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Rilievi della Corte dei Conti

Nell'ambito delle ordinarie verifiche sui bilanci consuntivi degli enti locali, la sezione di controllo della Corte dei Conti della Lombardia ha effettuato alcuni rilievi al Comune di Lodi, relativi ad operazioni effettuate nel 2008 e nel 2010 ai fini di rispettare gli obiettivi di saldo del Patto di Stabilità. Tali rilievi, formulati nel corso di un'adunanza tenutasi il 5 luglio 2012, sono stati esposti in una deliberazione depositata il 18 aprile 2013 (nel corso della gestione commissariale a cui il Comune di Lodi è stato sottoposto dal 20 gennaio all'11 giugno di quest'anno), trasmessa via fax al Comune in data 23 aprile, in cui si segnalavano due profili di irregolarità: 1) violazione del Patto di Stabilità per l'anno 2010 e mancata applicazione delle sanzioni conseguenti a detta violazione; 2) mancato raggiungimento dell'equilibrio finanziario dell'ente locale per iscrizione di residui attivi di dubbia escussione verso Astem Spa.

1)
Il primo profilo di presunta irregolarità si riferisce alla vendita nel 2010 da parte del Comune ad Astem Spa (società controllata al 98%) dell'Azienda Farmacie Comunali Spa (che il Comune deteneva al 100%): secondo la Corte dei Conti, il prestito bancario accesso da Astem per pagare le farmacie e la relativa fidejussione costituita dal Comune a favore di Astem a garanzia del prestito avrebbero aumentato l'indebitamento complessivo del Comune e della partecipata, pertanto nella sostanza sarebbero stati elusi gli obiettivi del Patto di Stabilità, benché formalmente raggiunti.


2) Il secondo profilo riguarda invece l'iscrizione dal 2008 tra i residui attivi del bilancio comunale degli importi che Astem deve al Comune per pagare alcuni beni immobiliari acquistati dallo stesso: secondo la Corte dei Conti questi residui attivi sono di dubbia esigibilità, perché legati alla vendita di questi beni da parte di Astem, in una fase di recessione del mercato immobiliare, per cui non potendo far conto su queste risorse ne risulterebbe pregiudicato l'equilibrio dei bilanci degli anni successivi al 2008.

Con la citata deliberazione, la Corte dei Conti invitava l'amministrazione comunale a correggere il prospetto dimostrativo del raggiungimento dei vincoli del Patto di Stabilità per l'anno 2010 e ad adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della deliberazione, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio ai sensi dell'articolo 148 bis del Testo Unico di legge sugli Enti Locali.

Ai rilievi formulati dalla Corte dei Conti, la gestione commissariale del Comune ha dato riscontro con un provvedimento del Commissario Straordinario, pubblicato l'11 giugno, in cui vengono riportate una serie di considerazioni ed osservazioni per rispondere puntualmente ai dubbi sollevati: questi passaggi sono avvenuti secondo le procedure previste, nell'ambito di un rapporto di collaborazione tra la sezione di controllo della Corte 
dei Conti, cosa ben distinta e differente da un procedimento della Procura della Corte stessa. 

