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Lotta all'inquinamento atmosferico: tutte le novità

Il sistema di videosorveglianza già esistente in città e composto da 34 postazioni installate in vari punti dell'area urbana (tra i quali le principali intersezioni con la viabilità extraurbana) potrebbe essere utilizzato per controllare il rispetto del divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti, che come ogni anno scatterà il 15 ottobre e si protrarrà sino al prossimo 15 aprile. A prospettare questa eventualità è l'assessore comunale all'ambiente, Andrea Ferrari, che ieri ha partecipato a Milano all'incontro di presentazione del Piano Regionale di Interventi per la qualità dell'Aria (Pria).
 
"Le misure di limitazione alla circolazione dei mezzi più vetusti, che quindi producono maggior inquinamento atmosferico, sono utili, ma verificare concretamente che questo obbligo venga ottemperato è molto difficile, perché è impossibile garantire fisicamente un presidio delle strade costante e capillare che consenta di individuare e sanzionare i veicoli che infrangono il divieto - sottolinea Ferrari - Il ricorso a questo scopo al sistema di videosorveglianza potrebbe rappresentare una soluzione efficace: alcune delle telecamere installate in città sono già predisposte in modo specifico al controllo delle targhe ed il sistema potrebbe essere adeguato a questa funzione nel suo complesso. Dalla lettura della targa si potrebbe passare in via telematica alla consultazione dei relativi dati di immatricolazione, verificando se il mezzo in questione rientra nelle categorie soggette a divieto. L'ultimo passaggio di questa procedura dovrebbe poi prevedere l'attivazione del meccanismo sanzionatorio, come già avviene, per esempio, per gli ingressi abusivi nella Zona a Traffico Limitato, che vengono appunto rilevati tramite telecamera. Approfondiremo gli aspetti tecnici e normativi della questione e se ci saranno tutti i presupposti necessari sperimenteremo questa metodologia".
 
Più in generale, l'incontro di ieri a Milano è stato l'occasione per fare il punto della situazione sullo stato dell'inquinamento atmosferico in Lombardia e sulle misure programmate dalla Regione per contrastare il fenomeno:
 
"Intanto, dal punto di vista del metodo, l'elaborazione di un piano organico e articolato su più fronti di intervento è un aspetto positivo, così come la presentazione dei contenuti del piano all'intera platea dei soggetti istituzionali e privati interessati alla questione - osserva l'assessore - Sappiamo che la Lombardia è la regione italiana che per concentrazione di attività produttive, urbanizzazioni residenziali e sviluppo della rete stradale registra le maggiori emissioni di sostanze inquinanti, la cui dispersione è ostacolata in alcune zone (in particolare il bacino della pianura padana) dalla conformazione geografica e dalla scarsa ventilazione. Le soluzioni al problema devono quindi essere di tipo strutturale e devono coinvolgere aree sempre più vaste: a questo proposito, il piano regionale prevede entro il 2016 l'estensione delle zone di applicazione dei divieti per i mezzi più inquinanti ad altri 361 Comuni oltre ai 209 attualmente interessati (anche se tra questi nuovi Comuni non ce ne sarà nessuno lodigiano), per un parco mezzi che passerà da 517.000 a 774.000 veicoli; per l'inverno 2015-2016 è poi programmata l'inclusione tra le categorie soggette a divieto dei diesel Euro 3. Il traffico veicolare è però solo uno dei fattori di inquinamento atmosferico, e neppure il principale per quanto riguarda per esempio il Pm10, ruolo che spetta invece al riscaldamento, con il 49% del totale rispetto al 29% delle caldaie".
 
Con una provocazione, nell'incontro di ieri è stato detto che per consentire alla Lombardia di rispettare i limiti di inquinamento, bisognerebbe "spegnere" mezza regione - aggiunge Ferrari - E' ovvio che la soluzione non può essere questa: bisogna invece intervenire sull'ammodernamento del parco mezzi, sul potenziamento del trasporto pubblico come alternativa che sia davvero efficace e conveniente rispetto al trasporto privato, sulla conversione a metano degli impianti di riscaldamento, sullo sviluppo del teleriscaldamento, sul miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, includendo in questo piano di azione anche settori sui quali normalmente non si concentra l'attenzione e che invece non sono marginali, come la forte produzione di ammoniaca in agricoltura, che si trasforma in un veicolo per la formazione di Pm10, ed il consumo di biomasse a basso rendimento e senza dispositivi di abbattimento dei fumi".

Dal 15 ottobre al 15 aprile blocco dei veicoli inquinanti

Scatterà martedì 15 ottobre e si protrarrà sino al 15 aprile 2014 il blocco della circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti disposto dalla Regione Lombardia per gli agglomerati urbani di Milano, Brescia e Bergamo e per i capoluoghi di Provincia della bassa pianura padana (Lodi, Pavia, Cremona e Mantova), unitamente ai Comuni delle rispettive cinture (per Lodi si tratta di Boffalora d'Adda, Cornegliano Laudense, Corte Palasio, Lodi Vecchio, Montanaso Lombardo, San Martino in Strada e Tavazzano con Villavesco). Le limitazioni alla circolazione, finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera ed al miglioramento della qualità dell'aria, saranno in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 07.30 alle 19.30, per i seguenti mezzi:

  • autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive (veicoli detti "Euro 0 benzina")
  • autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, o 96/1/CEE, riga B, oppure omologati ai sensi delle direttive da 94/12/CEE a 96/69/CE ovvero 98/77/CE (veicoli detti "Euro 0, Euro 1, Euro 2 diesel")

Il fermo si applica su tutti i tratti stradali ricadenti all'interno delle zone interessate dal provvedimento, comprese le strade provinciali e statali, ad esclusione delle autostrade, delle strade di interesse regionale, dei tratti di collegamento tra queste e le autostrade, degli svincoli delle stesse e dei tratti di collegamento ai parcheggi posti in corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici o delle stazioni ferroviarie; in riferimento a quest'ultimo aspetto, a Lodi sarò consentito raggiungere i parcheggi di attestamento ed interscambio di via Grandi (piazzale centro commerciale), piazzale degli Sport (località Faustina) e via Massena (parcheggio Ospedale Maggiore), i primi due connessi con la tangenziale sud ed il terzo con la tangenziale est.
Ha invece carattere permanente il blocco della circolazione per i motoveicoli e i ciclomotori a due tempi di classe Euro 0, in tutte le zone del territorio regionale, così come quello degli autobus M3 adibiti al servizio di trasporto pubblico locale di classe Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel, se privi di filtro antiparticolato. Le disposizioni regionali prevedono inoltre per tutto il territorio lombardo nel periodo dal 15 ottobre al 15 aprile l'obbligo di spegnimento dei motori degli autobus nella fase di stazionamento ai capolinea e dei motori dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico.
 
Sempre nel periodo dal 15 ottobre al 15 aprile, nell'ambito delle misure per la riduzione dell'inquinamento atmosferico è fatto divieto di utilizzo di apparecchi obsoleti utilizzati per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa (camini e stufe con rendimento inferiore al 63 per cento) nei Comuni sotto i 300 metri sopra il livello del mare, nonché divieto permanente di utilizzare olio combustibile per gli impianti di riscaldamento civile aventi una potenza installata inferiore a 10 megawatt in tutta la Regione Lombardia, divieto di combustione all'aperto in ambito agricolo e di cantiere e divieto di climatizzare locali a servizio dell'abitazione in edifici destinati a residenza (box, cantine, depositi, scale).
 
(11-10-2013)