- Home Page
- Il Sindaco
- La Giunta Comunale
- Il Consiglio Comunale
- Le Commissioni Consiliari
- I Consigli di Zona
- Il Difensore Civico
- Settori e Servizi
- Sedi e orari degli Uffici
- Delibere Giunta e Consiglio
- Determinazioni dirigenziali
- Statuto e Regolamenti
- Bandi, Concorsi e Aste
- Albo beneficiari 2007
- Albo Presidenti e scrutatori
- Incarichi esterni 2006-2008
- Modulistica
- Documentazione di bilancio
- Azienda Farmacie Comunali
- ASTEM S.p.a.
- E.A.L. S.p.a. - Energia e Ambiente Lodigiana
- GIONA S.r.l.
- G.I.S. Srl - Gestione Impianti Sportivi
- LODI PROGRESS
- Ufficio Relazioni con il Pubblico e Comunicazione
- Ufficio Stampa
- Comunicati Stampa
- Notizie in breve
- LODIcittà - il periodico
- Dati generali e popolazione
- Scuole e impianti sportivi
- Teatri e cinema
- Mercati
- Cimiteri
- Poste
- Farmacie
- Parcheggi
- L'Università a Lodi
- Parco Tecnologico Padano
- Enti e Uffici in Città
- Storia, turismo, gemellaggi, Circuiti d'Arte
- Links utili
24.10.07 Il progetto sperimentale del Condominio Solidale di via delle Orfane
ll progetto sperimentale del
CONDOMINIO SOLIDALE
di via delle Orfane
Una innovativa esperienza di condivisione tra le famiglie e una possibilità di apertura alla vita comunitaria per chi invece, a causa del suo handicap, incontra difficoltà a inserirsi nel circuito delle relazioni con la città. Sono questi gli obiettivi del progetto del Condominio Solidale, lo stabile di proprietà comunale di via delle Orfane recentemente ristrutturato, al cui interno sono state ricavate 7 abitazioni, in cui nelle prossime settimane si insedieranno alcuni disabili psichici, giovani volontari e “famiglie solidali”.
<<I primi trasferimenti sono in programma per la seconda settimana di novembre – spiega l’assessore alle politiche sociali, Silvana Cesari, che questa mattina ha guidato la giunta in un sopralluogo presso l’edificio di via delle Orfane – poi progressivamente verrà completata l’assegnazione degli alloggi e prenderà il via questa importante sperimentazione di co-residenza, che si basa sulla valorizzazione dell’autonomia dei disabili adulti attraverso l’integrazione sociale>>.
Lo spunto per dare vita al progetto è stato un bando per l’assegnazione di finanziamenti promosso nel 2004 dalla Fondazione Cariplo, sul tema Promuovere il “dopo di noi” e l’autonomia abitativa. <<Ormai da anni –sottolinea l’assessore Cesani – nel Lodigiano si è sviluppato un intenso dibattito tra enti locali, Azienda Sanitaria e privato sociale sulla tematica del “dopo di noi”, vale a dire le ricerca di soluzioni abitative per i soggetti disabili che hanno una buona autonomia personale, relazione e sociale, ma che una volta venuta a mancare la famiglia di origine non avrebbero alternative all’inserimento in strutture assistite. Il bando della Fondazione Carialo ha rappresentato una utile opportunità, che ci ha permesso di elaborare un progetto sperimentale, mettendo a disposizione gli appartamenti di uno stabile in zona centrale, con facile accesso ai servizi, per offrire ai disabili una soluzione abitativa a canone calmierato>>.
Per giungere a questo risultato è stato costruito un percorso di partecipazione che ha portato ad una partnership tra il Comune, l’Associazione Aiutiamoli e l’associazione Emmaus della Caritas Lodigiana.
<<Questi soggetti del privato sociale – chiarisce l’assessore – faranno da riferimento per reperire le altre componenti richieste per la sostenibilità economica e sociale della residenzialità solidale, in modo da consentire ai disabili psico-fisici l’inserimento in un contesto abitativo che abbia in sé sia le caratteristiche propri dell’autonomia che dell’integrazione sociale>>.
Gli alloggi, infatti, non verranno assegnati direttamente ai singoli co-residenti, ma verranno dati in convenzione ai loro enti di riferimento, per garantire la continuità dell’esperienza e la tenuta nel tempo dell’intenzionalità progettuale.
Il modello della sperimentazione (di durata biennale) prevede infatti un articolazione su due livelli: alcuni nuclei componenti la parte di residenzialità stabile (ovvero famiglie solidali e disabili) e altre componenti sociali che aderiscono alla filosofia dell’abitare solidale così inteso, concordando una presenza a tempo in condominio, ovvero da una parte giovani volontari che si prestano ad un periodo di condivisione dell’esperienza (da tre a sei mesi, rinnovabili sino ad un anno) e dall’altra situazioni di criticità sociale (in carico ai servizi comunali) che beneficiano di una accoglienza temporanea (da 6 mesi ad un anno) ma che abbiano capacità di contribuire alla reciprocità degli scambi di vicinato.
Concretamente, nella palazzina di via delle Orfane due bilocali (al piano terreno e al primo piano) verranno assegnati a disabili, un bilocale al primo piano a giovani volontari, due trilocali al piano terreno e al primo piano a famiglie solidali, mentre altri due bilocali al piano terreno e al primo piano verranno utilizzati per l’accoglienza di nuclei seguiti dai servizi sociali; infine, al primo piano è stato allestito anche un monolocale che sarà adibito a spazio comune per momenti di condivisione.
Le associazioni Aiutiamoli ed Emmaus corrisponderanno un canone di locazione calmierato a fronte dell’impegno solidaristico che assumono le persone inserite nell’ambito del condominio. Le persone disabili e/o le loro famiglie corrisponderanno a loro volta direttamente all’associazione Aiutiamoli le quote di compartecipazione, comprensive di assistenza psico-pedagogica e di spese vive, fatto salvo l’intervento economico dell’amministrazione comunale, qualora si verifichino le condizioni previste per l’integrazione della retta. Al termine della sperimentazione biennale, o in occasione della verifica prevista dopo il primo anno, sarà possibile ridefinire la distribuzione degli alloggi in funzione del consolidamento dell’esperienza (ad esempio inserendo una nuova famiglia solidale).
<<Il Condominio Solidale che abbiamo immaginato – sottolinea infine l’assessore Cesani – vuole rispondere a un desiderio di buon vicinato e di residenzialità solidale fa diversi soggetti (famiglie, coppie, disabili, single, giovani volontari), secondo una filosofia dell’abitare che valorizza la reciprocità degli scambi (di attenzioni e di piccoli favori), tanto da parte di chi è più fragile che da parte di chi lo è meno, incoraggiandolo a percepirsi come portatore non solo di bisogni, ma anche di risorse per sé e per gli altri. Inoltre, innescando progressivamente le condizioni socio-relazionali che favoriscono il potenziamento delle capacità dei soggetti deboli, se ne migliora l’integrazione sociale e comunitaria. Attraverso gesti semplici e quotidiani, come il caffè insieme, un pranzo o una festa di compleanno, una cena comune settimanale, o iniziative aperte alla comunità locale, dove si possono incontrare le famiglie solidali, i disabili residenti e i genitori, i giovani volontari, con amici e cittadini di passaggio, si potrà realizzare una nuova esperienza di condivisione interna e di apertura alla vita comunitaria esterna>>.
(24-10-2007)












