16.10.07 TARSU, 8.000 unità immobiliari registrate senza dati catastali

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TARSU, 8.000 UNITA’ IMMOBILIARI
REGISTRATE SENZA DATI CATASTALI
DA CUI DESUMERE LA SUPERFICIE
PER IL CALCOLO DELLA TASSA:
IN DISTRIBUZIONE UN QUESTIONARIO
PER COLMARE LA LACUNA

Su un totale di circa 30.000 unità immobiliari registrate nella banca dati dell’ufficio tributi del Comune ai fini del pagamento della tassa sui rifiuti, di quasi 8.000 non sono conosciuti gli estremi identificativi catastali, indispensabili per il calcolo dell’esatta superficie su cui stabilire l’importo da pagare. Per colmare questa lacuna, in questi giorni gli intestatari ai fini Tarsu degli immobili in questione (sia persone fisiche che giuridiche) riceveranno un questionario da compilare e restituire all’amministrazione comunale entro 60 giorni.
<<La legge finanziaria del 2005 – spiega l’assessore al bilancio e tributi, Roberto Getilli – ha disposto che da quell’anno la superficie di riferimento su cui calcolare la Tarsu fosse quella catastale. Per una gran parte delle unità interessate, i nostri uffici sono riusciti a recuperare i dati tramite controlli incrociati con la banca dati Ici e la banca dati dell’Agenzia del Territorio, ma per alcune migliaia di unità, per le quali non è stata riscontrata coincidenza tra proprietario e intestatario dei pagamenti Tarsu, ciò non è stato possibile. Con il questionario contiamo di completare la ricostruzione dei dati, confidando nella collaborazione dei contribuenti>>.
I dati richiesti possono essere recuperati consultando l’atto di acquisto degli immobili, oppure nella denuncia di successione nel caso in cui l’immobile sia stato ereditato, o ancora nel contratto di locazione: in quest’ultimo caso, qualora il contratto non riporti i dati, sarà necessario richiederli direttamente al proprietario.
Il questionario può essere riconsegnato al Comune a mezzo posta (utilizzando l’apposita busta preaffrancata che verrà recapitata insieme al questionario stesso), oppure via fax (0371/409455) o ancora via posta elettronica (tributi@comune.lodi.it).

Ici, possibile il ravvedimento operoso per sanare l’autoriduzione in sede di acconto: sanzione sostanzialmente azzerata per la maggior parte dei contribuenti in caso di adesione entro un anno

I contribuenti Ici che lo scorso giugno, in sede di pagamento dell’acconto sul dovuto per il 2007, hanno praticato l’autoriduzione in base alla nuova aliquota sulla prima casa, potranno sanare l’errato versamento avvalendosi dell’istituto del “ravvedimento operoso”. A rammentarlo è l’ufficio tributi del Comune, con un avviso pubblico in cui si invitano gli interessati a provvedere al più presto in tal senso, preferibilmente fin dal pagamento del saldo 2007, con scadenza il 17 dicembre. L’abbassamento dell’aliquota Ici sulla prima casa dal 5 al 4,5 per mille, deliberato dal Consiglio comunale con l’approvazione del bilancio preventivo 2007, potrebbe infatti aver indotto alcuni contribuenti ad applicare la nuova aliquota già in occasione del versamento dell’acconto, mentre la legge dispone che l’anticipo del 50 per cento dell’imposta debba essere calcolato sulla vecchia aliquota, compensando poi in sede di saldo. L’autoriduzione viene considerata alla pari di un errato versamento e dà origine a una sanzione in denaro, sanabile con il ravvedimento operoso: tale procedura deve essere attivata entro un anno dalla data della violazione, ma è consigliabile agire tempestivamente, dato che il ravvedimento comporta l’applicazione di sanzioni che diventano progressivamente sempre più elevate (per l’esattezza il 3,75 per cento entro i primi 30 giorni, il 6 per cento entro un anno e il 30 per cento oltre l’anno). Secondo le stime elaborate dall’ufficio tributi del Comune, infatti, in caso di ravvedimento operoso entro un anno dall’errato versamento dell’acconto 2007 (quindi entro il 18 giugno 2008) la quasi totalità dei contribuenti sarebbe chiamata a un versamento aggiuntivo entro l’importo di 12 euro, che corrisponde al limite minimo fissato dalla legge per procedere alla riscossione delle sanzioni, che altrimenti risulterebbe economicamente non conveniente all’erario, dato che le spese di riscossione risulterebbero superiori alle somme riscosse. Aderire all’opzione del ravvedimento operoso entro un anno consentirebbe pertanto nella sostanza di azzerare la sanzione e il saldo dell’Ici 2007 potrebbe in tal senso costituire una occasione propizia per provvedere in tal senso.
(16-10-2007)