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19.03.07 Diritto di asilo, rifinanziato anche per il 2007 il progetto di assistenza per rifugiati
DIRITTO DI ASILO, RIFINANZIATO
ANCHE PER IL 2007 DAL MINISTERO DELL’INTERNO
ILPROGETTO DI ASSISTENZA DEL COMUNE DI LODI
PER RIFUGIATI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO
Anche nel 2007 il Comune di Lodi continuerà a garantire accoglienza e assistenza agli stranieri che giungono in Italia per sfuggire a situazioni di persecuzione e violenza.
Il progetto Per il diritto di asilo in Lodi, avviato nel 2001, è stato infatti ammesso per il settimo anno consecutivo al riparto delle risorse del Fondo Nazionale per la Politiche e i Servizi dell’Asilo, con l’assegnazione di uno stanziamento di 116.393 euro del ministero dell’interno, a cui si aggiungeranno 32.000 euro messi direttamente a disposizione dall’amministrazione comunale. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il settore politiche sociali del Comune e una serie di partner locali attivi nel mondo del volontariato sociale: l’associazione Lodi per Mostar Onlus (a cui è affidata la gestione del programma di asilo), l’associazione Progetto Insieme (che mette a disposizione i servizi del dormitorio pubblico di via Defendente e alcune soluzioni abitative), la Caritas diocesana (in particolare con il servizio della “mensa dei poveri”), la Cooperativa Santi Naborre e Felice (per l’inserimento lavorativo dei rifugiati), e le case di accoglienza Rosa Gattorno (femminile) e Mons. Luigi Savaré (maschile). Il progetto prevede l’accoglienza di due nuclei famigliari composti ciascuno da 4 persone (ospitati presso un alloggio messo a disposizione da Progetto Insieme e uno di proprietà comunale in via Bay) e di 8 individui singoli (5 femmine ospitate presso la Rosa Gattorno di via Gorini e 3 maschi presso la Mons. Luigi Savaré di via San Francesco).
<<Il fenomeno dei rifugiati sta assumendo dimensioni sempre più significative – commenta l’assessore comunale alle politiche sociali, Silvana Cesani – I conflitti interetnici e le persecuzioni delle minoranze politiche e religiose che colpiscono numerosi Paesi dell’Africa, del Sud America e dell’Asia alimentano un flusso senza sosta di persone che approdano anche in Italia in cerca di scampo. Con questo progetto, che mette in rete le risorse, gli sforzi e le competenze specifiche di numerosi soggetti istituzionali e del volontariato sociale, ci proponiamo di promuovere una diversa cultura dell’accoglienza, basata sull’integrazione sociale e sulle forme di collaborazione con le diverse realtà esistenti sul territorio. In questi anni pensiamo di aver messo a punto un modello organizzativo efficace, che sta fornendo importanti riscontri>>.
Tra l’altro, l’esperienza di Lodi è stata recentemente presentata come caso esemplare nel corso di un convegno organizzato ad Alessandria dalla Prefettura e della Provincia, in collaborazione con il dipartimento immigrazione dell’Anci, con l’intervento dell’assessore Cesani e di Roberto Gualterotti di Lodi per Mostar.
Le persone cui prestare assistenza vengono segnalate allo Sportello per rifugiati e richiedenti asilo di Lodi dal servizio centrale per l’immigrazione e l’asilo del ministero degli interni. Presso lo Sportello, che ha sede all’ex asilo Garibaldi di via Vistarini, operano a tempo pieno due figure specializzate, che si occupano di avviare gli assistiti alle strutture convenzionate per la soluzione dei problemi abitativi e per l’inserimento lavorativo.
Il fondo di 116.393 euro stanziato dal ministero viene gestito direttamente da Lodi per Mostar, mentre per le spese affrontate dalle case di accoglienza il Comune versa per ogni ospite 100 euro al mese (in totale 6.000 euro all’anno per la Rosa Gattorno e 3.600 per la Mons. Luigi Savaré) e 10 euro al giorno.
(19-03-2007)












