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07.02.06 Edilizia economica Popolare: graduatoria 2006
EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE,
448 LE FAMIGLIE IN GRADUATORIA
PER L’ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI
PER IL 38,6 PER CENTO SI TRATTA DI STRANIERI
AL VIA LUNEDI’ 13 FEBBRAIO
I LAVORI DI DEMOLIZIONE DELL’EX ATM
PER LA REALIZZAZIONE DI DUE NUOVE PALAZZINE
Sono 448 le famiglie lodigiane che aspirano all’assegnazione di un alloggio popolare.
Il dato si evince dalla pubblicazione, avvenuta in questi giorni, della graduatoria aggiornata per il 2006, a seguito della chiusura del bando di concorso annuale.
I termini per la presentazione delle domande si erano aperti il 5 settembre, con chiusura stabilita per il 31 dicembre. Rispetto all’anno scorso, l’aumento delle iscrizioni in graduatoria è stato di più 67 in termini numerici (448 contro 381) e di più 17,6 in termini percentuali. Durante il 2005 il Comune ha provveduto all’assegnazione di 20 alloggi, tramite la rotazione per cessata locazione, mentre per procedere all’assegnazione di alloggi di nuova costruzione sarà necessario attendere la realizzazione del Piano di edilizia economica e popolare sull’area ex Atm di via Lodi Vecchio, dove è prevista la costruzione di due palazzine da 17 appartamenti, una a cura dell’amministrazione comunale e l’altra a cura dell’Aler (Azienda per l’edilizia residenziale). Le nuove iscrizioni nella graduatoria, registrate con il bando del 2005, sono state 145, ma il saldo del numero di posizioni è stato “soltanto” di 67 per effetto da una parte delle sopraccitate 20 assegnazioni, dall’altra di cancellazioni per rinuncia dei candidati o per decadenza dei requisiti richiesti.
A questo proposito, il bando 2005 è stato il primo in cui è stata applicata la nuova disposizione, emanata l’anno scorso dalla Regione con la legge 7, che limita l’accesso alla graduatoria ai candidati che possano dimostrare di risiedere o svolgere attività lavorativa all’interno del territorio della Lombardia da almeno 5 anni consecutivi.
L’introduzione di questo “sbarramento” non ha rallentato il ritmo di crescita del numero complessivo delle domande e neppure quello degli stranieri, che in totale rappresentano il 38,6 per cento dei candidati in graduatoria (173 su 448). Oltre che direttamente all’ufficio patrimonio del Comune, le domande sono state presentate anche tramite l’Aler e i centri di assistenza convenzionati (i sindacati casa delle organizzazioni confederali).
Nella città di Lodi, il patrimonio di edilizia pubblica residenziale ammonta a 409 alloggi di proprietà comunale e circa altri 400 dell’Aler.
<<Purtroppo – commenta il sindaco, Lorenzo Guerini - le sole rotazioni per cessata locazione, pari a una media annuale che oscilla tra 10 e 20 alloggi, sono assolutamente insufficienti a soddisfare la domanda di valide opportunità abitative a canoni agevolati da parte delle famiglie in condizioni economiche meno agiate, in particolare le giovani coppie e gli anziani. Ne siamo consapevoli e per questo stiamo cercando di mettere in campo una serie di strumenti di intervento che consentano di dare una risposta efficace al problema. Sul piano delle realizzazioni di nuovi insediamenti, stanno per partire i lavori di realizzazione all’ex Atm, finanziati con un contributo regionale, mentre con i proventi del piano di vendita varato nel 2002 dall’amministrazione Ferrari sono stati acquistati 25 alloggi da destinare a locazione temporanea, sono iniziati i lavori per la realizzazione di un centro residenziale protetto in via delle Orfane ed è stato predisposto un progetto per la ristrutturazione dell’immobile “ex Muti” di via Fé. Il Comune interviene anche con l’assegnazione di contributi a parziale copertura delle spese di affitto per i nuclei famigliari in situazione di disagio economico: mediamente ogni anno ne beneficiano circa 500 famiglie, per una spesa che si aggira sul mezzo milione di euro. Infine, per quanto riguarda le misure di moderazione del mercato delle locazioni bisogna ricordare l’accordo tra Comune, associazioni dei proprietari e sindacati inquilini per il cosiddetto “canale convenzionato”, che prevede particolari agevolazioni (esenzione dall’imposta di registro, sconto Irpef sui redditi da locazione, Ici abbattuta al 2 o allo 05, per mille a seconda delle durata dei contratti) a beneficio dei locatori che accettano di applicare tariffe d’affitto contenute entro limiti stabiliti. Dal 1999 ad oggi i contratti di affitto stipulati in base a questo accordo sono stati 200>>.