Contenuti delle considerazioni del Commissario

1) Quanto alle Farmacie, innanzitutto il Commissario ha ricordato che all'epoca (2010) la vendita rispondeva ad una prescrizione di legge, che imponeva ai Comuni con popolazione tra 30.000 e 50.000 abitanti di ridurre ad una sola le partecipazioni societarie: l'operazione era quindi dovuta, per rispettare un obbligo di legge. In seguito, il termine entro il quale assolvere tale obbligo è stato poi posticipato al 31 dicembre 2013 ed il Comune si sta muovendo verso quell'obiettivo, come dimostrato dall'atto di indirizzo sul riassetto di Astem come holding di tutte le partecipazioni comunali adottato dalla gestione commissariale. Nel frattempo, tenuto anche conto della liberalizzazione del settore farmacie, Astem ha commissionato ad una società specializzata la valutazione di Farmacie Spa, ai fini di una eventuale vendita, in alternativa all'ipotesi iniziale di fusione in Astem per incorporazione. Intanto, Farmacie Spa garantisce ad Astem Spa un significativo apporto di risorse, sia in termini di liquidità (con un fatturato annuo di circa 6 milioni di euro) che di capitali disponibili (180.000 euro di utile nel 2011 e 286.000 nel 2012). Per quanto riguarda l'indebitamento della società, il Commissario ha segnalato alla Corte dei Conti che il prestito bancario acceso da Astem è stato nel frattempo trasformato in un mutuo ipotecario garantito dai beni patrimoniali che Astem aveva acquisito dal Comune; ciò, ha consentito al Comune di estinguere la fidejussione da 6.500.000 euro che era stata costituita a garanzia del prestito concesso ad Astem. Pertanto, se le farmacie verranno vendute, Astem reperirà le risorse per estinguere il mutuo; in caso contrario, gli utili di esercizio delle farmacie sosterranno gli oneri per il rimborso del mutuo. L'effettivo positivo di queste operazioni sull'indebitamento complessivo di Comune e Astem è poi dimostrato dalla considerevole diminuzione dello stock di debiti del Comune, che dal 2009 al 2012 è calato da 25,5 milioni di euro a 15,8 milioni di euro, grazie all'estinzione anticipata di decine di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, finanziata proprio con i proventi delle vendite di immobili comunali ad Astem. Questo aspetto è particolarmente importante, perché il Comune di Lodi era già in precedenza tra i capoluoghi di Provincia italiani con il più basso indebitamento, sia in termini pro capite che in rapporto ai limiti stabiliti dalla normativa (che consente di indebitarsi per un importo sino al 150% delle entrate correnti, mentre il Comune di Lodi è sensibilmente sotto il 50%: vale a dire che il Comune "sfrutta" meno di un terzo della sua effettiva capacità di indebitamento). Inoltre, grazie a questi interventi, nel 2012 il Comune di Lodi registrava un dato di incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti del 3,4%, contro un limite che per l'anno scorso la legge stabiliva 
nella misura dell'8%; in base a stime in proiezione, nel 2013 questo dato scenderà ulteriormente al 2,6%, contro un limite di legge che nel frattempo si è abbassato al 6% e che nel 2014 sarà del 4%. In pratica, Lodi ha raggiunto con due anni di anticipo l'obiettivo fissato dalla legge per il 2014. A questo proposito, occorre segnalare che la disciplina dell'indebitamento degli enti locali potrebbe a breve cambiare, in senso meno restrittivo, alla luce di un emendamento presentato al decreto legge 76/2013 (cosiddetto decreto "Iva e lavoro"), che modificando le indicazioni dell'articola 204 del Testo Unico sugli Enti Locali prevede per il 2013 l'aumento del limite dal 6 all'8% per cento, per poi passare nel 2014 al 6%, in luogo del 4% inizialmente indicato. In ogni caso, il Comune di Lodi è già dall'anno scorso nelle condizioni di rispettare con abbondante anticipo anche i limiti più severi. Sottolineo inoltre che non avendo avuto bisogno di accedere alle anticipazioni di liquidità da parte della Cassa Depositi e Prestiti per saldare le spettanze delle imprese, il Comune di Lodi potrà mantenere il fondo svalutazione crediti nella misura del 25% dei residui attivi del primo e terzo titolo delle entrate di bilancio, mentre i numerosi Comuni che hanno dovuto ricorrere a tali anticipazioni dovranno aumentare il fondo al 50%. Tornando ai rilievi della Corte dei Conti sulla vendita delle Farmacie ad Astem, nelle controdeduzioni del Commissario Straordinario si sottolinea come l'ipotesi che l'operazione abbia configurato una manovra elusiva del Patto di Stabilità non si pone minimamente, dato che una circolare interpretativa del febbraio 2012 del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha definitivamente chiarito che la vendita di beni da un ente locale ad una società partecipata è legittima e consentita ai fini del rispetto del Patto, purché tale vendita sia effettivamente conclusa con il passaggio dei beni in questione, come nel caso del Comune di Lodi è ampiamente dimostrato.

2) In merito alla questione dell'esigibilità dei residui attivi e del mantenimento degli equilibri di bilancio, il Commissario ha fatto rilevare alla Corte dei Conti che gli importi in questione sono sempre stati mandati ad avanzo, impegnandoli tra le uscite dei bilanci solo nell'esatta misura in cui sono stati effettivamente riscossi, proprio per principio di cautela. Il mantenimento degli equilibri di bilancio tra entrate accertate e spese impegnate è quindi sempre stato dimostrato in modo inequivocabile, Per formalizzare questo principio, sempre rispettato nella prassi dei bilanci dal 2008 ad oggi, con una delibera il Commissario ha apposto un vincolo esplicito all'applicazione delle quote di avanzo relative a questi residui attivi, subordinandola alla effettiva riscossione, vincolo che è stato approvato anche dai revisori dei conti del Comune. Infine, la Corte dei Conti aveva rilevato anche la mancata riscossione di utili Astem per circa 3,3 milioni di euro ed il mancato versamento da parte di Astem di quasi 1 milione di euro a titolo di ricavi da Tosap e tassa per pubblicità e affissioni, che Astem Spa gestisce per conto del Comune. A questo proposito, il Commissario ha fatto osservare che gli utili di Astem sono sempre stati versati entro i termini stabiliti dal Codice Civile (5 anni dall'esercizio in cui gli utili sono maturati) e che i ricavi da Tosap etc. sono sempre stati versati nei termini stabiliti dal contratto di servizio tra Comune e Astem.

L'amministrazione comunale in carica condivide pienamente le osservazioni formulate dal Commissario Straordinario in riscontro ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti e le fa proprie, ritenendo che siano idonee a motivare inequivocabilmente la correttezza degli atti assunti ed il conseguente rispetto del Patto del Stabilità, nonché il mantenimento degli equilibri di bilancio. La procedura avviata dalla Corte dei Conti con la trasmissione lo scorso 23 aprile della sua deliberazione si concluderà con il deposito e la notifica del pronunciamento definitivo, a seguito dell'esame della osservazioni inviate dal Commissario Straordinario: a tale proposito, risulta informalmente a questa amministrazione che la Corte dei Conti abbia già affrontato la questione in una adunanza tenutasi all'inizio di luglio, ma non è dato sapere entro quali termini verrà depositata e notificata la relativa deliberazione. Sarà premura dell'amministrazione informare tempestivamente il consiglio comunale, nonché la cittadinanza, non appena ciò avverrà. Nell'ipotesi di un definitivo pronunciamento negativo (che allo stato degli elementi portati all'attenzione della Corte dei Conti l'amministrazione comunale non considera si possa realizzare), il meccanismo del Patto di Stabilità per l'anno 2010 prevedeva quali sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di saldo la riduzione per l'anno successivo a quello di inadempienza (pertanto, il 2011) del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo, in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico predeterminato e comunque per un importo non superiore al 3 per cento delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo; in caso di incapienza dei predetti fondi, gli enti locali sono tenuti a versare all'entrata del bilancio dello Stato le somme residue. 

(26.07.2013)