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06.02.06 Inquinamento da idrocarburi delle rogge Bargana Filippina, Sandona e Tibera
INQUINAMENTO DA IDROCARBURI,
VIETATO L’UTILIZZO DELLE ACQUE
DELLE ROGGE BARGANA FILIPPINA,
SANDONA E TIBERA
Nei prossimi giorni e fino a nuova disposizione, le acque di tre rogge che corrono all’interno dei confini comunali (la Bargana Filippina, la Sandona e la Tibera) non potranno essere utilizzate a nessuno scopo, compresa la pesca.
Il divieto è stato sancito con una ordinanza firmata dal sindaco Lorenzo Guerini, a seguito di un episodio di inquinamento da idrocarburi verificatosi nel tratto della Bargana Filippina a valle dell’insediamento Eurotecno, nella zona industriale nei pressi della cascina Polledra. Lo sversamento della sostanza inquinante (verosimilmente olio combustibile) è stato rilevato il 30 gennaio dalla Polizia Provinciale. Lo stesso giorno, a seguito di un sopralluogo coordinato dalla Polizia Provinciale e dall’Arpa, alla presenza di funzionari comunali, sono state applicate le prime misure per la messa in sicurezza del corso d’acqua contaminato. In particolare, la Provincia ha incaricato una ditta specializzata di provvedere a posare panne oleoassorbenti in vari tratti della Bargana Filippina, immediatamente a valle dello stabilimento Eurotecno, nelle vicinanze della cascina Polledra e in corrispondenza del tratto terminale di via del Sandone, dove è stata inoltre approntata una diga in terra.
Tali barriere hanno scongiurato la diffusione indiscriminata degli idrocarburi in tutto il percorso della roggia e l’immissione degli stessi nella pubblica fognatura, rischio contro cui in un primo tempo era stata presa in considerazione l’eventualità, poi non verificatasi, di un fermo temporaneo dell’impianto di depurazione comunale.
Analoghe misure di sicurezza, con la posa di panne galleggianti assorbenti, sono state adottate per le rogge che ricevono acqua dalla Bargana Filippina, in particolare la Tibera, nel tratto di via del Sandone. Durante gli accertamenti avviati per individuare la causa dell’inquinamento, Polizia Provinciale e Arpa hanno risalito il corso della Bargana Filippina, sino a localizzare il punto di origine del fenomeno nell’area immediatamente a valle dello stabilimento Eurotecno. All’interno dell’insediamento industriale la roggia in questione corre lungo un percorso prevalentemente tombinato, a esclusione di un breve tratto al limite dell’area recintata sul lato sud. L’ispezione delle caditoie della rete fognaria ha dato esito negativo, mentre nella zona antistante la centrale termica sono stati trovati due serbatoi interrati, con boccaporti di carico privi di tappo di chiusura, all’interno di una cameretta di alloggiamento invasa da idrocarburi misti a neve disciolta.
Allo scopo di verificare la congruenza tra le sostanze trovate nella cameretta di alloggiamento dei serbatoi e quelle sversate in roggia, sono stati prelevati due campioni, inviati per le analisi al laboratorio di chimica ambientale del dipartimento provinciale Arpa di Milano. La Provincia ha quindi incaricato una ditta specializzata degli interventi di bonifica della roggia e di messa in sicurezza dei serbatoi, tramite chiusura dei boccaporti di carico. L’ipotesi formulata a seguito degli esiti del sopralluogo è che la neve depositata sul
piazzale dove sono presenti i serbatoi interrati si sia sciolta e che l’acqua abbia invaso la cameretta di alloggiamento, penetrando quindi nei serbatoi e determinando la fuoriuscita per galleggiamento degli idrocarburi. Da qui, l’olio combustibile avrebbe raggiunto la fognatura interna dell’azienda, tracimando infine nella roggia.
Peraltro, gli impianti termici dell’azienda sembrerebbero essere alimentati a gas metano, per cui si presume che le cisterne siano strutture molto vecchie e che l’olio combustibile ivi custodito sia stato stoccato molto tempo fa.
L’insediamento Eurotecno sorge su un’area di proprietà della Madital Spa, società dichiarata fallita lo scorso ottobre con sentenza del Tribunale di Lodi.
Lo stabilimento, peraltro, è già da tempo sotto sequestro penale per decisione della Procura della Repubblica di Lodi, che dopo l’apposizione dei sigilli da parte dei Nas ha nominato il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale quale custode incaricato.
(06-02-2006)