Le 448 famiglie in graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare rappresentano tuttavia un dato inferiore a quello atteso. Le proiezioni effettuate dagli uffici comunali attestavano infatti la possibilità che l’elenco superasse già quest’anno quota 500, con un ritmo di crescita per il quadriennio 2006/2009 stimato in circa 100 nuove domande all’anno. L’analisi dell’utenza effettuata in relazione ai dati degli ultimi venti anni ha invece evidenziato che il 35 per cento degli inquilini dell’edilizia popolare è rappresentato da persone anziane (sopra i 65 anni), il 15 per cento da nuclei famigliari con la presenza di disabili, il 25 per cento da famiglie con figli e un altro 25 per cento da nuclei monoparentali. In base a questa diversificazione dell’utenza è stato quindi possibile ipotizzare la stima del fabbisogno di alloggi per i prossimi anni anche in termini di tipologie costruttive e tagli dimensionali, prevedendo una quota del 60 per cento di abitazioni fino a 48 metri quadrati, 20 per cento per superfici da 49 a 65 metri quadrati e un ulteriore 20 per cento per superfici da 66 a 90 metri quadrati.
Peep Camolina, il 13 febbraio via ai lavori di demolizione dell’ex Atm
Inizieranno lunedì 13 febbraio i lavori di demolizione di parte delle strutture dell’ex Atm di via Lodi Vecchio, sulla cui area (che ha una superficie complessiva di 11.125 metri quadrati) saranno realizzate due palazzine da 17 alloggi di edilizia popolare, oltre a un terzo lotto edificabile che sarà assegnato tramite bando a cooperative, grazie a un contributo regionale di 969.000 euro, integrato da risorse comunali per ulteriori 380.000 euro. I lavori (per una spesa di 48.000 euro) interesseranno strutture coperte per una superficie di 1.200 metri quadrati e una volumetria di 7.000 metri cubi.
Verranno invece conservati l’ex palazzina uffici (che potrebbe essere destinata a ospitare la nuova sede del Consiglio di Zona di Porta Regale) e uno dei depositi (quello collocato al limite interno dell’area), i cui spazi verranno utilizzati per la realizzazione di una nuova palestra, omologata anche per l’attività agonistica. A questo proposito, è in corso di valutazione la scelta se ristrutturare il capannone o demolirlo e costruire la palestra ex novo. Per consentire l’avvio delle operazioni di demolizione dell’ex Atm, il Comune ha emesso un avviso con il quale si invitano <<tutti coloro che eventualmente detengano beni mobili ovvero attrezzi di proprietà su questa area ad asportarli entro e non oltre il 12 febbraio>>. Il riferimento è alle strutture precarie realizzate nel corso degli anni da quanti, dopo la dismissione del deposito Atm, hanno utilizzato l’area di via Lodi Vecchio (in precedenza di proprietà del Comune di Milano) per impiantare senza autorizzazione orti e attività simili. Nel caso in cui gli interessati non provvedano allo sgombero, la ditta appaltatrice dei lavori di demolizione è comunque autorizzata ad insediare il cantiere e ad assumere tutte le misure necessarie a questo scopo. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio patrimonio del Comune, ai numeri telefonici 0371/409412-3-4-5.
(07-02-2006)











