1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Contenuto della pagina

Alessandro Bergonzoni ospite di Comportamenti Umani

 
Che accade quando alla logica dell'argomentazione si sostituisce la "carta vetrata" della fantasia e dell'immaginazione? Quando a un violoncello si sostituisce un "violoncielo", uno strumento per suonare tra le nuvole, e a una danza del ventre "una danza del mentre"? Accade quando, a parlare di comportamenti umani, c'è sul palco Alessandro Bergonzoni, funambolo della parola, campione del non senso, uno che fa ridere (e non è un comico), uno che recita (e non è un attore), e che venerdì 7 maggio (ore 21.00, piazza San Francesco: in caso di maltempo l'evento si terrà presso il Teatro alle Vigne) sarà protagonista di una serata all'insegna del dialogo spiazzante, impegnato in un incontro conversazione con Marco Ostoni, giornalista de il Cittadino, nell'ambito del festival Comportamenti Umani.

Alessandro Bergonzoni
nasce a Bologna nel 1958. A 24 anni dopo l'Accademia Antoniana e la laurea in giurisprudenza, inizia la collaborazione artistica con Claudio Calabrò, da quel momento regista-supervisore di tutta la sua attività fino a Madornale 33, debuttando in teatro nel doppio ruolo a lui congeniale di attore-autore con Scemeggiata (1982), a cui faranno seguito Chi cabaret fa per tre (1983) e La regina del Nautilus (1984). Già in questi primi spettacoli Bergonzoni sviluppa i temi comici che diventeranno fondamentali nei suoi successivi lavori: il rifiuto del reale come riferimento artistico, "l'esplorazione" linguistica e l'assurdo come mondo comico da esplorare a tutto campo. Il 1985 oltre al debutto de La saliera e l'ape Piera, vede Bergonzoni impegnato con le sue prime esperienze radio-televisive. Ma è con Non è morto nè Flic nè Floc (1987) che ad Alessandro Bergonzoni arrivano i primi riconoscimenti sia da parte della critica (menzione speciale del premio I.D.I. 1988) che da parte del grande pubblico. Tra il 1988 e il 1989 Bergonzoni, oltre ad intensificare le sue partecipazioni a programmi radio-televisivi, comincia la ricerca di un continuo confronto sui temi della comicità, da lui sentita come prodotto artistico primario e fondamentale, avviando una serie di incontri-seminari, che ancora oggi continuano, con studenti universitari (Architettura a Firenze, Lettere a Cosenza, Napoli, Milano, Genova, Pavia, Bologna, Roma) e liceali. In questi anni consolida il suo ruolo d'autore comico curando tutte le settimane sulle pagine di La Repubblica, edizione Emilia-Romagna, una rubrica dal titolo Il s'abato di Alessandro Bergonzoni e collaborando inoltre con varie testate (Tic, La Dolce Vita, Accaparrante-Mensile dell'handicap, Corriere della Sera). Nell'autunno del 1989 A. Mondadori pubblica il suo primo libro, Le balene restino sedute, vincitore nel giugno 1990 della Palma D'Oro di Bordighera come miglior libro comico dell'anno e anticipatore, sotto molti aspetti, del fenomeno editoriale degli autori comici, esploso in questi anni. E' proprio da queste pagine che, nel novembre 1989, prende vita l'omonimo recital-lettura che Bergonzoni porterà in tourneè con successo per oltre due anni. Lo spettacolo è stato anche registrato nel 1992 per la stagione teatrale di Tele+1, sempre con la regia televisiva di Claudio Calabrò. L'aprile del 1991 segna l'inizio della collaborazione di Bergonzoni con Radio 2 per la quale scrive e realizza tre serie di trasmissioni quotidiane (alla fine realizzerà più di 140 episodi di tre minuti l'uno): Zitta, che si sente tutto (1991), Il vento ha un bel nasino (1992) e Missione sguazzino (1993). Nello stesso anno scrive Il Canto del Giallo, sei racconti "gialli" per il settimanale Panorama, e alcuni articoli per 7, supplemento del Corriere della Sera.
Nel febbraio 1992 debutta Anghingò, altro capitolo della sua continua ricerca all'interno del cosmo comico, che contiene un segno narrativo decisamente diverso dai precedenti spettacoli; comincia infatti ad apparire una sorta di trama esplosa in mille frammenti che ricomposti, a volte, danno forma ad una vera e propria storia. Sempre in questo anno collabora con vari giornali, (Max, Comix, Corriere della Sera). Nel novembre A. Mondadori pubblica il suo secondo libro E' già mercoledì e io no che ottiene immediatamente un grande successo.
In questo periodo vince con Il vento ha un bel nasino il premio della critica radiotelevisiva per la migliore trasmissione radiofonica dell'anno nel settore comico. Per il Natale del 1992 su invito delle Messaggerie, Bergonzoni insieme a Mauro Bellei, architetto bolognese che ha curato le scenografie di alcuni suoi spettacoli, prepara Motivi di soddisfazione accampati nel deserto, un libro progetto a tiratura limitata composto da 21 incipit di altrettanti romanzi immaginari e da 16 copertine. Nel 1993 intensifica le collaborazioni con alcune riviste letterarie (Panta, Il Racconto, Storie). Nel 1994 conclude la tournée di Anghingò debuttando con La cucina del frattempo, spettacolo nel quale il tentativo di piegare una doppia narrazione estremamente stringata si unisce ad una rappresentazione molto più viscerale ed a tutto campo. Il 1995 vede l'uscita per Garzanti del suo terzo libro Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni, dove per la prima volta si cimenta con la struttura del