19.10.07 Cinque pannelli ceramici di artisti lodigiani ricostruiscono la storia del quartiere Baggio

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DALLE CASCINE ALLE FABBRICHE:
LA STORIA DEL QUARTIERE BAGGIO
RICOSTRUITA CON CINQUE GRANDI
PANNELLATURE IN CERAMICA
REALIZZATE DA ARTISTI LODIGIANI
DOMANI A MILANO L’INAUGURAZIONE

Raccontare con le ceramiche la storia dei contadini che divennero operai e di un paese trasformato in periferia della grande metropoli: un’impresa davvero impegnativa, sia per lo sforzo creativo che per le dimensioni delle opere, portata a compimento da un gruppo di artisti lodigiani, le cui realizzazioni verranno presentate al pubblico domani, sabato 20 ottobre, in occasione della cerimonia di inaugurazione della sagra di Baggio.
A promuovere l’iniziativa è il Consiglio di Zona 7 della città di Milano, con il sostegno di Palazzo Marino e il coinvolgimento dell’amministrazione comunale di Lodi.
<<Quando il Consiglio di Zona 7 si è rivolto all’Associazione Italiana Città della Ceramica per avviare questo progetto – spiega l’assessore alle attività produttive, Roberto Getilli – il presidente dell’Aicc, Stefano Collina, ha pensato che tra tutte le 36 città aderenti Lodi fosse quella più indicata, sia per la prossimità a Milano che per il fatto di essere l’unica città lombarda che si fregia del marchio Cat (ceramica artistica tradizionale). Siamo grati tanto all’Aicc quanto all’organimso circoscrizionale di Baggio per averci dato questa opportunità, che contribuirà a valorizzare le nostre produzioni tipiche, in un contesto di grande richiamo>>.
L’ambizioso obiettivo del progetto è quello di rappresentare la storia del quartiere con grandi pennellature in ceramica decorate con scene che ricostruiscono l’evoluzione della zona ovest di Milano, dall’ambiente rurale contrassegnato dalla presenza delle cascine all’epoca dell’industrializzazione, con la nascita di fabbriche e officine (Isotta Fraschini, De Angelo, Borletti, Salmoiraghi, De Agostani, Mellin tra i nomi più noti).
Il primo nucleo di questi ciclo di storie in ceramica si compone di 5 opere, per un totale di 194 piastrelle di formato 40x40 centimetri e una superficie complessiva di oltre 31 metri quadrati. A realizzarle sono stati gli artisti Bruna Weremeenco, Loredana De Lorenzi, Elena Amoriello e Pier Manca, che hanno lavorato per mesi presso gli spazi messi a disposizione dal Centro di Formazione Professionale Consortile, all’ex Linificio di via Fascetti, dove i pannelli hanno preso forma a partire dai bozzetti, sino al passaggio della cottura (due le fornaci utilizzate: quella di Sottocasa in corso Adda a Lodi e quella della CF 2000 di Zorlesco) e delle decorazioni. Le cinque opere raccontano i momenti principali della giornata dei contadini: Il mattino (Weremeenco, 9,6 metri quadrati, dimensioni 4x2,4); Il mezzogiorno (De Lorenzi, 8,64 metri quadrati, 3,6x2,4); La visita del proprietario (Amoriello, 3,2 metri quadrati, 2x1,6); La notte nella stalla (Manca, 4,8 metri quadrati, 2,4x2); La cena (Weremeenco/De Lorenzi, 4,8 metri quadrati, 2,4x2).

Le pennellature in ceramica, installate sui muri di edifici privati in via Sgambati, via Cerini e piazzetta Moronasc, verranno mostrate al pubblico per la prima volta domani, in occasione dell’apertura della sagra di Baggio, con una cerimonia di “svelatura” in programma alle 10.00, alla quale parteciperanno gli assessori del Comune Milano Ombretta Colli e Massimiliano Orsetti, il presidente del Consiglio di Zona 7 Pietro Accame, l’assessore alle attività produttive del Comune di Lodi Roberto Getilli, il presidente dell’Aicc Stefano Collina e gli autori. Dopo l’inaugurazione del percorso delle ceramiche, alle 11.00 presso Cascina Monasterolo si terrà un incontro sul tema La storia del borgo raccontata con le ceramiche.
<<Quello che verrà inaugurato il 20 ottobre è il primo di 8 percorsi – spiegano dalla redazione de il diciotto, il periodico di informazione del Consiglio di Zona 7 – Con questa iniziativa ci siamo proposti di ricercare un differente canale con cui raccontare la storia del quartiere: un racconto più immediato, che potesse affiancarsi alla quotidianità, con garbo e senza forzature. La scelta della ceramica è stata motivata dal fascino di questa antica tradizione italiana. La terra, l’attività manuale e il fuoco sono i tre elementi  che caratterizzano la ceramica e sono gli stessi alla base dell’attività agricola che vogliamo ricordare. La ceramica è un prodotto artigianale, sempre finalizzato ad uno scopo pratico, a cui si aggiunse quello ornamentale che la impreziosì, determinando una nuova, originale attività artistica. I tipi di argilla utilizzabili, i particolari colori, gli stili regionali e la creatività hanno formulato nel tempo una meravigliosa storia di qualità e bellezza. Idealmente le ceramiche comporranno nel quartiere un “canto epico”, che coinvolgerà i passanti nela rievocazione di una loro testimonianza>>.
(19-10-2007)