03.10.05 Rimossi i detriti incagliati tra i piloni del ponte sull'Adda

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RIMOSSI I DETRITI INCAGLIATI
TRA I PILONI DEL PONTE SULL’ADDA
PER RISTABILIRE CORRETTE
CONDIZIONI DI DEFLUSSO DELL’ACQUA

E’ stato effettuato questa mattina, nonostante le avverse condizioni metereologiche, l’intervento di rimozione dei detriti (per lo più tronchi d’albero) che da qualche tempo ostruivano il corretto deflusso delle acque sotto alcune delle arcate del ponte Bonaparte sull’Adda. A eseguire l’operazione è stato il personale della ditta Ciceri di Corte Palasio, che si è avvalso di un trattore, motoseghe e un’imbarcazione, messa a disposizione da un pescatore. Dopo un primo tentativo di agganciare le cataste di legna con le funi e trainarle con i trattori a riva, nell’impossibilità di sollevare un carico reso ancor più pesante e scivoloso dall’abbondante pioggia che stava cadendo, gli addetti della Ciceri hanno raggiunto in barca i piloni del fiume e sono montati sui basamenti, da dove con le motoseghe hanno ridotto i tronchi in pezzi di circa 1,5 metri di lunghezza, riuscendo in questo modo a disincagliarli e a liberare le arcate. In particolare, l’intervento ha riguardato i primi due piloni a partire dalla sponda destra.
<<Avevamo annunciato due settimane fa che era intenzione dell’amministrazione comunale provvedere a risolvere la situazione di accumulo di materiale che si era verificata sotto il ponte urbano, sollecitando l’intervento dell’Aipo oppure agendo direttamente, non appena l’Agenzia stessa avesse fornito la necessaria autorizzazione - ricordano il sindaco Lorenzo Guerini e il vice sindaco con delega alle problematiche dell’Adda, Mario Cremonesi – Appena siamo riusciti a ottenere l’assenso delle autorità competenti, a dispetto delle condizioni metereologiche sicuramente non favorevoli abbiamo deciso di accelerare i tempi dell’operazione, anche in considerazione del possibile innalzamento del livello del fiume dovuto alle piogge perduranti di questi giorni. Speriamo che in futuro questi interventi di manutenzione possano diventare ordinari e che ci sia consentito di programmare e coordinare questa attività con sufficiente autonomia, pianificando le operazioni secondo una precisa periodicità, che tenga conto dello stato del fiume e delle connesse esigenze di garantire un regolare deflusso delle acque, neutralizzando sul nascere i potenziali fattori di rischio>>.
(03-10-2005)