22.05.06 L'ultimo appuntamento della Rassegna di Cabaret alle Vigne

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LA COMICITA’ SURREALE E DADA
DI ALESSANDRO FULLIN E CLELIA SEDDA
PER L’ULTIMO APPUNTAMENTO
DELLA RASSEGNA DI CABARET

Nel panorama teatrale italiano mancava un'opera che avesse il pregio di affrontare contemporaneamente due spinose questioni, le invasioni barbariche e la pulizia interdentale. A colmare questa gravissima lacuna hanno pensato due comici altamente eclettici, Alessandro Fullin e Clelia Sedda, imperdibili interpreti di monologhi surreali con cui da anni deliziano i palati più difficili, che mercoledì 24 maggio saranno in scena al Teatro alle Vigne con lo spettacolo Gengis Khan o il problema del tartaro, per il terzo e ultimo appuntamento della rassegna di cabaret.
Una novità da seguire con la massima attenzione questa di Alessandro Fullin , che di volta in volta è il soldato gay, la professoressa Fullin (che ci illumina sulla civiltà Tuscolana), il pilota di un’astronave molto particolare, la controfigura della diva e molto altro.
Il tutto supportato dalla bravissima Clelia Sedda, che regala battute e classe nella stessa misura. Alessandro Fullin, autentico trasgender scenico, importunerà sia la storia che il mito, interpretando eroi effeminati e sognanti regine, da Alessandro Magno alla regina di Tebe, mescolando il kamp e l'avanguardia (non a caso indosserà il suo vestito a triangoli denominato l'incubo di Mondrian). Manterrà costantemente calda la temperatura dello spettacolo l'affascinante e surreale donna Clelia che, con i suoi 65 chilogrammi perfettamente distribuiti, alternerà il ruolo di presentatrice a quello di cantante, affidandosi all'ukulele e alla sua, non meno scordata, attività di ballerina.
Alessandro Fullin, triestino, e Clelia Sedda, nuorese, si sono incontrati a Bologna, città che ha avuto l'onore di ospitarli nella locale Università, scelta dai due solo dopo l'assicurazione che fosse la più antica d'Europa. Belli e laureati, i due, non trovando lavoro, hanno frequentato i locali più singolari ed economici della città, incontrando alcuni esponenti del proletariato la cui indigenza intellettuale ha così stupito i nostri da voler in qualche modo porre argine a questo disagio attraverso l'arte teatrale. Così, in oscure cantine e in tristi garages Alessandro e Clelia hanno portato i migliori classici al popolo negletto mescolando le intuizioni di Euripide alle forti esalazioni delle botti o delle taniche di benzina.
Pur non ricercando il successo, questo li ha raggiunti per abbandonarli subito dopo.
In tali alterne vicende il duo ha comunque portato avanti i propri spettacoli assurdi e dalla comicità assai poco italiana, piuttosto surrealista e Dada. Tra i pezzi celebri del loro repertorio ricordiamo La Controfigura (un omaggio a quelle attrici che, per salvaguardare i volti delle più fortunate colleghe, non hanno esitato a sbattere le tempie sugli scogli o a farsi azzannare gli orecchini da un caimano), Medea (rivisitazione ironica e sunto di tutte le tragedie della tragedia greca) e Il Servo di scena (la Regina di Tebe è inseguita dal suo trono). Seguono poi singoli monologhi. Fullin adora il travestimento (pudico, sciatto e senza nessuna presunzione Queen) con il quale si trasforma in un Alessandro Magno dalla traballante virilità o nell'esperta di lingua Tuscolana (ha inventato, infatti, una vera e propria lingua basandosi su un'immaginaria stele di un popolo scomparso con cui costruisce brani di fuorviante comicità). Donna Clelia attraverso eleganza, grazia, dolcezza, sensualità, intelligenza, bellezza ma soprattutto modestia, rivela, con ispirata consapevolezza, le qualità principali di chi si esibisce sul palcoscenico: narcisismo, autismo e crudeltà. Alessandro Fullin (Trieste, 1964) ha recitato in diversi locali e teatri italiani, tra i quali il Ciak e lo Zelig a Milano. Ha partecipato alle trasmissioni televisive e radiofoniche Buona fortuna (RAI 1), Crociera (RAI 2), Fratelli d'Italia (STREAM), Carta di riso (RADIO 2). Per molti anni ha partecipato a Zeligay con gli spettacoli Varie età e Gengis Khan, ovvero il problema del tartaro, assieme a Clelia Sedda; dal 2005 ha prodotto lo spettacolo Cabaret difficilissimo. Il successo lo ha raggiunto nel 2004 e 2005 nella trasmissione Zelig circus con il personaggio della dottoressa Fullin, surreale archeologa che ricostruisce la lingua di una ipotetica civiltà antica, la civiltà "tuscolana", anagrammando le lettere della sola iscrizione rimastaci in un'unica stele, che contiene nient'altro che la parola "TUSCOLANA” (Le lezioni della dottoressa Fullin sono anche diventate un omonimo libro, edito da Mondadori nel 2005). Fra gli altri spettacoli di Fullin, si segnala il monologo comico in forma di conferenza scientifica Inversione sessuale nei coleotteri: una scelta ponderata?, che <<tenta finalmente di rispondere ad una delle domande più angosciose che l'uomo contemporaneo si pone: può una checca volare?>>.
<<Chiudiamo questa prima, pur breve rassegna dedicata al cabaret con un bilancio molto soddisfacente – commenta l’assessore comunale alla cultura, Andrea Ferrari – sia in termini di presenze (i primi due spettacoli hanno fatto registrare l’esaurito e gli abbonamenti hanno abbondantemente superato quota 100) che di ampliamento del pubblico potenziale della sala di via Cavour: rispetto alla stagione di prosa, abbiamo infatti assistito a un radicale ricambio degli spettatori, con un’elevata partecipazione dei più giovani, grazie anche alle tariffe particolarmente convenienti dell’abbonamento a loro riservato. E’ stata una sperimentazione positiva, che ci darà modo di proseguire in futuro su questa strada, inserendo con costanza il cabaret nella programmazione delle attività delle Vigne>>.
(22-05-2006)

Teatro alle Vigne
Mercoledì 24 maggio, ore 21.00
Gengis Kahn ovvero il problema del tartaro
Uno spettacolo scritto e interpretato
da Alessandro Fullin e Clelia Sedda

Prezzi: adulti € 15,00; ragazzi (fino a 26 anni) € 12,00
Prevendita: lunedì 15.00-18.00, martedì e mercoledì 16.00-19.00
Info: telefono 0371/425862-3, fax 0371/549104, e-mail info@teatroallevigne.net