21.02.06 A Risvolto di copertina incontro con Ferruccio Pinotti, autore di Poteri Forti

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LA MISTERIOSA MORTE DI CALVI

E LO SCANDALO DELL’AMBROSIANO:

A RISVOLTO DI COPERTINA

INCONTRO CON FERRUCCIO PINOTTI,

AUTORE DI POTERI FORTI

 

Una storia di più di vent’anni fa, sempre occultata, che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e posto drammatici interrogativi. Ma ora l’inchiesta sulla morte del banchiere Roberto Calvi è stata riaperta. Dopo il caso Parmalat e tanti altri dissesti finanziari, si sta finalmente cercando di sfondare un muro invisibile di omertà e reticenza.

Calvi è stato ucciso: perché? P2, mafia, banchieri, agenti segreti, avvocati, immobiliaristi, onorevoli e tanti soldi sporchi che hanno fatto il giro del mondo.

Le tappe di questa intricata e inquietante vicenda italiana vengono ora ricostruite grazie a documenti inediti e nuove testimonianze, compresa quella del figlio di Calvi, che per la prima volta ha accettato di raccontare la propria verità, affidandola a Ferruccio Pinotti, autore del libro Poteri Forti, protagonista del secondo appuntamento della nuova edizione di Risvolto di Copertina, il ciclo di incontri con gli autori organizzato dalla Biblioteca Comunale Laudense in collaborazione con le librerie della città.

Forti (nato a Padova nel 1959, giornalista a L’Arena di Verona, già collaboratore della CNN a New York, nonché del Corriere della Sera, L’espresso, Il Sole 24 Ore e l’International Herald Tribune) sarà a Lodi venerdì 24 febbraio, presso la Sala Civica San Paolo di Via Fanfulla (inizio ore 21.00, introduzione della serata a cura di Giorgio Boatti).

Roberto Calvi venne ritrovato impiccato sotto il Blackfriars Bridge, il Ponte dei Frati Neri, a Londra, il 18 giugno 1982. Nel settembre 2003 le autorità inglesi, con una decisione che ha destato clamore, hanno riaperto le indagini sulla morte del presidente del Banco Ambrosiano. Dopo i due precedenti processi che si sono svolti in Inghilterra – il primo chiusosi avallando l'ipotesi del suicidio, il secondo con un verdetto aperto – ora l'ipotesi di reato è esplicita: omicidio.

Il 15 ottobre 2003, in Italia, i pubblici ministeri Luca Tescaroli e Maria Monteleone hanno chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone – Giuseppe Calò, Flavio Carboni, Manuela Kleinszig, Ernesto Diotallevi – ritenute responsabili della morte di Calvi.

Secondo l'accusa avrebbero agito in concorso tra loro, e con persone ancora da identificare, per cagionare la morte di Roberto Calvi. Il nuovo procedimento si è aperto il 16 marzo 2004. Il 28 dicembre dello stesso anno i pm hanno presentato la “memoria” su cui si fonda la requisitoria. Un atto di 316 pagine, ricco di rivelazioni e scenari inediti.

Ma non potrebbe essere altrimenti: Calvi è stato, infatti, protagonista di uno dei più colossali scandali della storia economica e finanziaria internazionale, una vicenda che – qualunque sarà l'esito giudiziario – anche tra molto tempo sarà difficile considerare chiusa. Il 6 ottobre del 2005 si è tenuta la prima udienza del nuovo processo per la morte di Calvi.

 Un mese prima della richiesta di rinvio a giudizio dei pm italiani, in Inghilterra, era partita una nuova inchiesta sulla morte di Calvi, la terza. E il 19 maggio 2005 le autorità londinesi che hanno condotto le indagini hanno inviato questa comunicazione alla Procura di Roma: <<Il banchiere Roberto Calvi fu strangolato da due o più persone con una corda e impiccato a un'impalcatura collocata sotto il Ponte dei Frati Neri>>.

Nel frattempo, nell'ottobre del 2003 Ferruccio Pinotti incontra il figlio del banchiere, Carlo Calvi, che vive in Canada, a Montreal. A partire dalla sua testimonianza, l'autore ricostruisce le trame di questo giallo italiano ancora irrisolto: il ruolo della massoneria, gli intrighi della P2, il rapporto con Sindona e quello con Marcinkus, le operazioni per l'acquisto del Corsera , le spregiudicate e innovative tecniche dell'off shore banking.

E documenta con particolare attenzione l'ultimo anno di Calvi, attraverso le lettere violente e disperate scritte a personaggi del mondo politico e del Vaticano, pubblicate per la prima volta integralmente in Italia. Lettere all'onorevole Armando Corona, al cardinale Pietro Palazzini, a monsignor Hilary Franco e al Papa, Giovanni Paolo II.

In particolare, quest'ultima, datata 5 giugno 1982 – tredici giorni prima della morte del banchiere – è un drammatico atto d'accusa contro il Vaticano e un tentativo di mettere al corrente Wojtyla delle trame di gruppi di potere interni al mondo cattolico, decisi a prendere il controllo delle finanze vaticane. A partire dalla testimonianza del figlio di Calvi, Pinotti ha intervistato molti dei protagonisti di quegli anni. Questi i nomi: Francesco Pazienza, agente segreto del Sismi e consulente di Calvi negli ultimi mesi dell'82, ora detenuto nel carcere di Livorno; Roberto Rosone, vicepresidente dell'Ambrosiano nell'anno della morte di Calvi e vittima di un attentato commissionato alla Banda della Magliana ed eseguito da Danilo Abbruciati; Jonathan Levy, avvocato californiano che ha recentemente promosso una causa contro lo Ior; Carlo Palermo, magistrato vittima di un attentato proprio per le indagini sulle connessioni tra il caso Calvi e i traffici di armi e droga di Cosa Nostra. E poi ancora i magistrati Oliviero Drigani, Mario Almerighi, Luca Tescaroli e Maria Monteleone. E i giornalisti Udo Gumpel, Antonio Nicaso, Dalbert Hallenstein.

Oltre alla testimonianza di Carlo Calvi, e ai commenti delle persone sentite dall'autore, nel libro si pubblicano gli atti processuali della seconda inchiesta inglese, in particolare le deposizioni di Anna Calvi, la figlia di Calvi, di Clara Canetti Calvi, la moglie, e di Carlo stesso. E si pubblica per ampi stralci il cosiddetto memoriale Pellicani, redatto da Emilio Pellicani, assistente e segretario di Flavio Carboni a partire dai primi anni Settanta, che documenta i rapporti dell'imprenditore Carboni con la malavita organizzata, il suo ricorso continuo all'usura, il legame con personaggi chiave della nuova e rampante imprenditoria milanese.

(21-02-2006)