03.02.06 Inflazione a Lodi nel 2005

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INFLAZIONE: A LODI NEL 2005
CRESCITA MEDIA DELL’1,4 PER CENTO,
MEZZO PUNTO SOTTO IL DATO NAZIONALE
NEL PANIERE DEI PRODOTTI
ENTRA ANCHE IL GRANA LODIGIANO

Nel 2005 a Lodi i prezzi sono saliti a un ritmo inferiore a quello medio dell’intero Paese.
Il tasso annuo di inflazione rilevato in città è stato infatti pari all’1,4 per cento, contro la variazione di più 1,9 per cento registrata a livello nazionale.
Si tratta del primo dato tendenziale (vale a dire su base annua) calcolato per la città di Lodi, che proprio dal 2005 è entrata stabilmente nell’elenco delle località in cui viene effettuata in modo costante la verifica della dinamica dell’indice dei prezzi al consumo.
Il modello di rilevazione messo a punto dall’Istat e dall’ufficio statistiche del Comune, prevede per Lodi il monitoraggio di circa 150 soggetti tra esercizi commerciali, professionisti e produttori di servizi, su un paniere di 500/600 categorie di prodotti, per un totale di oltre 3 mila voci di prezzo quotate ogni mese, dato che per ciascuna varietà di prodotto devono essere rilevate più quotazioni (per gli alimentari sono 7: ciò significa, per esempio, che il prezzo di una mela golden viene rilevato almeno 7 volte in 7 differenti negozi). A effettuare le rilevazioni sono tre operatori, messi a disposizione dalla Cooperativa San Nabore, nell’ambito di una convenzione finalizzata anche alla promozione dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità motorie, attraverso progetti di telelavoro. La squadra di rilevatori è stata dotata di strumentazione tecnologica d’avanguardia, con l’acquisto da parte del Comune di tre computer portatili palmari modello Tablet Acer 113TMI, per un costo di 5.800 euro.
Dopo un periodo di sperimentazione nel secondo semestre del 2004, i cui esiti sono stati validati dall’istituto centrale di statistica, la rilevazione dei prezzi al consumo è diventata ufficiale a partire dal gennaio 2005, assumendo il dato registrato nel dicembre 2004 come “base 100” a cui parametrare le successive variazioni. Al completamento del primo ciclo di 12 rilevazioni mensili è stato così possibile elaborare la media annua, che ha fornito il dato finale del più 1,4 per cento. Fra i 12 capitoli che compongono il “paniere” dei prodotti monitorati, la variazione più sensibile ha riguardato il settore affitti, acqua, elettricità e combustibili (più 3,2 per cento), seguito dai trasporti (più 2,7), alberghi e ristoranti (più 2,1), spettacoli e cultura (più 1,9). Inflazione “fredda”,  invece, per alimentari (più 0,7 per cento), istruzione (più 0,8), alcolici e tabacchi (più 0,9), abbigliamento e calzature (più 0,9), mobili e arredamento (più 1,1). Variazioni addirittura negative per servizi sanitari (meno 0,2) e comunicazioni (meno 1,6).
Nel corso del 2006, oltre alla diffusione dei dati dell’indice generale su base congiunturale e annuale, è intenzione dell’amministrazione comunale predisporre un “paniere” di una trentina di prodotti di largo consumo di cui rendere mensilmente note le variazioni in riferimento al prezzo minimo e massimo. Alla definizione del modello sta lavorando la Commissione prezzi e consumi istituita presso il Comune, coordinata dal dirigente del settore servizi al cittadino, Giorgio Salvarani, e di cui fanno parte anche le associazioni dei consumatori e delle categorie economiche e professionali interessate.
Nel frattempo, nel “paniere” generale sono state recepite le modifiche disposte dall’Istat, che tra l’altro prevedono l’inserimento dei formaggi tipici locali, voce che per il momento (sulla base delle propensioni al consumo segnalate dai commercianti) verrà rappresentata esclusivamente dal “grana lodigiano”, in attesa di prendere in considerazione altri prodotti tradizionali come raspadura e pannerone.
(03-02-2006)