romanzo. Nel 1996 vince sia il premio Saint Vincent che il Gradara Ludens per la ricerca svolta nell'ambito del comico e comincia una collaborazione fissa con il mensile Carnet; nella primavera dello stesso anno il Premio Candoni gli commissiona un atto unico, che intitolerà Chi ha ucciso il maiale, da presentare all'interno della sezione nuova drammaturgia. Questo testo assieme all'inedito Ambetrè comporrà poi lo spettacolo Al Bergo Bergonzoni allestito dalla compagnia torinese Assemblea Teatro. Sempre nel 1996 debutta nel ruolo di sceneggiatore-attore nel suo primo cortometraggio Piccola Mattanza, diretto da Claudio Calabrò, che viene presentato al Torino Filmfestival. All'inizio del 1997 debutta il suo nuovo spettacolo teatrale Zius. E sarà proprio con questo lavoro che la ricerca verso una narrazione lineare troverà un vero punto di partenza: Jean, Jeanjean e Jean per Jean saranno infatti i protagonisti di una storia narrata dall'inizio alla fine.
Nel dicembre dello stesso anno esce, per la Ubulibri, Silences - Il teatro di Alessandro Bergonzoni, la raccolta dei sei testi teatrali che accontano i suoi quindici anni di attività. A marzo del 1998, viene invitato dall'Istituto di Cultura Italiana di Parigi a presentare, nell'ambito della rassegna SoloItaliano, una sintesi delle sue opere teatrali. L'appuntamento registra, tra tutti quelli previsti, la massima affluenza di pubblico. Proprio da qui la decisione di far tradurre Zius in francese. Nella stagione teatrale 1998/99 prosegue la tournée italiana di Zius. Nell'aprile 1999 Mario Moretti prepara al Teatro dell'Orologio di Roma uno spettacolo antologico su Bergonzoni dal titolo Lunendoli, mentre il nuovo libro Opplero - Storia di un salto - edito da Garzanti e presentato al Salone di Torino - è in distribuzione dal maggio 1999. Sempre in quest'anno inizia una collaborazione con la testata del GR RAI con la nota giornalistica chiamata L'epitalamo e in novembre debutta al Teatro Due di Parma con Madornale 33. Ed è proprio raccontando la storia di Fufyo e della sua ricerca delle 33 verità assolute che Bergonzoni si avvia a chiudere il ciclo artistico che l'ha portato ad interessarsi ad una narrazione teatrale sempre più unitaria e precisa. Il 2000 lo vede intensificare le partecipazioni radiofoniche su Radio Rai (Fahrenheit, Ho perso il trend e Caterpillar) e cominciare una strettissima collaborazione con la Casa dei Risvegli - Luca De Nigris. Per questa associazione che si occupa del risveglio dal coma e della successiva riabilitazione cura insieme a Riccardo Rodolfi gli spot cinematografici/televisivi e la campagna stampa diventandone anche il testimonial. Da questa collaborazione nasce nell'ottobre 2001 oma reading messo in scena all'Arena del Sole di Bologna insieme ad Alessandro Baricco, Pino Cacucci e Gabriele Romagnoli, avvenimento che, visto l'interesse suscitato, porterà anche al Festival della Letteratura di Mantova nel 2002, questa volta insieme a Simona Vinci, Ugo Riccarelli e Gabriele Romagnoli. Nel 2001 interpreta la parte del direttore del circo nel Pinocchio di Roberto Benigni. Nel 2002 accetta l'invito di Tele+ per l'ideazione e la realizzazione di un programma televisivo su Tele+bianco intitolato Carta bianca: una intera serata da programmare senza alcun limite affidata di volta in volta ad autori quali Alessandro Baricco, Emilio Tadini, Marco Paolini e Alessandro Bergonzoni. Nel dicembre 2002 termina dopo tre anni la tournè di Madornale 33 che diventerà il suo spettacolo più replicato. Nel 2003 mentre scrive la sceneggiatura del suo primo lungometraggio, continua la serie di incontri con il pubblico nelle università, biblioteche, scuole che lo porterà anche a Modena al Festival della Filosofia dove terrà una esplosiva lezione dal titolo Per tutta la durata della parola vita.
All'inizio del 2004 Renzo Sicco per Assemblea Teatro adatta per il palcoscenico il suo libro Opplero-Storia di un salto facendolo diventare uno spettacolo dal titolo Grili, cicalle ed altri erorri. Nella primavera insieme a Riccardo Rodolfi prepara il nuovo spettacolo decidendo di dargli una gestazione creativa pubblica e optando per delle anteprime-laboratorio replicate in diverse parti d'Italia; ed è così che nasce in primavera Predisporsi al micidiale parte prima: l'inaudito, percorso necessario per arrivare al debutto nell'ottobre del 2004 del definitivo Predisporsi al micidiale col quale vince il Premio dell'Associazione Nazionale dei Critici di teatro. Il 7 settembre 2005 esce per Bompiani il nuovo libro Non ardo dal desiderio di diventare uomo finchè posso essere anche donna bambino animale o cosa, che viene presentato con un "rave book" al Festivaletteratura di Mantova e nello stesso anno espone per la prima volta una sua opera pittorica al Museo Archeologico di Aosta e a dicembre partecipa al film di Mimmo Paladino Quijote presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2006 espone un'altra opera alla Certosa di Padula. Nel maggio del 2007 partecipa al progetto per le due porte di ingresso del Museo d'arte moderna di Bologna in occasione della mostra Vertigo.
A novembre dello stesso anno debutta al Teatro Duse di Bologna il suo nuovo lavoro teatrale dal titolo NEL. Il 22 febbraio 2008 a Napoli inaugura la sua prima personale d'arte.
(05-05-2010)


Alessandro Bergonzoni