviltà di alcuni, non le modalità del servizio: basti pensare agli ingombranti lasciati in giro quando invece basterebbe prenotare il ritiro gratuito a domicilio. L’aumento della tassa, pari a circa il 4%, è necessario per coprire, in base alla legge, i costi interni del Comune, che forse in passato sono stati sottostimati».

Mense, scuolabus, assistenza domiciliare: aumentano anche le tariffe di importanti servizi, che fanno parte della quotidianità di migliaia di persone e famiglie.

«Servizi importanti e aggiungo di ottima qualità, ma che devono avere una ragionevole sostenibilità economica: sono prestazioni a domanda, non funzioni obbligatorie, ed i costi non possono gravare in misura preponderante sul Comune. Per fare un esempio: il “trasporto sociale”, che ha un valore indiscutibile, costava al Comune 100 e incassava 5 dalla compartecipazione degli utenti».

In definitiva, come definirebbe questo bilancio?

«Doverosamente prudente, impostato sui principi giuridici generali di veridicità, attendibilità, correttezza, comprensibilità e congruità. È il frutto di un grande lavoro di squadra, condiviso con tutti i dirigenti, ai quali vanno i miei ringraziamenti: mi sono reso conto della complessità e della difficoltà di approntare una manovra di bilancio, senza lasciare nulla di intentato per azionare ogni leva disponibile. Con la consapevolezza che si tratta di un quadro sempre dinamico nel corso dell’esercizio e che una rigorosa azione amministrativa ­ a cui peraltro siamo stati richiamati anche dal collegio dei revisori, per intensificare il recupero di crediti da tributi e canoni attivi ­ potrà rendere disponibili nuove risorse».

(10.04.2017)