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23.02.06 Centrali e inquinamento atmosferico: gli enti locali chiedono una valutazione integrata ...
Comune di Ldi
Provincia di Lodi
CENTRALI E INQUINAMENTO ATMOSFERICO:
GLI ENTI LOCALI CHIEDONO
UNA VALUTAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
CHE STABILISCA UN TETTO MASSIMO
ALLE EMISSIONI SU TUTTO IL TERRITORIO
L’eventuale autorizzazione ministeriale al nuovo assetto della centrale termoelettrica Endesa di Tavazzano-Montanaso dovrà essere subordinata a una procedura di valutazione integrata ambientale, che prenda in considerazione gli effetti prodotti su un’area ben più vasta di quella dei soli Comuni nei cui confini l’impianto è insediato e che indichi in modo prescrittivo ed inderogabile i quantitativi massimi di emissioni inquinanti che il territorio può tollerare.
La richiesta è stata avanzata oggi dagli enti locali nel corso di un incontro svoltosi a Milano presso l’assessorato all’energia, al quale hanno partecipato per la Provincia di Lodi il Presidente Lino Osvaldo Felissari, l’assessore alla pianificazione ambientale Francesca Sanna e quello all’ecologia Antonio Bagnaschi e per i Comuni di Lodi, Tavazzano e Montanaso i rispettivi sindaci, Lorenzo Guerini, Giuseppe Stroppa e Luca Ferrari.
A porre la questione della valutazione integrata come pregiudiziale all’eventuale autorizzazione della riqualificazione della centrale è stato Guerini, che ha sottolineato la necessità che i valori limite delle quantità fisiche delle emissioni inquinanti, nonché le caratteristiche tecniche delle modalità di controllo sui rispetti di tali limiti, vengano stabiliti in modo rigoroso e con strumenti normativi che obblighino i gestori degli impianti ad adeguarsi a queste previsioni.
<<Se verrà riconosciuto il principio che la valutazione integrata rappresenta una condizione essenziale e non derogabile all’avvio di qualsiasi procedura autorizzativa - osserva Guerini – il territorio potrà disporre di uno strumento fondamentale, che garantirà il coinvolgimento degli enti locali. Dal canto suo, il Comune di Lodi intende infatti contribuire in modo attivo alla vertenza e la scelta di richiedere una valutazione integrata è funzionale proprio all’esigenza di superare il ristretto ambito della conferenza di servizi, alla quale, a termine di legge, non avremmo titolo a partecipare>>.
<<Stabilire un limite preciso per le quantità fisiche delle emissioni inquinanti e porre con forza la questione delle procedure di controllo sul loro rispetto significa superare la logica dei singoli fattori di inquinamento e imporre una visione di scala territoriale, che tenga conto dell’effetto sommatoria e preservi obbiettivi minimi di qualità per l’intero territorio – spiega Felissari – Si tratta di un elemento di grande importanza, che potrebbe permetterci di affrontare un negoziato complessivo sulle emissioni. In attesa che la Regione tenga fede all’impegno di disciplinare il problema per l’intera Lombardia con una norma apposita, il Lodigiano si doterebbe in questo modo di “un’arma” subito efficace con cui affrontare le partite locali, non solo la modifica dell’assetto di Tavazzano-Montanaso ma anche la nuova centrale di Turano-Bertonico, riconducendo le due vicende a un quadro unitario, come sarebbe giusto che fosse. Restano inoltre da definire le modalità con cui dare attuazione a un’altra fondamentale garanzia richiesta dagli enti locali, relativa alla prescrizione per dotare gli impianti di dispositivi di abbattimento delle emissioni di Nox, che deve trovare un preciso riferimento normativo, oppure in alternativa l’inserimento tra gli obblighi posti in carico ai gestori tramite eventuali convenzioni>>.
In merito al prospettato Progetto di legge regionale sulla nuova regolamentazione (in senso diminutivo) delle emissioni inquinanti, all’incontro odierno è stato riferito che la questione è all’attenzione della giunta lombarda, che prossimamente dovrebbe avviare l’iter istruttorio. Agli interlocutori regionali, la delegazione lodigiana ha chiesto anche aggiornamenti sull’annunciato ricorso al Tar contro il cosiddetto “decreto Scajola”, che autorizza il ricorso all’olio combustibile per l’alimentazione degli impianti di produzione di energia elettrica, per far fronte alla diminuita disponibilità di gas metano a seguito della crisi russa: a tale proposito è stato assicurato che il ricorso verrà notificato lunedì 27 febbraio. Conferme sono giunte anche per quanto riguarda l’adesione della Regione al “progetto aria” promosso dalla Provincia in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale, l’Azienda Ospedaliera e l’Arpa, al quale parteciperanno anche gli assessorati regionali alla sanità e all’ambiente.
Domani, intanto, si terrà a Roma, presso il ministero delle attività produttive, una riunione della Conferenza di servizi sul piano di riqualificazione della centrale Endesa: si tratterà di un passaggio transitorio, in cui i soggetti partecipanti depositeranno formalmente tutti gli atti prodotti dall’avvio della procedura.
(23-02-2006)









