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Inquinamento: il PM10 resta sotto i livelli di attenzione

"A Milano si parla già di un nuovo blocco in programma per domenica 7 febbraio, perché dopo l'abbassamento di questi giorni dovuto principalmente alla nevicata e in subordine al divieto di circolazione, i dati sul Pm10 stanno ricominciando a salire.
A Lodi la situazione non √® differente, ma in questa occasione pi√Ļ che mai √® necessario che venga ripristinato un forte ruolo di coordinamento da parte della Regione: non √® giusto, e non √® neppure utile, che una decisione cos√¨ delicata venga lasciata solo alle scelte dei singoli Comuni".
Lo dichiara il sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, commentando l'evoluzione del quadro dell'inquinamento atmosferico in città a due giorni dal blocco del traffico di domenica 31 gennaio.
"I dati - ricorda l'assessore comunale all'ambiente, Simone Uggetti - dicono che si √® verificata una riduzione delle concentrazione di polveri sottili: la centralina in zona Albarola ha registrato domenica una media di 38 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 68 rilevati sabato; luned√¨ c'√® stato un aumento a quota 45, per il momento ancora inferiore al limite della soglia di attenzione, pari a 50 microgrammi per metro cubo. Il riscontro pi√Ļ atteso era per√≤ quello della centralina di viale Vignati, collocata in un'area a maggior densit√† di traffico veicolare, che sabato (nonostante la pur lieve nevicata della notte precedente) aveva fornito un dato molto elevato, pari a 110 microgrammi per metri cubo.
Purtroppo, né domenica né lunedì è stato possibile "leggere" i dati registrati dalla centralina, a causa di un inconveniente tecnico, che l'Agenzia Regionale per l'Ambiente ha risolto in giornata. Domani potremo quindi avere ulteriori informazioni su cui avviare una riflessione".
"In ogni caso - prosegue il sindaco - è indispensabile che il problema venga affrontato con una regia su scala regionale.
Negli ultimi anni i Comuni capoluogo (tra cui Lodi con particolare impegno) e le Province si sono battuti per ottenere dalla Regione la ridefinizione delle cosiddette "aree critiche", con l'inclusione dei circondari delle città e l'affermazione del principio in base al quale provvedimenti di urgenza come il blocco del traffico devono essere disposti, quando ritenuti necessari, per tutte le aree simultaneamente.
Addirittura, personalmente ritengo che l'intero territorio della Lombardia dovrebbe essere classificato "area critica", per quanto il problema dell'inquinamento è diffuso e "cronico", con davvero poche eccezioni. Comunque, la collaborazione con la Regione è stata sin qui concreta e positiva, ma in quest'ultima occasione la Regione stessa è venuta meno al suo ruolo, smentendo quanto di buono era stato fatto in precedenza. Il fenomeno dello smog non può essere affrontato in modo così frammentario da risultare contraddittorio.
Nei prossimi giorni continueremo pertanto a monitorare la situazione, senza smettere di sollecitare un intervento degli enti sovraterritoriali: non per imporre provvedimenti e sgravare i Comuni dalle loro responsabilità, ma per favorire il coinvolgimento di tutti nella ricerca di soluzioni concrete".