26.02.07 "Le quattro principesse" al Teatro Ragazzi

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LE QUATTRO PRINCIPESSE:
UNA VIAGGIO ALLA RICERCA
DEL SENSO DELLA VITA
IMPARANDO A GUARDARSI DENTRO

Un vecchio sovrano (re Dubbio, che governa il Paese di Chissà)  convoca le sue quattro figlie e le manda in giro per il mondo a cercare la risposta ad una domanda: <<Qual è la cosa più importante della vita?>>. Le principesse si mettono in viaggio, ognuna alla ricerca della propria strada: Le quattro principesse (lo spettacolo che andrà in scena alle Vigne martedì 27 e mercoledì 28 febbraio per la stagione 2006/2007 del Teatro Ragazzi) è il racconto di questo viaggio, che è anche un percorso di crescita e conoscenza di se stessi. Verdiana, incantata dal potere del denaro, torna dal padre dopo aver realizzato il suo desiderio di ricchezza; Azzurra, sensibile e fragile, trova la propria felicità nell’amore e nella protezione del suo principe; Rossana, ragazza affascinante e di talento, diventa una famosa pop-star; Bianca, la più piccola, principessa senza principe e nomade per il mondo, affronta la vita imparando a guardarsi dentro e creando legami di valore con gli altri. Il tema del viaggio, così immediato in questa storia, rimanda più profondamente alla continua e a volte difficile ricerca della propria identità.
Le avventure che le quattro principesse devono affrontare sono un’occasione di cambiamento e di scoperta. Ognuna di loro è sola, deve crescere, uscire dal “guscio” del palazzo e scoprire il mondo per affrontare i pericoli e le grandi gioie che la vita può offrire. La funzione pedagogica del messaggio rivendica il diritto di ognuno alla propria differenza, al di là di qualsiasi autorità o insegnamento contrario. Non per niente re Dubbio governa il Paese di Chissà. Tutto è possibile; le sue figlie fanno scoperte diverse, ma non per questo vengono giudicate perché hanno fatto del loro meglio per trovare la risposta giusta.
La risposta giusta è racchiusa in ciò che dice la vecchina: <<Non posso dirti quali sono le cose importanti della vita perché non sono le stesse per tutti gli uomini e le donne. Tu dovrai cercare le tue>>.

La Compagnia TeatrObliquo       

Teatro come luogo della fantasia, del gioco, dell'azione, spazio aperto alla trasfigurazione fantastica della realtà, possibilità ultima di sfiorare il mistero dell'universo: è questa l'idea che anima l'ensemble di TeatrObliquo, fondato nel 1996 a Milano.
"Contro ogni verticalità e linearità artificiale", il teatro si rivela esperienza trasversale del vivere, strumento di conoscenza e di espansione del sé, "ultima frontiera della comunicazione". Il laboratorio teatrale, condotto da Durshan Savino Delizia, costituisce il primo punto di incontro del gruppo: giovani appassionati che al termine del percorso laboratoriale approfondiscono il loro bagaglio tecnico-espressivo con esperienze seminariali, stages e workshop condotti da Danio Manfredini, Silvia Lodi, Ambra D'amico, Eugenio Allegri, Pippo Delbono e Pepe Robledo, Julya Varley e Roberta Carreri dell'Odin Teatret, Claudia Contin e Ferruccio Merisi, Maria Consagra, Dominique De Fazio.
Da tale incontro nasce l'idea di costruire un percorso comune, partendo dal confronto diretto con il tema dell'infanzia e l'analisi della relazione genitori/figli e muovendo dalle suggestioni derivate dallo studio dell'opera scientifica di Alice Miller.
Attorno a tale progetto di ricerca il gruppo acquisisce la propria fisionomia definitiva.
Dal punto di vista artistico il desiderio è quello di approfondire la ricerca sul lavoro dell'attore, attraverso lo sviluppo di un linguaggio personale concentrato sul corpo inteso come luogo di esperienza, dove la fisicità della voce e del gesto tradotta in azione, rivelando la possibilità di una forma, apre la comunicazione.
Infranta la barriera del naturalismo, e respinto con vigore il concetto di messa in scena intesa come mera illustrazione del testo, l'attore costruisce il proprio percorso attraverso un preciso training fisico-gestuale, capace di arrivare alla definizione del personaggio tramite la declinazione dell'azione in sequenza e la sua iscrizione all'interno di un'articolata partitura formale. Forte è l'ascendenza di alcuni grandi maestri del teatro novecentesco, anche se la possibilità di riconoscersi in modelli definiti viene percepita dal gruppo con diffidenza: la necessità di una continua apertura preclude l'identificazione, favorendo la dimensione del confronto. Interlocutore privilegiato rimane Eugenio Barba, il suo lavoro sul corpo dell'attore, “forma di un corpo vivo ma reinventato”, e sulla “drammaturgia della partitura” finalizzata a "fissare la forma dell'azione, cioè animarla di dettagli, détours, impulsi, controimpulsi". Perché infine "il dettaglio fa l'uomo", e forte del suo potere evocativo apre alla trasfigurazione del reale.
(26-02-2007)

Teatro alle Vigne
Teatro Ragazzi 2006/20
07
Martedì 27 e mercoledì 28 febbraio 2007
Le quattro principesse
Liberamente ispirato ad una fiaba di Marina Valcarenghi
Con Paola Chiarello, Carmen Chimienti, Daniela Monico, Marco Parisi
Regia Carmen Chimienti e Daniela Monico
Scene e costumi Sara Marelli
Produzione TeatrObliquo - Laboratorio di ricerca e formazione per il Teatro
Durata 60 minuti
Fascia d’età Scuola Primaria