20.06.06 Per i concerti "incorte" di Lodi al Sole le musiche dell'epoca napoleonica

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PER I CONCERTI INCORTE DI LODI AL SOLE
LE MUSICHE DELL’EPOCA NAPOLEONICA
INTERPRETATE DA MARCO BATTAGLIA
CON LA CHITARRA DI GIUSEPPE MAZZINI

Un grande interprete di fama internazionale, un repertorio “curioso” che risale all’epoca di Napoleone Bonaparte e un pezzo pregiato di liuteria, appartenuto a Giuseppe Mazzini: sono questi gli “ingredienti” dello straordinario appuntamento di venerdì 23 gennaio (ore 21.00, cortile dell’Archivio Storico di via Fissiraga, ingresso libero) con il concerto di Marco Battaglia dedicato alla musica per chitarra dell’età napoleonica. Inserita nel calendario di Lodi al Sole, nella sezione Concerti Incorte, l’esibizione di Battaglia intende rievocare brani e compositori legati più o meno direttamente alla figura di Napoleone, attraverso un’originale ricerca nel repertorio per la chitarra. L’età d’oro delle sei corde attraversa tra l’altro proprio luoghi e spazi in cui il Bonaparte fu una presenza di rilievo.
L’omaggio al personaggio storico è così un ricordo della sua figura attraverso, per così dire, la rievocazione dello spirito del tempo che nella musica certamente trova una delle più cospicue e universali espressioni. In pochi conoscono peraltro l’importanza che ebbe la chitarra per Niccolò Paganini, il quale, ad esempio, fu virtuoso da camera del principe Felice e della principessa Elisa (Maria Anna) Baciocchi, sorella di Napoleone, posta a capo del Principato di Lucca e Piombino dal Bonaparte stesso.
E il concerto si aprirà proprio con quella Grande Sonata (la cui numerazione proposta da Maria Rosa Moretti e Anna Sorrento, da cui le iniziali del Catalogo paganiniano, recita il numero 3) che il grande musicista genovese compose a cavallo del 1803 e del 1804, probabilmente quando ancora non erano di pubblico dominio alcuni modelli di scrittura per la chitarra come quelli che Giuliani avrebbe qualche anno dopo elaborato e che nella Sonata sembrano anticipati se non addirittura superati. Percorsa interamente da uno slancio creativo febbrile, la composizione, secondo la versione del manoscritto conservato alla Biblioteca Casanatense di Roma, presenta un accompagnamento violinistico che non viene quasi mai eseguito per prassi, essendo talmente scarno da risultare quasi superfluo. La Sonata è una vera e propria prova di virtuosismo e alterna istanti di alta intensità emotiva a momenti in cui tutto l’estro e la felicità dell’inventiva melodica paganiniana si presentano nel loro massimo fulgore. Il celebre chitarrista Mauro Giuliani fu invece apprezzato alla corte di Maria Luigia d’Asburgo, la seconda moglie di Napoleone, tanto da divenirne Virtuoso Onorario da Camera. Secondo uno dei biografi del tempo, Filippo Isnardi (in Cenni Biografici intorno a Mauro Giuliani in L’Omnibus, foglio periodico IV/3, Napoli, 1836) l’imperatrice <<gli donò la celebre lira che Napoleone avea fatta lavorare per lei stessa; il guiderdonò di altri sontuosi regali, e gli ottenne la nomina di Cavaliere del Giglio>>. Il termine lira (o lyra) indicava la chitarra o la chitarra-lira, strumento molto alla moda al tempo e che ricorda vagamente l’antico strumento greco, simbolo o addirittura icona dello stile neoclassico in pittura. Da citare inoltre che, sempre secondo tale biografo, <<nel Congresso di Vienna diede a’ Sovrani colà riuniti un concerto di chitarra che gli meritò i maggiori applausi>>. Di Giuliani verrà proposta all’ascolto la Grande Ouverture op. 61. La struttura timbrica della chitarra viene esplorata in maniera magistrale nel tentativo di ricordare le tessiture degli strumenti dell’orchestra. Il vocabolario chitarristico della composizione comprende elementi belcantistici e gesti spettacolari: il risultato globale è straordinariamente avvincente.  Infine, Antonio Nava: inaugurò nel 1808 il catalogo di Casa Ricordi con le quattro sonate per chitarra intitolate Le Stagioni dell’anno, “...Composte e Dedicate/Al Cavaliere FERDINANDO SARTIRANA DI BREME/Ciambellano di S.(ua) M.(aestà) I.(mperiale) e R.(eale)/NAPOLEONE IL GRANDE...”. Il brano descrive con piacevolezza i diversi momenti atmosferici delle stagioni in modo semplice ma ispirato.

La chitarra che Battaglia suonerà nel concerto appartenne a Giuseppe Mazzini, dato che, secondo la tradizione orale, fu donata dal patriota al noto Marchese Gaspare Ordoño de Rosales (Milano, 10 agosto 1802–Como, 12 gennaio 1887). Lo strumento, il cui restauro è stato realizzato dal liutaio milanese Federico Gabrielli, è stato suonata da Battaglia anche nell’ambito di celebrazioni per l’anno mazzinano svoltesi in tutto il mondo.
Frutto della bottega di liuteria napoletana del celebre Gennaro Fabricatore, lo stesso costruttore di chitarre che realizzò anche quella conservata nel Museo del Risorgimento di Genova, la chitarra è datato 1811, ed è quindi di dieci anni precedente lo strumento appena citato. Che tale chitarra fosse stata suonata da Mazzini è attestato da una dichiarazione sottoscritta dalla vedova di Luigi Rosales, il cui bisnonno fu il marchese citato, il quale fu egli stesso patriota e aiutò molto anche finanziariamente Mazzini, nonché, quale prova indiretta, dalle lettere (in cui chiede alla madre musiche per chitarra) inviate da Mazzini proprio nei giorni in cui scrisse al Rosales.
(20-06-2006)