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Edilizia Popolare: definito il quadro dei progetti

Il Comune di Lodi parteciperà con un contributo di 850.000 euro al finanziamento dell'intervento di edilizia economica e popolare che l'Aler realizzerà in via Leonardo Da Vinci e promuoverà un progetto di "social housing" per la riqualificazione di un'ala dell'ex istituto per sordomuti di via Fé. La decisione è stata presa dalla giunta municipale nella seduta di mercoledì 23 febbraio, accogliendo una proposta in tal senso avanzata dall'Aler.
Lo scorso settembre, Comune e Aler avevano infatti presentato alla Regione Lombardia i progetti relativi a via Da Vinci e via Fè, chiedendone l'inserimento nell'Accordo di Programma per il Piano Nazionale di Edilizia Abitativa. Entrambe le iniziative erano state approvate, con l'assegnazione di un contributo di 850.000 euro al Comune e di 1.000.000 di euro ad Aler.

"Nel caso di Aler, tuttavia, tali risorse sarebbero state insufficienti a permettere la realizzazione del progetto - spiega l'assessore comunale alle opere pubbliche ed al patrimonio, Enrico Brunetti - che complessivamente comporta un costo di circa 7.700.000 euro, comprensivo del valore dell'area, di proprietà dell'azienda, che ha quindi pensato di chiedere la compartecipazione del Comune all'intervento, devolvendo a tale scopo gli 850.000 euro ottenuti per la riqualificazione di via Fé. Con questo apporto di risorse, a cui si aggiunge l'esenzione decisa dal Comune a favore di Aler dal pagamento degli oneri di urbanizzazione (pari a 404.000 euro), il piano finanziario del progetto (che si avvarrà di un autofinanziamento Aler di 4.400.000 euro, di cui 1.500.000 euro quale reimpiego dei proventi di un piano di alienazioni) ha trovato così un giusto equilibrio. In cambio della compartecipazione, il Comune otterrà la proprietà di 7 dei 12 alloggi a canone sociale che verranno realizzati in via Da Vinci".
 
Rispetto alla versione iniziale del progetto, che prevedeva la realizzazione di 44 alloggi a canone sociale, il mix abitativo del nuovo complesso residenziale che sorgerà in via Da Vinci è stato infatti così midificato: 12 alloggi a canone sociale (di cui 7 verranno ceduti al Comune), 16 alloggi a canone moderato, 6 alloggi di edilizia convenzionata che verranno messi in vendita, 10 alloggi che verranno assegnati con patto di futura vendita, oltre a 22 posti auto coperti.
 
"Il Comune - precisa l'assessore Brunetti - non rinuncia comunque alla riqualificazione dell'unica ala dismessa dell'ex istituto per sordomuti di via Fé, per la quale verrà promosso un progetto di "social housing" sul modello di quello realizzato nel 2009 in collaborazione con la Cooperativa DarCasa, che ha portato alla realizzazione di 6 alloggi tramite la ristrutturazione di un edificio di proprietà comunale in zona Marescalca. Il progetto verrà sviluppato coinvolgendo una cooperativa sociale".
 
"Negli ultimi 5 anni - ricorda il sindaco, Lorenzo Guerini - il settore dell'edilizia sociale ha beneficiato di un forte impulso in città, con la realizzazione del Piano di Edilizia Economica e Popolare dell'ex Camolina di via Lodi Vecchio (34 alloggi a canone sociale a cura di Comune e Aler e 17 abitazioni di edilizia convenzionata realizzate da una cooperativa su terreno assegnato), di quello di via Marchi (dove è in corso la costruzione di altri 17 alloggi a cura del Comune) e del Piano Integrato di Intervento della Secondina (45 alloggi a cura di Aler). Questi interventi hanno contribuito a fornire una risposta concreta al fabbisogno di abitazioni a canone moderato, che attualmente vede circa 500 famiglie in lista di attesa per l'assegnazione di un alloggio, a fronte di una disponibilità complessiva che ammonta a 796 abitazioni tra proprietà comunali e dell'Aler, con un tasso di rotazione medio di 30 abitazioni all'anno (appartamenti di risulta che si rendono disponibili per decesso, trasferimento o perdita dei requisiti degli inquilini)".
 
