27.02.07 Nuovo pronto soccorso, cobaltoterapia e alcologia al centro del confronto tra Comune e A.O.

PDF Stampa


NUOVO PRONTO SOCCORSO,
COBALTOTERAPIA E ALCOLOGIA
AL CENTRO DEL CONFRONTO
TRA IL COMUNE E L’AZIENDA OSPEDALIERA

Il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, la cobaltoterapia e il servizio di alcologia sono stati i temi al centro dell’incontro svoltosi alcuni giorni fa tra una delegazione del Comune, composta dal sindaco Lorenzo Guerini e dall’assessore alle politiche sociali Silvana Cesani, e il direttore generale dell’azienda Ospedaliera di Lodi, professor Giorgio Spaggiari.
<<Avevamo chiesto questo momento di confronto per sviluppare l’approfondimento di alcune questioni emerse in occasione dell’audizione del professor Spaggiari davanti al consiglio comunale lo scorso 10 ottobre – spiegano il sindaco e l’assessore Cesani – In quella sede, la giunta avevano assunto l’impegno a monitorare l’evoluzione di una serie di aspetti legati ai servizi ospedalieri e in particolare al ruolo del Maggiore come presidio di riferimento per l’intero Lodigiano. A questi spunti di interesse, nelle ultime settimane si è aggiunta la problematica del pronto soccorso, alla luce delle dimissioni del responsabile del servizio, dottor Pelucchi, e delle ripetute segnalazioni di difficoltà e disservizi apparse sulla stampa locale>>. Di seguito, i principali elementi emersi dall’incontro del 19 febbraio.

Pronto soccorso

Secondo quanto riferito dal direttore generale, sono state avviate le procedure della gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori per l’allestimento della sede provvisoria del pronto soccorso nei locali sino a qualche tempo fa occupati dai laboratori (nel frattempo trasferiti in un’altra area del complesso ospedaliero): quando il pronto soccorso sarà stato spostato, sarà possibile intervenire sull’attuale collocazione del servizio, per ristrutturarla e ampliarla. Complessivamente, queste operazioni dovrebbero richiedere circa un anno e mezzo di tempo. <<Per l’amministrazione comunale la questione del pronto soccorso rappresenta la priorità assoluta rispetto all’assetto del Maggiore – sottolineano sindaco e assessore Cesani – A Spaggiari abbiamo chiesto di indicarci le reali prospettive di riqualificazione del servizio, apprendendo che il progetto originale è stato modificato, rinunciando alla realizzazione del secondo piano. Ora si tratta di capire se e come questa scelta possa eventualmente influire sulla ristrutturazione funzionale del pronto soccorso, a cui erano collegati aspetti tecnici e aspetti di incremento del personale addetto>>.

Cobaltoterapia

<<A Spaggiari abbiamo posto il problema della continuità del servizio, alla luce di due circostanze: l’annunciata installazione a Casalpusterlengo di un acelleratore lineare e le notizie di stampa sull’imminente scadenza (a fine 2007) del contratto di manutenzione dell’apparecchiatura in dotazione al Maggiore, che peraltro risulta datata e ha un nucleo radiante che a ogni processo di rigenerazione perde potenza ed efficacia. Il direttore generale ha garantito che entro quest’anno a Casalpusterlengo arriverà almeno un acelleratore lineare, che consentirà tra l’altro di arrestare il flusso di utenti del Basso Lodigiano che si rivolgono alle strutture ospedaliere di Piacenza. Sempre a detta di Spaggiari, ciò non pregiudicherà il ruolo del Maggiore come ospedale di riferimento del territorio, alla luce dell’intenzione di installare anche a Lodi un acelleratore lineare, benché di caratteristiche differenti da quello di Casalpusterlengo. Da parte nostra, abbiamo ribadito come sia fondamentale programmare l’attività in modo che non si creino discontinuità nel servizio tanto a Casalpusterlengo quanto a Lodi>>.

Alcologia

<<La chiusura del servizio che aveva sede a Sant’Angelo non può che destare preoccupazione, perché quello dell’alcolismo è un fenomeno ancora significativamente esteso sul territorio, con punte considerevoli nella popolazione giovanile e meccanismi di associazione ad altre forme di disagio e di dipendenza che andrebbero analizzati e approfonditi. E’ vero che trattandosi di un servizio di prevenzione rientra tra le competenze dell’Azienda Sanitaria Locale, e non dell’Azienda Ospedaliera, ma ad oggi, di fronte al dato di fatto della chiusura del servizio, non abbiamo indicazioni su come l’Asl intenda affrontare il problema. D’altra parte, non si può neppure trascurare l’esigenza di disporre anche di soluzioni ospedaliere, per la gestione dei casi acuti, come avviene in molti altri territori, con posti letto riservati a questa attività>>.
(27-02-2007)