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01.03.05 Inquinamento atmosferico, illustrate in Consiglio Comunale le linee guida
INQUINAMENTO ATMOSFERICO,
ILLUSTRATE IN CONSIGLIO COMUNALE
LE LINEE GUIDA DEL PIANO DI INTERVENTO
PER LA RIDUZIONE DELLO SMOG
Un’efficace azione di contrasto al fenomeno dell’inquinamento atmosferico, che anche nella realtà urbana di Lodi sta assumendo dimensioni sempre più gravi, richiede misure di intervento non episodiche, in grado di incidere in modo strutturale sul problema e che siano il più possibile coordinate con analoghe iniziative promosse all’interno di un quadro territoriale ben più vasto dei soli confini comunali.
Sono queste le linee guida che dovranno ispirare il piano di azione che l’amministrazione comunale è chiamata ad elaborare per far fronte all’emergenza smog, prevedendo accanto ad interventi immediati (quali le giornate ambientali senza auto) anche misure permanenti di limitazione alla circolazione dei veicoli, nonché controlli sull’efficienza degli impianti termici e altre misure strutturali in grado di fornire una risposta duratura al grave problema. I punti essenziali della strategia che l’amministrazione sta mettendo a punto sono stati illustrati martedì sera in consiglio comunale dall’assessore all’ambiente Simone Uggetti e hanno trovato sintesi in un documento, proposto dai capigruppo di maggioranza, che è stato approvato con 22 voti favorevoli, 11 contrari e 1 astensione.
Respinta invece (con 21 voti contrari, 9 favorevoli e 5 astensioni) la proposta del consigliere Vittorio Sala (Forza Italia) di istituire sul tema una apposita sotto commissione. Nell’ordine del giorno approvato si sottolinea la necessità di dare continuità al coordinamento antismog tra i Comuni capoluogo delle Province della fascia meridionale della Lombardia, perseverando nella pressione sulla Regione affinché l’intera area venga classificata come “critica”, sviluppando contestualmente la collaborazione con la Provincia di Lodi e gli altri enti locali nel tavolo Ambientale Territoriale.
L’Odg impegna inoltre la giunta a elaborare una relazione sullo stato dell’ambiente, <<in grado di monitorare la situazione degli inquinanti, stabilire obiettivi programmati per il loro abbattimento, pianificare interventi e verificare i risultati raggiunti>>.
Tra le priorità indicate si citano l’adozione di un Piano energetico comunale in cui trovino spazio iniziative come l’estensione del teleriscaldamento, l’incentivazione del risparmio energetico, l’utilizzo di fonti rinnovabili negli edifici pubblici, la diffusione di pannelli solari e fotovoltaici negli edifici privati, la modifica del regolamento edilizia per l’introduzione di norme sul risparmio energetico nelle abitazioni civili, lo sviluppo del ricorso a combustibili per trazione e riscaldamento meno inquinanti come metano, Gpl e biodiesel.
Sul fronte della mobilità si richiede l’elaborazione di un piano che abbia come prospettiva l’estensione della Zona a traffico limitato nel centro storico, la creazione di “isole ambientali” con l’abbassamento del limite di velocità e 30 chilometri orari, la promozione e il potenziamento del trasporto pubblico urbano e la conversione del parco mezzi comunale con motorizzazioni a basse emissioni. In questo contesto si inserisce inoltre l’estensione della rete delle piste ciclabili, allo scopo di realizzare un sistema viario ciclopedonale che colleghi le principali direttrici di spostamento in città e favorisca la messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola e casa-lavoro. Infine, il documento assegna al sindaco e alla giunta il mandato di <<operare con ogni mezzi consentito affinché sia inserito tra gli obblighi dei produttori di energia l’obbligo dell’installazione di impianti per l’abbattimento delle polveri>>, secondo le più avanzate tecnologie disponibili.
Polveri sottili: oltre due terzi derivano dal traffico veicolare
I gas di scarico dei mezzi di trasporto contribuiscono per oltre i due terzi (il 67 per cento) alle emissioni complessive di Pm10 registrate nella città di Lodi. Il dato (di fonte Inemar e relativo al 2003) è stato reso noto in consiglio dall’assessore all’ambiente Simone Uggetti, nel corso della relazione introduttiva al dibattito sulla situazione dell’inquinamento atmosferico. Con l’ausilio di documentazione elaborata dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa), proiettata sugli schermi dell’aula consigliare, Uggetti ha fornito alcune informazioni essenziali sulla natura e la consistenza del problema dello smog. L’elevata incidenza del traffico veicolare sul totale delle emissioni di Pm10 nella città di Lodi risulta superiore alla media registrata per l’intera Provincia, dove il dato si ferma al 44 per cento, così come a livello regionale la media è del 40 per cento. Nel capoluogo, gli altri principali fattori di emissione sono rappresentati dal riscaldamento (11 per cento), dalla produzione di energia (10 per cento: centrale di Tavazzano-Montanaso) e dalle combustioni industriali (5 per cento). Su scala provinciale assume una dimensione significativa anche l’incidenza dell’agricoltura, che produce il 10 per cento delle emissioni di Pm10 (2 per cento nella città di Lodi). Il monte totale annuo delle emissioni inquinanti per la Provincia è stimato in 7.372 tonnellate di ossidi di azoto, 6.098 tonnellate di biossidi di zolfo, 5.465 tonnellate di monossidi di carbonio e 884 tonnellate di polveri, di cui 718 tonnellate di polveri “sottili” (Pm10). Nel corso del 2005 ha Lodi sono stati rilevati 169 superamenti della soglia limite di concentrazione di Pm10, stabilita dall’Unione Europea in 50 microgrammi per metro cubo: si tratta, purtroppo, di un primato nella graduatoria regionale, che vede comunque tutti i capoluoghi delle Province lombarde oltre il tetto consentito di 35 giorni all’anno di superamento della soglia. Ad esclusione di Lecco e Varese, tutte le città capoluogo hanno superato tale soglia per più di 100 giorni. In termini di concentrazione media annua del Pm10, solo Lecci e Varese riescono a non oltrepassare la soglia europea di 40 microgrammi per metro cubo: anche per questo indicatore Lodi fa registrare il dato più elevato, con 59. Dall’inizio del 2006, la città ha già superato 50 volte (51 comprendendo anche il 28 febbraio) il limite dei 50 microgrammi per metrocubo, così come, nel Lodigiano, è accaduto anche a Codogno. Il tetto dei 35 superamenti annui, d’altra parte, è già stato infranto da numerose altre località, non solo capoluoghi: basti citare i casi di Merate (49), Crema (48), Milano (48), Sondrio (48), Cremona (47), Gallarate (46), Meda (46), Brescia (45), Limito (45), Rezzato (45), Como (44), Cantù (44).
(01-03-2006)












