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Fiume Adda, tavolo tecnico sul rischio idraulico

Si è tenuta questa mattina presso la sala “Marco Magrini” di Palazzo Broletto una riunione tecnica per la verifica dei dispositivi di intervento previsti dal Piano di Emergenza Comunale in caso di significative piene del fiume Adda.
All’incontro, coordinato dal Commissario Prefettizio, Mariano Savastano, hanno partecipato il dirigente del settore tecnico ingegner Giovanni Ligi (coadiuvato da due funzionari del settore), il Comandante della Polizia Locale, Angelo Di Legge, il direttore generale del Consorzio di Bonifica Muzza Bassa Lodigiana, ingegner Ettore Fanfani, l’ingegner Carmela Sturiale (dirigente Ster, sede territoriale di Lodi della Regione Lombardia) ed il responsabile del Nucleo di Protezione Civile Comunale, Alberto Panzera.

"Il coordinamento delle funzioni e la precisa individuazione e attribuzione di competenze e responsabilità sono i presupposti fondamentali dell’efficacia degli interventi di Protezione Civile - sottolinea il Commissario - Nella consapevolezza di ciò, approssimandosi la stagione climatica in cui, a causa delle precipitazioni di pioggia solitamente abbondanti, si possono configurare rischi idrogeologici, ho ritenuto indispensabile promuovere un confronto tra tutti i soggetti che a vario profilo sono coinvolti nella gestione del sistema di prevenzione, monitoraggio e gestione di eventuali situazioni critiche legate a esondazioni dell’Adda. L’incontro di oggi ha quindi consentito di verificare la corretta programmazione e organizzazione delle attività previste nel Piano di Emergenza Comunale, predisposto nel 2011, anche con l’intento di attualizzarle al nuovo scenario determinato dalla realizzazione a cura dell’Aipo delle opere di potenziamento delle difese spondali in riva destra a monte del ponte Napoleone Bonaparte".

A tale proposito, il collaudo del nuovo argine è in programma per il 20 ottobre, con l’effettuazione delle prove di installazione delle barriere mobili che, in caso di piene di particolare entità, verranno utilizzate per il tamponamento dei varchi che in condizioni di normale livello idrico consentono l’accesso alle sponde.Le operazioni comporteranno la chiusura al transito veicolare di via Mattei e del tratto di via X Maggio compreso tra via Mattei e via Defendente Lodi, nonché il divieto di sosta in Piarda Ferrari.

"A seguito di questo passaggio - spiega il Commissario, che assisterà al collaudo - verrà redatto un manuale d’uso, con precisa indicazione delle modalità di installazione e della programmazione dei tempi necessari; sulla base delle indicazioni del manuale saranno quindi organizzate le specifiche attività di formazione per gli operatori (personale specializzato coadiuvato dai volontari di Protezione Civile) che in futuro saranno chiamati a gestire questa importante funzione, a garanzia di un utilizzo corretto delle paratie, di una puntuale manutenzione delle barriere e degli appositi alloggiamenti in cui sono custodite e del rispetto dei tempi di mobilitazione in fase di emergenza. Tutti questi fondamentali aspetti verranno definiti in un confronto tra Comune, Regione e Aipo".

Una volta completato il collaudo delle nuove difese, sarà possibile aprire al transito il percorso rialzato che costeggia il muro dell’argine, il cui allestimento sarà integrato nelle prossime settimane da apposita segnaletica.

"Le nuove difese in sponda destra a monte del ponte - ricorda il Commissario - sono l’ultimo tassello fondamentale del mosaico di opere pianificate da Comune e Regione a seguito della grave piena del novembre 2002. L’assetto attuale del tratto urbano dell’Adda è infatti idoneo a contenere eventi di carattere eccezionale come quello di 14 anni fa, in occasione del quale venne raggiunto il picco storico del livello delle acque (più 3,41 metri sopra lo zero idrometrico), con tempi di ritorno statistici calcolati in 200 anni. Nell’incontro di oggi è stato segnalato che rispetto alle previsioni del piano deve essere ancora realizzato un breve tratto di arginatura in sponda sinistra a valle del ponte, la cui mancanza tuttavia non incide sull’efficacia attuale del sistema. E’ invece concreta l’esigenza di predisporre l’automazione del sistema di chiuse del cavo Roggione, funzionale a evitare fenomeni di rigurgito al punto di immissione del cavo in Adda: a questo proposito, l’ingegner Sturiale ha informato che Aipo è in procinto di assegnare l’incarico per la realizzazione dei collegamenti alla linea elettrica e successivamente potranno quindi essere installate le pompe idrovore, spostando al Roggione quelle attualmente in uso alle chiuse delle rogge Gaetana e Gelata, che in precedenza risultavano essenziali per preservare dai fenomeni di rigurgito la zona Pratello ma ora, con il nuovo argine e la nuova chiavica del Roggione, non sono più necessarie".

Gli effetti positivi del nuovo argine sulla capacità di tenuta complessiva del sistema di difese spondali dell’Adda saranno inoltre integrati nei modelli di previsione su cui si basano le indicazioni di intervento contenute nella scheda “rischio idraulico” del Piano di Emergenza Comunale:

"Il documento vigente - sottolinea il Commissario - è infatti impostato su uno scenario ante lavori, che deve essere aggiornato alla luce dei considerevoli miglioramenti che nel frattempo si sono verificati".

(05-10-2016)
 

foto del tavolo tecnico