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DAL 3 AL 6 NOVEMBRE - EX CHIESA DELL'ANGELO - INGRESSO GRATUITO

GIOVED
Ì 3 E VENERDÌ 4 DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 20.30
SABATO 5 DALLE 15.00 ALLE ORE 22.00
DOMENICA 6 DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00 E DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 18.30

 
 

 
 
 

Associazione Teatrale FavolaFolle e Cooperativa Lule Onlus presentano WORKERS, l'installazione multimediale interattiva sul tema dello sfruttamento lavorativo.

WORKERS fa seguito a NoBody, installazione teatrale sul tema della tratta di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale che ha visitato, dal 2018, 16 tra comuni e capoluoghi di provincia lombardi tra i quali Lodi, ed è stata visitata da circa 4000 spettatori.

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto sovra provinciale Mettiamo le Ali â€“ Dall’emersione all’integrazione” finanziato dal Dipartimento per le Pari OpportunitĂ  per la realizzazione di programmi di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore di vittime di tratta e grave sfruttamento, che ha visto la CittĂ  di Lodi tra i comuni maggiormente coinvolti.

ll progetto si propone di favorire la sensibilizzazione sul tema attraverso l’esperienza diretta che il pubblico compie all’interno dell’installazione, mostra su un piano concreto ed esperienziale cosa si cela dietro a una tematica del tutto nascosta ai nostri occhi.

 
 

I CONTENUTI DI WORKERS

Workers è un’installazione multimediale interattiva composta da 10 stazioni ognuna delle quali costituisce un quadro/aspetto del fenomeno della tratta ai fini dello sfruttamento lavorativo. Ognuna di queste stazioni è contemporaneamente autonoma e messa in relazione con le altre.
Il risultato finale è un’opera d’arte relazionale in cui il pubblico interagisce con l’installazione per modificarne o crearne il contenuto. É possibile infatti, per il pubblico, sviluppare un approccio attivo che consente ai contenuti del progetto di passare dal creatore al fruitore in modo esperienziale e non mediato dalla presenza di un attore guida.
Le stazioni offrono la possibilità di sviluppare diversi approcci che permettono di donare al pubblico un’esperienza completa dei temi trattati, con la possibilità di inserire i propri contenuti che saranno registrati e rimessi in circolo come a comporre un’opera relazionale in cui l’artista e il fruitore compongono insieme il contenuto dell’opera.

L’INSTALLAZIONE E I LINGUAGGI

L’installazione completa, con l’attivazione di tutte le stazioni, ha una durata di 50 minuti. Il pubblico entra in uno spazio fatto di elementi inanimati, dove la presenza umana esiste solo come ologramma, come ombra, come contorno indistinto all’interno di macchine e meccanismi che producono e generano altri elementi inanimati.

Video mapping
Audio experience
Ologrammi e realtĂ  aumentata
Schermi e pannelli capacitivi
Sculture relazionali
automazione e meccanizzazione degli audio, delle immagini, delle luci e delle azioni

Tali linguaggi sono stati scelti a partire dall’analisi del tema. Così come lo sfruttamento lavorativo porta l’essere umano ad alienarsi e a “farsi macchina”, così l’installazione è composta da automi e macchine che rendano percepibile la devastazione fisica e psicologica a cui sono sottoposte le vittime di tratta ai fini allo sfruttamento lavorativo.

Amplificare gli aspetti disumanizzanti dello sfruttamento lavorativo è la chiave per evidenziare la sostanziale differenza che sussiste tra il lavoro, per quanto duro, e qualcosa che si può definire schiavitÚ.