"L'intervento dell'Aler in via Da Vinci e quello che il Comune promuoverà in via Fé - sottolinea l'assessore Brunetti - assumono grande significato anche in termini di riqualificazione delle rispettive aree urbane. Nel primo caso, si tratta di cogliere l'occasione di questo nuovo progetto per proseguire l'opera di miglioramento degli assetti e della dotazione di infrastrutture di una zona che ha caratteristiche peculiari, nella circoscrizione con il maggior numero di abitanti della città (circa 12.000 su una popolazione complessiva di 44.000) e con la maggior densità di insediamenti di edilizia popolare (316 alloggi, oltre ai 200 riscattati dagli inquilini a seguito del piano vendite varato dal Comune nel 2002). Inoltre, l'intesa tra Comune e Aler prevede di avviare un confronto per condividere la fattibilità urbanistica, amministrativa e tecnico-finanziaria di una iniziativa finalizzata alla riqualificazione e alla valorizzazione dell'esistente complesso di edilizia residenziale pubblica di viale Pavia e con esso dell'intero quartiere San Fereolo. E' infatti indubbio che la cosiddetta "muraglia" richieda un radicale intervento, non solo di tipo manutentivo, ma che renda la sua presenza maggiormente coerente al tessuto circostante e ne favorisca la riqualificazione urbanistica, edilizia e di identità sociale. Per quanto riguarda invece via Fé, oltre a completare il recupero del complesso dell'ex Istituto Sordomuti, ristrutturando l'ala rimasta sino ad ora inutilizzata, l'intervento consentirà di sistemare anche le aree esterne, con la realizzazione di spazi verdi e parcheggi".
 
Intervento in via Da Vinci
La proposta progettuale del nuovo intervento in via Da Vinci (elaborata dall'architetto Enrica Premoli) tiene conto per orientamento e morfologia dell'edificio della presenza nelle immediate vicinanze di altri due insediamenti di edilizia residenziale pubblica, realizzati alla fine degli anni '70. La nuova costruzione avrà una tipologia a linea, con altezza di 5 piani fuori terra, e verrà posizionato tra gli edifici esistenti, lungo il confine sud-est dell'area. Al piano terra è prevista la realizzazione di 44 locali cantine e dei locali tecnici (contatori, centrale termica, deposito). La tipologia degli alloggi prevede la realizzazione di 4 monolocali di 39 metri quadrati, 4 bilocali da 45 metri quadrati e due tipologie di trilocali, la prima di 32 alloggi da 62 metri quadrati, l'altra di 4 alloggi da 60 metri quadrati. Per quanto riguarda l'abbattimento delle barriere architettoniche, verranno realizzati 5 alloggi trilocali accessibili. L'utilizzo di materiali facilmente reperibili sul mercato locale, il ricorso a sistemi a secco per la costruzione degli alloggi, la valorizzazione del contesto e dell'ambiente circostante, la modularità e la bio-sostenibilità dei componenti, fanno si che il progetto rappresenti un esempio di edificazione a basso impatto ambientale, ad alto risparmio energetico e a basso costo.
 
Ristrutturazione edificio di via Fé
Il progetto preliminare per la ristrutturazione di un'ala dell'edificio di via Fé che un tempo ospitava l'ex Istituto Sordomuti prevede la realizzazione di 8 alloggi a canone sociale. Di proprietà sino al 1992 dell'ex Ipab (ed in affitto al Comune dall'inizio degli anni '60, dopo la cessazione alla fine degli anni '50 della sua originaria funzione), l'edificio fu sottoposto ad una ristrutturazione nella prima metà degli anni '90, da cui fu esclusa l'ala oggetto dell'intervento ora programmato dall'amministrazione. Questa porzione dell'immobile, che risale ai primi dell'800, ha al suo interno anche una cappella, un tempo chiesa della frazione San Gualtero. La ristrutturazione (per la quale sarà necessario ottenere il parere favorevole della Soprintendenza) prevede anche l'abbattimento delle barriere architettoniche, la sistemazione del cortile a prato verde e parcheggi, la realizzazione di una nuova recinzione in muratura a chiusura del complesso e l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.
(25-02-2011)